L’Ue avverte Israele: “In caso di annessioni della Cisgiordania agiremo di conseguenza”

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Il portavoce dell'Alto rappresentante Borrell: “Non sono in linea con il diritto internazionale”. Agenzia Wafa: i ministri degli Esteri Ue pensano a sanzioni in caso di espansione negli insediamenti ebraici in Cisgiordania e nella Valle del Giordano. Giovedì 14 giura il nuovo governo di emergenza nazionale formato dal premier Benjamin Netanyahu e dal suo ex avversario Benny Gantz

"Come abbiamo detto più volte, l'annessione non è in linea con il diritto internazionale" e se Israele insisterà con il suo piano di annettere parti della Cisgiordania occupata, "l'Ue agirà di conseguenza". L’avvertimento arriva da Peter Stano, portavoce dell'Alto rappresentante dell'Ue Josep Borrell, mentre secondo la Wafa, l'agenzia dell'Autorità palestinese (Anp), i ministri degli Esteri della Ue stanno considerando la possibilità di "imporre sanzioni" a Israele in caso di "annessione degli insediamenti ebraici in Cisgiordania e della Valle del Giordano".

Le possibili mosse dell’Ue

Stano ha spiegato che i ministri degli Esteri dell'Ue discuteranno dell'argomento nella riunione di venerdì, evidenziando comunque che l'Unione "comprende le esigenze di sicurezza di Israele" e di aver espresso il suo sostegno ad esse. La Wafa - che cita una fonte "europea ben informata" - ha ricordato tuttavia che "ogni risoluzione della Ue deve essere approvata dai 27 membri” e che si prevede “che alcuni Paesi metteranno il veto a causa delle loro relazioni con Israele". Per evitare questo stop, ha spiegato la fonte, l'Ue potrebbe fare ricorso ad altre mosse, come "il congelamento del programma Horizon Europe 2021-2027, attraverso cui think-tank israeliani ricevono miliardi di dollari". Oppure, ha spiegato la fonte, ci sarebbe la "possibilità di sospendere l'Accordo Ue-Israele che dà a quest'ultimo libertà di accesso ai mercati europei". Tutti mancati rinnovi che "priverebbero Israele di significativi vantaggi economici".

Nuovo governo Netanyahu-Gantz giura il 14 maggio

Intanto il nuovo governo di emergenza nazionale formato dal premier Benjamin Netanyahu e dal suo ex avversario Benny Gantz si prepara a giurare giovedì 14 maggio. In un primo momento il giuramento del nuovo esecutivo - che vedrà Netanyahu premier per i primi 18 mesi e poi Gantz per i successivi 18 - avrebbe dovuto giurare mercoledì 13, ma c’è stato un rinvio probabilmente legato all'arrivo nel Paese del segretario di Stato Usa Mike Pompeo, che incontrerà sia l'attuale premier sia Gantz. E secondo i media, negli incontri potrebbero essere discussi proprio i piani di Israele di estendere la sua sovranità, sulla scia del piano di pace di Trump, agli insediamenti ebraici in Cisgiordania e alla Valle del Giordano.

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