Ucraina, l'inchiesta anticorruzione arriva alla vice di Zelensky: Mudra licenziata

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Un'inchiesta dell'anticorruzione ucraina su un presunto giro di riciclaggio arriva fin dentro l'ufficio presidenziale: perquisita e licenziata la vice capo dello staff Iryna Mudra, responsabile della strategia legale internazionale di Kiev. Il caso, denominato "Forrest Gump", si intreccia con lo scandalo energetico che a fine 2025 aveva travolto Andrii Yermak. Sul fronte politico, l'ex ministro Fedorov chiede elezioni anche in guerra; su quello militare prosegue la battaglia dei droni

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Un'inchiesta dell'ufficio anticorruzione ucraino è arrivata fin dentro l'entourage più stretto di Volodymyr Zelensky. Al centro c'è Iryna Mudra, vice capo dello staff presidenziale, i cui uffici sono stati perquisiti dagli investigatori nell'ambito di un'operazione contro un presunto giro di riciclaggio di denaro. Poche ore dopo, il presidente l'ha rimossa con un decreto.

L'operazione "Forrest Gump"

L'ufficio nazionale anticorruzione (Nabu) e la procura specializzata (Sapo) hanno reso noto di aver avviato un'operazione speciale contro quella che descrivono come un'organizzazione criminale guidata da un deputato in carica e da un ex parlamentare, con il coinvolgimento di alti funzionari dell'ufficio presidenziale e dei vertici di una banca statale. Nei comunicati ufficiali il nome di Mudra non compare: il collegamento con la funzionaria emerge dalle perquisizioni e dalle ricostruzioni dei media ucraini. Nelle stesse ore un deputato aveva parlato di un suo fermo, notizia poi smentita.

 

Oltre a Mudra, gli investigatori avrebbero perquisito le sedi riconducibili al deputato Vadym Stolar e all'ex parlamentare Maksym Mykytas. Stolar era stato eletto con la formazione filorussa "Piattaforma dell'Opposizione - Per la Vita", messa al bando dopo l'invasione russa del 2022, e oggi siede in un gruppo nato in gran parte dai suoi ex membri. Nel mirino ci sarebbero anche i vertici di Sense Bank, istituto statale al centro dell'inchiesta.

Il presunto giro di denaro

Secondo la Nabu, il gruppo avrebbe riciclato circa 150 milioni di grivna, poco più di tre milioni di euro, attraverso la banca statale. La somma sarebbe servita a versare, lo scorso giugno, la cauzione per l'ex ministro dell'Energia Herman Haluschenko, a sua volta sotto accusa per corruzione. Il quadro si tiene perché Sense Bank sarebbe collegata al più ampio scandalo del settore energetico, cuore dell'indagine da cui è partita l'intera vicenda.

Chi è Iryna Mudra

Prima della rimozione, Mudra gestiva la strategia legale internazionale dell'Ucraina: si occupava dei meccanismi per la confisca dei beni russi congelati, dell'istituzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione e della commissione internazionale sui risarcimenti di guerra. All'interno dell'ufficio presidenziale seguiva gli affari legali e la riforma della giustizia, dopo essere stata vice ministro della Giustizia. Prima di entrare in politica aveva alle spalle oltre vent'anni nel settore giuridico-finanziario, con la guida del dipartimento contenzioso internazionale di Oschadbank, la cassa di risparmio statale ucraina.

Le intercettazioni

Alcune registrazioni rese pubbliche dalla Nabu proverebbero il tentativo di Mudra di condizionare l'operato dei dirigenti della banca. Dalle stesse intercettazioni emergerebbe come la funzionaria avesse discusso la possibilità di influenzare la selezione dei membri del comitato di controllo civico dell'agenzia anticorruzione, e avrebbe sostenuto che il procuratore capo — riferimento apparente a Oleksandr Klymenko — andasse sostituito con una figura fedele all'ufficio presidenziale. "Se fosse riconfermato per un secondo mandato, per altri sette anni, saremmo tutti fregati", avrebbe dichiarato.

La vicenda riporta alla memoria il tentativo di Zelensky, mesi fa, di ridimensionare i poteri di Nabu e Sapo con la motivazione di "ripulirle" da presunte "influenze russe": una mossa poi ritirata di fronte alle proteste di piazza e alle pressioni dell'Unione europea.

Il precedente Yermak

Non è il primo scossone dentro l'ufficio presidenziale. A fine novembre 2025 Andrii Yermak, potente braccio destro del presidente e allora capo dello staff, si era dimesso dopo la perquisizione della sua abitazione, per poi essere arrestato a maggio con l'accusa di riciclaggio; il suo legale ha respinto le contestazioni definendole "infondate". Quell'indagine era nata dallo scandalo della corruzione nel settore energetico che aveva coinvolto Timur Mindich, tra gli uomini più vicini a Zelensky. È da quel momento che il presidente ha cominciato a incassare i colpi più duri sul fronte del consenso interno.

Il fronte politico interno

Sullo sfondo dell'inchiesta corre anche la partita politica. L'operazione degli inquirenti è caduta nelle stesse ore in cui i parlamentari di "Servitori del popolo", il partito di Zelensky, si riunivano per discutere la nomina di due nuovi ministri. A tenere banco è soprattutto il fronte della Difesa: l'ex ministro Mykhailo Fedorov, il cui recente licenziamento aveva provocato settimane di proteste, ha diffuso un video in cui chiede di trovare un modo per organizzare le elezioni anche in piena guerra, parlando apertamente di una crisi di governo. Secondo il Kyiv Independent, Fedorov starebbe valutando un viaggio negli Stati Uniti già nei prossimi giorni: non è chiaro chi intenda incontrare, ma la testata ricorda i suoi buoni rapporti con Elon Musk, maturati sul dossier Starlink.

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