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Fondi Lega, Riesame conferma gli arresti domiciliari per i contabili

Lombardia
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Confermata la misura per Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni. Nel frattempo, si è svolto il quinto interrogatorio di Luca Sostegni davanti al pm di Milano

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Il Tribunale del Riesame di Milano ha confermato la misura degli arresti domiciliari per Alberto Di Rubba, ex presidente di LFC e direttore amministrativo per la Lega al Senato, e ad Andrea Manzoni, revisore contabile per il Carroccio alla Camera, nell'inchiesta del procuratore aggiunto Eugenio Fusco e del pm Stefano Civardi sul caso Lombardia Film Commission e su presunti 'fondi neri' per il partito. Le motivazioni del provvedimento saranno depositate in una quindicina di giorni. (FONDI LEGA - MATTEO SALVINI TUTTO CORRETTO E CERTIFICATO)

La decisione del Tribunale

I giudici (collegio Mannocci-Amicone-Peroni Ranchet) hanno respinto la richiesta di revoca della misura cautelare avanzata, attraverso il legale Piermaria Corso, da Di Rubba e Manzoni finiti ai domiciliari assieme al commercialista Michele Scillieri e al cognato di quest'ultimo Fabio Barbarossa (questi due non hanno fatto ricorso al Riesame). Il Riesame, dunque, ha confermato l'ordinanza emessa dal gip Giulio Fanales, su richiesta dei pm, sulla vicenda della presunta vendita gonfiata del capannone di Cormano (Milano) per la fondazione LFC, partecipata dalla Regione. Vendita attraverso la quale i contabili, accusati di peculato e turbativa, avrebbero drenato 800mila euro di fondi pubblici su uno stanziamento da 1 milione che era stato messo a disposizione dalla Regione. Per la difesa il prezzo di 800mila euro del capannone era congruo, mentre per l'accusa non solo era un prezzo 'gonfiato' ma i soldi di quella vendita - gestita da un lato da Di Rubba, che presiedeva la LFC, e dall'altro da Scillieri e Manzoni - arrivarono a società dei tre professionisti e una parte finì in Svizzera. E così i fondi pubblici del finanziamento regionale per la LFC vennero usati, secondo i pm, per fini privati. Nel frattempo, l'indagine del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf sta scavando su una lunga serie di movimentazioni sospette per milioni di euro tra la Lega, imprese come la Barachetti service (l'imprenditore Francesco Barachetti è indagato), entità collegate al Carroccio e società riconducibili ai tre commercialisti. Col sospetto di "retrocessioni" e presunti 'fondi neri' raccolti per conto del partito. Indagini che si intrecciano con quelle genovesi sul presunto riciclaggio dei famosi 49 milioni della Lega spariti.

I pm valutano il giudizio immediato

Con la conferma da parte del Tribunale del Riesame dell'ordinanza degli arresti domiciliari per Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni la Procura di Milano sta valutando di chiedere il giudizio immediato sulla parte dell'indagine con al centro il caso Lombardia Film Commission, non solo per i due professionisti ma anche per gli altri tre indagati destinatari di misura cautelare. La richiesta di giudizio immediato riguarda i reati di peculato, turbativa d'asta, evasione fiscale e per il solo Sostegni, l'unico ad essere in cella, l'estorsione. Con l'eventuale giudizio immediato si salterebbe la fase dell'udienza preliminare e poi gli indagati, se non volessero andare a processo ordinario, potrebbero scegliere riti alternativi, come il patteggiamento o l'abbreviato.

Proseguono le indagini

Ieri i pm milanesi hanno incontrato i loro colleghi di Genova per fare il punto sulle due indagini che si intrecciano e hanno numerosi punti di contatto. Gli inquirenti dovranno valutare mano a mano anche la competenza territoriale ad indagare sulle numerose operazioni finanziarie sospette al centro delle due inchieste e che vedono come 'protagonisti' spesso i due contabili della Lega Manzoni e Di Rubba, ma anche alcuni imprenditori come Francesco Barachetti (indagato) e Marzio Carrara (non risulta indagato). È emerso anche un altro nome che Lega le due indagini: Angelo Lazzari, manager bergamasco. Si tratterebbe di un 'trait d'union' tra società coinvolte sia nella vicenda della presunta vendita gonfiata del capannone che in quella sul riciclaggio dei 49 milioni di euro del Carroccio di cui si son perse le tracce. Se gli episodi ricadranno nelle ipotesi di riciclaggio dei 49 milioni su quelli procederà Genova, mentre per competenza territoriale su altri fronti potrà indagare Milano o gli atti in ipotesi potrebbero andare in parte anche ad altre procure, sempre per competenza territoriale. Intanto, Sostegni è stato interrogato a San Vittore davanti al pm Civardi. Dopo questo quinto interrogatorio la sua difesa avanzerà richiesta di scarcerazione al gip.

Quinto interrogatorio per Luca Sostegni

Intanto, si è svolto il quinto interrogatorio oggi davanti ai pm di Milano per Luca Sostegni, il presunto prestanome nel caso Lombardia Film Commission da cui è partita l'inchiesta che sta scavando anche su presunti 'fondi neri' della Lega raccolti dai tre commercialisti finiti ai domiciliari.

Ennesimo faccia a faccia

Oggi, da quanto si è saputo, l'ennesimo faccia a faccia tra Sostegni, difeso dal legale Giuseppe Alessandro Pennisi, e il pm Stefano Civardi, che coordina le indagini con l'aggiunto Eugenio Fusco, riguarda in particolare la fiduciaria Fidirev (il responsabile Roberto Tradati è indagato per riciclaggio) attraverso la quale sarebbero transitati parte degli 800mila euro incassati in relazione alla presunta vendita gonfiata del capannone per la LFC. Alla Fidirev, infatti, risulta collegato un conto in Svizzera su cui sarebbero finiti circa 400mila euro. "Questa Fidirev è una società che mi è stata sottoposta .....cioè Scillieri (commercialista arrestato, ndr) mi ha presentato, che dovevamo fare questo conto in Svizzera della Fidirev, che è una fiduciaria dove questi 400mila euro sarebbero ritornati versati in questa Fidirev, dove Scillieri aveva la mia firma per operare sul conto, e poi da lì io non so dove sono andati a finire i soldi", ha messo a verbale Sostegni. Negli atti, tra l'altro, i pm parlano anche di una "società di sede panamense che scherma un conto in Svizzera" sempre usata per far transitare denaro. Sostegni nell'ultimo interrogatorio del 25 settembre ha anche parlato del "controllo" che i contabili della Lega avevano sulla LFC: "Scillieri era preoccupato perché sapeva che Di Rubba non sarebbe stato per sempre presidente della Fondazione e Di Rubba lo tranquillizzava, assicurando che comunque non ci sarebbero stati problemi perché sarebbe comunque rimasta sotto il loro controllo".