Coronavirus, Gallera a Sky TG24: "Fase positiva, preparare riapertura". VIDEO

Lombardia

Milano “oggi evidenzia una riduzione che c’è ed è oggettiva dappertutto, ma che deve essere un pochino più significativa. Però anche i milanesi hanno fatto un ottimo lavoro”, aggiunge l’assessore al Welfare 

“La situazione in Lombardia è notevolmente migliorata dappertutto rispetto a prima - afferma a Sky TG24 l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera -. Il tema della città di Milano è la densità di popolazione, che però se prima rischiava di avere un’esplosione di focolai, oggi evidenzia una riduzione che c’è ed è oggettiva dappertutto, che deve essere un pochino più significativa. Però anche i milanesi hanno fatto un ottimo lavoro, quindi ormai siamo in una fase positiva, dobbiamo esserne tutti coscienti, e ci stiamo per preparare a una riapertura”. “Le regioni – aggiunge Gallera - hanno una dimensione diversa e sono anche state colpite in maniera molto diversa. In alcune regioni è anche corretto allargare un pochino, in Lombardia è necessario tenere ancora delle misure precauzionali almeno fino al tre maggio, quindi un allargamento progressivo molto lento”.

"Se potessi farei un milione di tamponi al giorno"

“Il problema dei tamponi è che ne vengono processati a volte meno perché è Pasqua anche per i laboratori. Noi facciamo 10mila tamponi al giorno, raddoppieremo con il sierologico. Se io potessi farei un milione di tamponi al giorno, ma dipende dalla mancanza di reagenti, che non ci sono in tutti il mondo, non è un problema della Regione Lombardia, che sta adottando, in carenza di reagenti, le strategie migliori”.
“Stiamo confondendo – ha detto ancora Gallera - la valutazione diagnostica con la cura. Abbiamo detto alla gente di stare in casa e abbiamo fatto la cosa giusta. Il tema è quello di essere curati a domicilio, anche con una situazione che non può essere definita Covid, perché non ho il tampone, ma che è simil-influenzale. È quello che abbiamo fatto, oggi i medici di medicina generale chiamano a casa i pazienti e ne monitorano le condizioni. Fortunatamente oggi abbiamo una situazione migliore negli ospedali, per cui, nel momento in cui c’è una difficoltà, sappiamo dove ricoverare le persone”.

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