Il presidente venezuelano e la moglie trasferiti al Metropolitan Detention Center di New York dopo la cattura nel blitz statunitenze. Trascorreranno i prossimi giorni in una struttura nota per le pessime condizioni con cui vengono trattati i detenuti e la violenza al suo interno. Tra i suoi 'ospiti' anche El Chapo, Luigi Mangione e Puff Diddy
Dopo la cattura giunta al culmine del blitz portato a termine in Venezuela dagli Stati Uniti, il presidente Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono stati trasportati in un centro di detenzione federale a Brooklyn (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA). Le immagini mostrate sui profili ufficiali della Casa Bianca mostrano i primi passi negli Stati Uniti del leader venezuelano, che è stato incriminato formalmente dagli Usa per narco-terrorismo, traffico internazionale di cocaina e uso di armi da guerra. Il presidente venezuelano e la moglie saranno custoditi al Metropolitan Detention Center (Mdc), un carcere federale di Brooklyn noto per aver ospitato "detenuti celebri" di alto profilo come Joaquin "El Chapo" Guzman, Luigi Mangione e P. Diddy.
Un carcere noto per le pessime condizioni e i detenuti celebri
Descritto come "disgustoso" e con condizioni "orribili", l'MDC è noto per le sue condizioni squallide, la cronica carenza di personale, la violenza dei detenuti e le interruzioni di corrente, riporta la Cnn. Costruita negli Anni 90 per combattere il sovraffollamento carcerario, la struttura ha ospitato anche il cantante R. Kelly, "Pharma Bro" Martin Shkreli , la ex compagna di Jeffrey Epstein, Ghislaine Maxwell, e l'ex mago delle criptovalute Sam Bankman-Fried. Le condizioni del carcere sono molto violente: un detenuto è stato accoltellato a morte nel giugno 2024 e un altro è morto in una rissa un mese dopo. Un'interruzione di corrente nel 2019 ha lasciato i prigionieri nell'oscurità quasi totale con temperature rigide per una settimana. L'MDC e' l'unico centro di correzione federale in servizio a New York City dopo la chiusura del complesso di Manhattan in seguito alla morte per suicidio del finanziere multimilionario e accusato di traffico sessuale Jeffrey Epstein nel 2019.
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