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Egitto, attacco a bus di pellegrini copti: 7 morti. Isis rivendica

3' di lettura

Attentato contro tre autobus contro che trasportavavo fedeli  cristiani verso un monastero nel deserto a sud del Cairo. Fonti della sicurezza hanno riferito che i feriti sono almeno 12. Ambasciatore Ue: "Attacco orrendo e codardo"

Alcuni autobus che trasportavano pellegrini copti nella zona di Minya, 200 chilometri a sud del Cairo, in Egitto, sarebbero stati attaccati da un gruppo di persone armate. Almeno sette, secondo la Chiesa copto-ortodossa, le persone rimaste uccise nell'agguato. Il portavoce Boul Halim, però, ha avvertito che il bilancio potrebbe essere anche più grave.

Tre autobus attaccati

Secondo il sito della televisione panaraba Al Arabiya, che cita fonti copte, sarebbero stati tre gli autobus attaccati. "Persone armate sconosciute hanno sparato contro due bus che trasportavano dei fedeli ed erano in viaggio verso il monastero dell'Anba Samuel", scrive il sito. "Altri colpi di arma da fuoco sono invece stati sparati in maniera intensa in direzione di un terzo bus, ma l'autista è riuscito a far fuggire il mezzo". Al momento, sarebbero ancora in corso le ricerche degli attentatori da parte delle autorità.

Agguato per danneggiare l'immagine dell'Egitto

Secondo don Rafiq Gresh, direttore di "Messager", il settimanale della Chiesa cattolica in Egitto, si tratterebbe di un'esecuzione a freddo compiuta, probabilmente, in risposta a un'operazione antiterrorismo. L'obiettivo dell'agguato: danneggiare l'immagine del Paese nel giorno di inizio del Forum mondiale della Gioventù, in corso in una località sul Mar Rosso. Il direttore ha provato a ricostruire l'attacco agli autobus: "Ci sono stati due automezzi 4X4 che hanno fermato i bus e hanno chiesto alla gente di scendere", ha detto don Rafiq contattato dall'ANSA. I terroristi "hanno aperto il fuoco in maniera indiscriminata e al momento ci sono sette morti e 13 feriti", ha aggiunto.

Secondo episodio sulla stessa strada

L'attacco è stato confermato anche dal vicario patriarcale e portavoce della Chiesa copto-cattolica in Egitto, Padre Hani Bakhoum. "Confermo - ha riferito - che c'è stato questo attentato sulla strada fra Sohag e Minya, verso il monastero del vescovo Samuele". Bakhoum ha ricordato che è il secondo episodio accaduto sulla stessa strada: il primo fu nel maggio 2017, un attacco in cui morirono quasi 30 persone.

La condanna dell'Ue

L'Ue ha condannato l'attacco in Egitto tramite le parole dell'ambasciatore al Cairo Ivan Surkos, che lo ha definito su Twitter "orrendo e codardo". "Siamo fortemente solidali con l'Egitto - ha scritto - in questi tempi difficili e lo appoggiamo pienamente nella lotta contro il terrorismo". Per il portavoce del servizio di azione sterna dell'Ue (Eeas), l'attacco ai pellegrini copti "è un campanello d'allarme sulle sfide alla sicurezza che l'Egitto sta affrontando. I nostri pensieri vanno alle vittime e alle loro famiglie. L'Unione europea - prosegue - porge le sue condoglianze e sta dalla parte dell'Egitto nei suoi sforzi per sconfiggere il terrorismo nel paese".

Al Sisi deplora l'attacco

ll presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, commentando l'attacco, ha scritto su Twitter che "deploro con una profonda tristezza i martiri caduti oggi" e "auguro una pronta guarigione ai feriti". "Affermo la nostra determinazione a proseguire gli sforzi per lottare contro il terrorismo e a perseguire i responsabili. Questo incidente non danneggerà la volontà della nostra nazione", ha aggiunto il presidente egiziano. Condanne dell'attentato sono venute anche da Al-Azhar, il massimo centro teologico e universitario dell'islam sunnita e dalla Lega araba.

Data ultima modifica 02 novembre 2018 ore 18:28

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