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Elli e il V2G, l'auto elettrica come parte di un ecosistema energetico

Drive Club, la rubrica sui motori

Giovanni Palazzo, il ceo dell'azienda del gruppo Volkswagen, illustra quali sono gli obiettivi di Elli e a che punto è l'Italia e la sua legislazione nell'ambito della transizione energetica

"Attualmente siamo il più grande aggregatore di punti di ricarica europeo con 1 milione di punti e siamo una delle realtà più importanti in Europa dal punto di vista energetico", a dirlo è Giovanni Palazzo, ceo di Elli, azienda del gruppo Volkswagen fondata per promuovere la mobilità elettrica.

"Il motivo perché siamo qui oggi (a Roma anche per la ratifica dell'accordo per la gestione della flotta delle auto elettriche al Vaticano, ndr) è perché presentiamo alcune attività V2H (vehicle to Home), in cui abbiamo la possibilità di finalmente integrare la vettura come elemento primario di batteria all'interno di un ambito residenziale. Ma anche V2G (vehicle to grid), sistema che consente ai clienti di partecipare al mercato energetico anche creando un profitto per loro".

Come funziona?

"In realtà il meccanismo è molto semplice - aggiunge il manager italiano - si garantisce un "plugin time", un tempo di ricarica che varia nei paesi, ma che è assolutamente fattibile. In base a questo si viene ricompensati da parte del gestore. E' un fattore decisivo, se vuoi, per accelerare l'adozione dell'elettrico perché l'auto diventa parte integrata del sistema energetico e un elemento di guadagno", aggiunge Palazzo.

A che punto è l'Italia?

"La cosa positiva è che l'Italia ha il 98% di contatori digitali - sottolinea Palazzo-, che è assolutamente un'eccellenza europea. La Germania ha il 2%. La cosa negativa è che in Italia manca completamente una legislazione intorno al V2G, cosa che invece in Germania sta succedendo".

 

"Per fare un esempio concreto - dice il ceo di Elli - in Germania il V2G era soggetto a una doppia tassazione, il cliente veniva tassato quando caricava la propria vettura e quando scaricava l'energia all'interno della rete. Questo è stato eliminato e adesso c'è un unico punto di tassazione. Questo ha ovviamente migliorato l'economicità del sistema e il "business case" per l'utente".

Palazzo poi ci spiega cosa dovrebbe secondo lui accadere affinché il nostro Paese possa avvicinarsi ai modelli energetici dei paesi del nord Europa o asiatici. "Devono accadere due cose - dice il manager -. La prima cosa che uno Stato, qualsiasi Stato, identifichi la vettura elettrica come un elemento trainante del sistema nazionale. Molti paesi l'hanno fatto anni fa, ovviamente a partire dalla Cina, ma anche se guardiamo alla Svezia, alla Norvegia, adesso l'Olanda, la Francia, e sta arrivando la Spagna, abbiamo sentito le scorse settimane molto forte. Bisogna avere un piano. Se hai un piano, ovviamente questo succede".

"Secondo poi - conclude Palazzo - incrementare la produzione di rinnovabili, perché questo abbassa il prezzo unitario dell'energia".