Francia, sciopero generale dei trasporti

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A fermarsi, oggi, sono treni e aerei, coinvolti anche mezzi in arrivo verso l’Italia. I sindacati protestano contro la soppressione delle assunzioni a statuto speciale e altri provvedimenti del Governo Macron. 

Sciopero massiccio e di lunga durata per treni e aerei, nuove agitazioni in Air France e Sncf: per la Francia è un martedì nero nei trasporti. Dopo alcuni giorni di mobilitazione, lo stop dei ferrovieri si fa duro, al ritmo di due giorni su cinque fino alla fine di giugno, e pone la sfida più importante al piano di riforme del presidente Emmanuel Macron dal suo insediamento nel maggio 2017. Coinvolti nello stop anche i mezzi che viaggiano verso l'Italia.

Fermi i treni

La compagnia ferroviaria nazionale francese, Sncf, ha annunciato che uno sciopero di 48 ore dei lavoratori, oggi, 3 aprile, e domani, interromperà il servizio ferroviario in Francia e tra la Francia e l'Europa, Italia compresa. Saranno operativi solo il 15% dei treni ad alta velocità e il 25% dei treni regionali. La compagnia informa in comunicato che saranno operativi uno su tre treni tra Francia e Germania e il 75% dei treni Eurostar tra Parigi e Londra. Quattro sindacati hanno chiesto ai lavoratori ferroviari incrociare le braccia due giorni ogni settimana fino alla fine di giugno.

Sciopera anche Air France

A causa dello sciopero, Air France ha previsto la cancellazione del 25% dei voli in programma. In particolare, il 30% dei voli a lunga distanza e il 33% di quelli a medio raggio, che arrivano e partono dall'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, e il 15% dei voli a corto raggio, dall'aeroporto di Orly verso altre destinazioni del Paese. Secondo la compagnia aerea, ad incrociare le braccia sarà il 32,8% dei piloti, il 20,5% del personale di volo e il 14,5% del personale di terra.

Il perché dello sciopero

I sindacati della Sncf protestano contro la soppressione delle assunzioni a statuto speciale, le modalità di apertura del settore alla concorrenza e la trasformazione del gruppo in società per azioni che, sebbene il governo neghi, per le organizzazioni dei lavoratori apre a una privatizzazione della società. Il progetto di riforma, accusano i sindacati in una nota, "mira a distruggere il servizio pubblico ferroviario per puro dogmatismo ideologico" e "non risolverà né il problema del debito né quello delle disfunzioni". Il movimento, che prevede 36 giorni di sciopero nel giro di tre mesi, conta di ottenere il consenso dell'opinione pubblica che, secondo i sondaggi, giudica lo stop ingiustificato ma potrebbe cominciare a vacillare se l'esecutivo non dovesse risolvere rapidamente la questione.

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