Papa Francesco nel film di Wim Wenders, diffuso il trailer

Il regista insieme al pontefice durante le riprese (Foto: ANSA)
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Si intitola "Papa Francesco. Un uomo di parola" la pellicola che uscirà nelle sale americane il prossimo 18 maggio. Un colloquio faccia a faccia col pontefice sui grandi temi del mondo. il trailer diffuso nel giorno del quinto anniversario del pontificato di Beroglio

"Per la prima volta nella storia un Papa apre le sue porte". Comincia con questa frase il primo trailer di "Papa Francesco. Un uomo di parola", film scritto e diretto dal regista pluricandidato agli Oscar Wim Wenders, in uscita negli Stati Uniti il prossimo 18 maggio. Il trailer è stato diffuso in anteprima dal sito Vatican News nel quinto anniversario del pontificato di Francesco (SPECIALE).

Un documentario "con" Francesco

Il film punta a essere un viaggio insieme al pontefice. Non un documentario, ma un progetto nato dalla volontà di monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, di fare un film "con" Papa Francesco, e non "su" Papa Francesco. La pellicola ruota intorno a un lungo dialogo con Papa Francesco che si sofferma su diversi temi offrendo risposte alle principali sfide globali del mondo contemporaneo: la morte, la giustizia sociale, l'immigrazione, l'ecologia, la diseguaglianza, il materialismo e il ruolo della famiglia.

Dalla parte degli ultimi

Questa "sinfonia di domande" costituisce lo scheletro del film ripreso grazie alla tecnica direct-to-camera, in cui lo spettatore si ritrova faccia a faccia con Francesco, immerso in un dialogo sul mondo circostante. Il Papa risponde agli agricoltori e ai lavoratori, ai rifugiati, ai bambini e agli anziani, ai carcerati e a coloro che vivono nelle favelas o ancora nei campi profughi. Sono tanti i luoghi mostrati nella pellicola che raccontano il Papa nei suoi tanti viaggi attraverso il mondo: dalla sede delle Nazioni Unite al Congresso degli Stati Uniti, fino a Ground Zero, alla Terra Santa, all'Africa, al Sud America e all'Asia. In tutto il film Papa Francesco condivide la sua visione della Chiesa e la sua profonda preoccupazione per i poveri, il suo impegno per le questioni ambientali e per la giustizia sociale, il suo appello per la pace nelle aree segnate dai conflitti e per la pace e il dialogo tra le diverse religioni.

Wenders: "grande responsabilità"

"Nemmeno nei miei sogni più arditi avrei mai immaginato di girare un film" del genere, afferma Wenders, che è anche produttore del film, in un'intervista a Vatican News. Poi il racconto sulla nascita del progetto. "Quando ho ricevuto la lettera con l'invito a venire in Vaticano per discutere della possibilità di girare un film sul Papa con monsignor Dario Viganò, per prima cosa - ha ricordato il regista - ho tirato un respiro profondo, poi sono andato a fare il giro del palazzo. Mi resi conto che un progetto del genere comportava una grandissima responsabilità". Dall'incontro con Viganò il regista ha appreso di avere carta bianca su tutta la produzione della pellicola sulla quale - ha precisato Wenders - "il Vaticano non ha mai interferito. Ho detto di sì. Ovviamente – ha ricordato il regista - C'è voluto un po' prima che la mia idea prendesse forma, che il finanziamento andasse a buon fine e per organizzare le prime riprese con Papa Francesco".

Mesi in sala di montaggio

Da quel primo colloquio alla fine del film sono passati circa due anni, altri tre lunghi colloqui e una ripresa ad Assisi, la patria di San Francesco. E poi, ha raccontato Wenders, mesi e mesi in sala montaggio, "finché il film ha preso la sua forma definitiva. E risponde pienamente alle alte attese che vi avevo riposto e cioè che avrebbe consentito a Papa Francesco di parlare direttamente a ciascuno spettatore e a ciascun ascoltatore di tutti gli argomenti e di tutte le preoccupazioni che sono importanti per lui, quasi in un faccia a faccia". Il regista ha poi ricordato la partecipazione di Papa Francesco alle riprese: "Sono sempre rimasto molto colpito - ha detto Wenders - di come Papa Francesco fosse aperto a ogni domanda e di come abbia sempre risposto in maniera diretta e spontanea. E dopo ciascuna delle quattro lunghe sessioni (di colloquio), si è preso il tempo per stringere la mano a tutti, senza fare differenza tra il produttore, il direttore, l'elettricista o l'assistente". Infine Wenders ha raccontato le emozioni del contatto diretto col pontefice. "Incontrarlo a tu per tu - ha detto il regista - e poi vedendolo e ascoltandolo ogni giorno in sala montaggio, quindi non soltanto nel corso dei nostri colloqui ma anche nei suoi discorsi in tutto il mondo, ai rifugiati, ai prigionieri, ai politici, agli scienziati, ai bambini, ai ricchi, ai poveri o alla gente normale, mi ha fatto capire quanto sia coraggioso, intrepido. E il mio augurio è questo: che mai perda il suo incrollabile coraggio".

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