Scontri al confine tra India e Cina, militari indiani uccisi

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Sono settimane che nella zona cresce il nervosismo e sono stati anche schierati migliaia di militari da entrambe le parti. Pechino accusa Delhi di aver provocato le violenze ma parla di "incidente"

Sarebbero venti e non tre, come inizialmente comunicato, i militari indiani morti in seguito a un "confronto violento" con militari cinesi lunedì notte lungo il confine conteso nella regione himalayana del Ladakh. Alcuni, rimasti feriti, sarebbero successivamente deceduti in ospedale. La notizia è stata diffusa da un portavoce dell'esercito di Dehli.

Cina: India ha provocato lo scontro tra truppe

Da 53 anni la contesa dell'area - considerata strategica da entrambi i Giganti asiatici - non causava vittime. Non sarebbero stati degli spari ma un contrasto fisico molto violento - con bastoni e lancio di sassi - a causare la morte dei soldati indiani. La Cina - che parla di "un incidente" - incolpa la vicina India di aver avviato lo scontro, oltrepassando il confine e provocando i militari cinesi.

Area contesa dal 1962

Tensioni e polemiche lungo il confine tra i due Paesi vanno avanti da settimane. Già diverse volte i soldati di una parte sono stati accusati dall'altra di averlo travalicato. L'incidente fatale sarebbe avvenuto proprio all'interno di un processo di de-escalation. La contesa dell'area, lunga 3500 chilometri, va avanti - per lo più pacificamente - dal 1962 e da allora Cina e India non sono riuscite a trovare un accordo. La morte dei soldati indiani certamente non favorirà una distensione.

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