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Corea Nord, ex ambasciatore "reggente" in Italia chiede asilo. Farnesina: non risulta

3' di lettura

Jo Song-gil, fino a novembre, è stato “incaricato d'affari” a Roma. Secondo un deputato sudcoreano, che cita intelligence di Seul, ha chiesto asilo a inizio dicembre in un “imprecisato Paese occidentale” e ora sarebbe “protetto” dalle autorità italiane “in luogo sicuro”

Ci sarebbe una nuova defezione di alto livello tra le file dei funzionari della Corea del Nord all'estero. Jo Song-gil, per oltre un anno ambasciatore nordcoreano “reggente” in Italia, avrebbe chiesto asilo con la sua famiglia a inizio dicembre in un “imprecisato Paese occidentale”. Fonti della Farnesina hanno fatto sapere che "non risulta una richiesta d'asilo da parte di un funzionario nordcoreano". "Per via diplomatica - hanno sottolineato le stesse fonti - è stato a suo tempo comunicato al ministero l'avvicendamento dell'incaricato d'affari nordcoreano a Roma. Tale avvicendamento ha poi avuto luogo".

Intelligence di Seul: lui e la moglie "spariti" da inizio novembre

A dare la notizia della presunta defezione è stato il quotidiano sudcoreano JoongAng Ilbo e la notizia è stata poi confermata da un deputato della Corea del Sud al termine di un'audizione a porte chiuse con uomini dell'intelligence di Seul. "Il mandato dell'ambasciatore facente funzione scadeva alla fine di novembre ed è fuggito dall'ambasciata ai primi di novembre" con la moglie Kim Min-ki, ha riferito il parlamentare ai giornalisti. Secondo l'intelligence di Seul, la coppia è "sparita" da inizio novembre, a pochi giorni dalla scadenza del mandato. Il diplomatico, ha aggiunto, sarebbe ora “protetto” dalle autorità italiane “in un luogo sicuro” in vista della richiesta di asilo politico "in un imprecisato Paese occidentale".

In carica da ottobre 2017 fino allo scorso novembre

Jo ha 48 anni e, secondo il quotidiano, è conosciuto per “essere il figlio o il genero di un funzionario dei livelli più alti” del Nord. Ha ricoperto il ruolo di “incaricato d'affari” dal 9 ottobre del 2017, dopo l'espulsione dell'ambasciatore Mun Jong-nam in risposta al sesto test nucleare di settembre dello stesso anno fatto da Pyongyang violando le risoluzioni dell'Onu. L’uomo - in Italia da maggio 2015 - è rimasto in carica fino al 20 novembre, quando è stato sostituito nelle funzioni di “incaricato d'affari” dal consigliere politico Kim Chon. Da allora non risulta più nella lista diplomatica nordcoreana. La richiesta di asilo, quindi, sarebbe da collegare all'ordine di rientrare a Pyongyang.

La prima diserzione di alto livello dal 2016

La richiesta di asilo di Jo Song-gil sarebbe la prima di un diplomatico di alto livello della Corea del Nord dalla diserzione nel 2016 di Thae Yong-ho, numero due dell'ambasciata a Londra. Nel caso di Thae, l'educazione e un migliore futuro per i figli furono le cause primarie menzionate per la diserzione. In generale, come metodo per prevenire le fughe, i diplomatici del Nord lasciano in patria diversi componenti della famiglia, soprattutto bambini, mentre a Jo fu concesso di raggiungere Roma con moglie e figli, quasi a conferma - secondo il quotidiano - della sua appartenenza a una famiglia privilegiata. L'ambasciata a Roma è tra le più importanti della rete estera nordcoreana, con due diplomatici provenienti dal ministero degli Esteri, più altri due che si occupano degli affari legati alla Fao (l'agenzia dell'Onu che ha sede a Roma).

Data ultima modifica 03 gennaio 2019 ore 13:00

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