Napoli, l'omicidio davanti alla scuola fu una faida tra clan: altri due arresti

Campania
L'agguato a Napoli del 9 aprile (ANSA)

Ricostruite in maniera definitiva tutte le fasi dell'omicidio, che va contestualizzato nell'ambito della 'guerra' tra i clan Mazzarella e Rinaldi per il controllo delle attività illecite nell'area orientale del capoluogo campano

Dopo i sette arresti di maggio, altre due persone, G.S. e G.B., sono state arrestate per l'omicidio di Luigi Mignano, l'uomo che il 9 aprile è stato ucciso mentre stava accompagnando il nipotino a scuola nel rione Villa di Napoli. Nel raid rimase ferito a una gamba anche suo figlio Pasquale. Ricostruite in maniera definitiva tutte le fasi dell'omicidio, che va contestualizzato nell'ambito della faida tra i clan Mazzarella e Rinaldi per il controllo delle attività illecite nell'area orientale del capoluogo campano.

Il commando aveva visto il bimbo

Dalle indagini sono emersi molti dettagli riguardanti l’efferato omicidio. I killer, ad esempio, sapevano che nell'auto c'era anche il nipotino di Mignano ma nonostante ciò continuarono a sparare, anche contro la vettura, all’interno della quale il piccolo si era nascosto sotto il sedile anteriore del lato passeggero per ripararsi.
Inoltre, da una intercettazione ambientale registrata negli uffici della Questura di Napoli, sembra chiaro che l’intento del commando fosse quello di uccidere tutti gli occupanti dell’auto, compreso quindi il bimbo.

Gli arresti di maggio

Le indagini, coordinate dalla Dda e scattate subito dopo l'agguato compiuto davanti a bambini e genitori, avevano consentito di fermare già il 4 maggio sette persone, elementi apicali e affiliati al clan D'Amico, articolazione del gruppo Mazzarella operante nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Per tutti venne poi confermata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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