Libia, sequestrato un peschereccio italiano nel golfo della Sirte

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L'imbarcazione si chiama Tramontana ed è di Mazara del Vallo. A bordo in 7, di cui 5 italiani e 2 tunisini. Il sindaco della città siciliana: "Stanno bene". Sono stati costretti a dirigersi verso Misurata. Il ministro degli Esteri Moavero chiede un "rapido rilascio"

Il peschereccio italiano "Tramontana", di Mazara del Vallo, è stato sequestrato da una motovedetta libica nel golfo della Sirte. A bordo ci sono sette membri dell'equipaggio: cinque mazaresi e due tunisini. Il sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci ha assicurato: "Ho ricevuto notizie che il capitano Nicolò Bono e gli altri sei componenti dell'equipaggio stanno bene". Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, si legge nella nota con cui la Farnesina ha annunciato il sequestro, ha dato "istruzioni all'ambasciatore d'Italia, Giuseppe Buccino, di adoperarsi prontamente al fine del corretto trattamento e di un rapido rilascio dei membri dell'equipaggio e dell'imbarcazione, costretta a dirigersi verso il porto di Misurata". Giuseppe Pipitone, l'armatore del peschereccio, afferma di non aver voglia di parlare al momento, e spera "di avere informazioni al più presto". Attraverso l'azienda Ap Srl, Pipitone è proprietario di alcuni pescherecci e aderisce al Distretto della pesca di Mazara del Vallo.

Sindaco Mazara del Vallo: "Peschereccio verso un porto libico"

Il sindaco di Mazara ha affermato che "il motopesca starebbe proseguendo la navigazione verso un porto libico con militari libici a bordo. Ci conforta che la Farnesina stia seguendo la vicenda con grande attenzione e confidiamo che l'azione diplomatica porti al rilascio del natante e dell'equipaggio".

Farnesina: "Acque sconsigliate e ad alto rischio"

In base alle prime informazioni, il peschereccio si trovava nell'area insieme ad altre imbarcazioni quando è stato abbordato dall'unità libica a circa 60 miglia a est del porto di Misurata. Alcuni militari libici sono saliti a bordo per scortarlo. La Farnesina precisa che "non sono ancora chiare le ragioni del sequestro, verosimilmente legate ad attività di pesca, in acque peraltro definite ad alto rischio e dunque sconsigliate da parte del Comitato Interministeriale per la Sicurezza dei Trasporti e delle Infrastrutture".

I precedenti sequestri

L'ultimo sequestro risale all'ottobre del 2018. In quell'occasione vennero confiscatiti dai libici il motopesca "Matteo Mazzarino" e il peschereccio "Afrodite Pesca", entrambi di Mazara del Vallo. La vicenda scosse la comunità mazarese, sia nel timore di altri giorni di detenzione nelle carceri libiche patiti in passato dai pescatori, sia perché i battelli sequestrati non hanno fatto più ritorno a Mazara. Nel golfo della Sirte, come nel resto della Libia, la situazione è molto complicata. Si affrontano le forze fedeli al governo di Tripoli e quelle che combattono a fianco del maresciallo Khalifa Haftar, che ha annunciato nei giorni scorsi una ulteriore offensiva finale per conquistare Tripoli. I primi violenti scontri hanno già causato diverse vittime e continuano ad attanagliare la Libia nella morsa del caos.

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