“Questo è un virus molto pericoloso, se ci si infetta. Ma non è molto trasmissibile, questa è una fortuna”, ha dichiarato l’esperto che ha definito efficace la quarantena imposta ai quattro italiani entrati in contatto con il virus, sottolineando però la mancanza di coordinamento internazionale
“Credo che siamo stati fortunati finora. Questo è un virus molto pericoloso, se ci si infetta. Ma non è molto trasmissibile, questa è una fortuna. La sfortuna è il fatto che l’epidemia è avvenuta in una crociera, con persone molto vicine l’una all’altra e provenienti da varie parti del mondo”. Così David Quammen, tra i più autorevoli divulgatori scientifici al mondo, ha commentato ai microfoni di Sky TG24 il focolaio di Hantavirus che nelle ultime ore ha portato anche all’isolamento precauzionale di quattro cittadini italiani entrati in contatto con il virus. Secondo l’esperto, pur trattandosi di un’infezione pericolosa, non ci sarebbero al momento elementi per ipotizzare uno scenario simile a quello vissuto durante la pandemia di Covid-19.
“È un virus pericoloso, ma poco trasmissibile”
In Italia ai quattro cittadini venuti in contatto con il virus è stata imposta una quarantena di sei settimane. Una misura che, secondo Quammen, potrebbe essere adeguata. “Credo che probabilmente sia sufficiente, ma non sappiamo esattamente qual è il periodo di incubazione. Sicuramente la quarantena è una misura molto efficace”. L’esperto ha poi evidenziato la mancanza di un coordinamento internazionale nella gestione dell’emergenza: “Non c’è nessun coordinamento a livello internazionale sul monitoraggio, sull’isolamento e sul contenimento del virus. Quindi avremo bisogno di essere ancora una volta fortunati. Oppure è possibile che ci saranno altri contagi e che alcuni sfuggiranno alle misure di contenimento”.
“Non è un virus come il Covid-19”
“Ma non è un virus come il Covid-19”, ha ribadito l’esperto, per poi sottolineare: “È un virus completamente diverso, non è così pericoloso come il Covid-19. E non è probabile che ci siano degli sviluppi simili al Covid-19, un virus che evolveva molto velocemente. Quammen ha poi ribadito che episodi simili si sono già verificati in passato. “Ci sono stati altri focolai ed epidemie in Argentina, per esempio. In generale il mondo se ne è cavato abbastanza bene con questo virus”. Nel corso dell’intervista si è parlato anche dell’esperienza maturata dopo la pandemia del 2020 e della capacità di affrontare eventuali nuove emergenze sanitarie. “Abbiamo imparato come poter fare vaccini e come produrli velocemente e in grande quantità. C’è stata tanta disinformazione. Se dovesse esserci una nuova pandemia, con un virus altamente trasmissibile, saremo sicuramente in una situazione peggiore da vari punti di vista, perché abbiamo meno cooperazione internazionale e abbiamo meno sostegno da parte dei sistemi pubblici. E questo sicuramente è un grande campanello di allarme”.
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