Pasqua ortodossa: cos'è, quando si festeggia e quali sono le tradizioni

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La ricorrenza, esattamente come quella Cattolica, celebra la Resurrezione di Cristo, ma invece di seguire il calendario gregoriano fa fede a quello giuliano. Quest'anno si celebrano il 12 aprile

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Ad aprile si festeggia anche la Pasqua ortodossa che, nonostante celebri la Resurrezione di Cristo proprio come quella Cattolica, ha tradizioni e liturgie differenti. La Pasqua ortodossa si basa sul calendario giuliano. Nel 2026 si festaggia il 12 aprile. Gli anni in cui la Pasqua ortodossa ha coinciso con quella occidentale — ad esempio nel 2017 e nel 2025 — sono salutati con particolare gioia ecumenica, come segno di una momentanea unità tra le grandi tradizioni cristiane. Va precisato che non tutte le Chiese ortodosse seguono il calendario giuliano puro. A partire dagli anni Venti del Novecento, alcune Chiese — tra cui quella greca, quella rumena e quella di Costantinopoli — hanno adottato il cosiddetto calendario giuliano riveduto, che per le feste fisse (come il Natale) si allinea al calendario gregoriano, ma conserva il calcolo pasquale secondo la formula tradizionale. 

Prepararsi alla Pasqua Ortodossa

Come per i cattolici, anche la Settimana Santa degli ortodossi comincia con la Domenica delle palme (che loro chiamano però la domenica dei salici). Prima della Pasqua ortodossa ci sono due domeniche di digiuno, seguite a un periodo di sei settimane di Quaresima. Riti e cerimonie delle due religioni sono molto simili, perché per entrambe la Pasqua è un periodo di raccoglimento, preghiera e incontro. La preparazione alla Pasqua Ortodossa prende il via il mercoledì santo, per celebrare la Passione con il digiuno. Il giovedì santo si celebra l'Ultima cena e a casa vengono preparate e colorate le tradizionali uova pasquali. Il venerdì santo è riservato alle liturgie: al mattino si leggono le Ore, nel primo pomeriggio inizia la "compieta santa" per ricordare la morte di Gesù e la sua Deposizione. Il sabato i festeggiamenti cominciano a tavola, mentre bambini e anziani si recano in chiesa per far benedire i kulich, le Pashka e le uova. A mezzanotte si accende il cero e si segue la croce portata in processione. Quando si sentono le campane suonare a festa, bisogna abbracciarsi per tre volte. Infine ha inizio la liturgia pasquale, che prosegue fino all’alba. I Paesi in cui si celebra la Pasqua ortodossa sono diversi: Cipro, Bulgaria, Repubblica di Macedonia, Grecia, Libano, Russia, Romania e Ucraina.

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Pasqua ortodossa, le tradizioni

Tra le usanze più significative della Pasqua Ortodossa vi è quella di decorare le uova di Pasqua come fossero opere d'arte. In fatto di uova, ogni Paese ha i suoi colori: in Grecia, ad esempio, le uova sode vengono colorate di rosso mentre in Ucraina le cosiddette pysanky vengono trattate con il metodo batik, che consiste in una sorta di stampa nella cera. Non solo uova: in occasione della Pasqua ortodossa si cucinano la paskha, un dolce a base di tvorog (formaggio fresco) a forma di piramide tronca, e il kulich, dolce tradizionale composto da uvetta, frutta candita e mandorle sbucciate. Viene ricoperto con una glassa di zucchero e solitamente aromatizzato con liquori.

La diffusione geografica

La Pasqua ortodossa è celebrata da circa 260-300 milioni di fedeli distribuiti in un'ampia fascia geografica che va dall'Europa orientale al Medio Oriente, dall'Africa settentrionale all'Asia centrale, fino alle comunità della diaspora disseminate in tutto il mondo occidentale. La Russia ospita la comunità ortodossa più numerosa del pianeta: la Chiesa ortodossa russa conta oltre 100 milioni di battezzati, e la Pasqua vi è rimasta un punto di riferimento identitario anche durante i decenni del regime sovietico, quando le autorità ne tentarono la soppressione. In Grecia la Pasqua supera per importanza il Natale, sia sul piano religioso sia su quello delle tradizioni sociali, e le celebrazioni notturne della Veglia sono diventate un simbolo identitario nazionale. La Romania, la Serbia, la Bulgaria e la Georgia sono tutte nazioni a maggioranza ortodossa in cui la festa mantiene una centralità che nessun'altra ricorrenza riesce ad eguagliare.

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La Veglia Pasquale: la notte di luce

Il momento più atteso dell'anno liturgico ortodosso è la Veglia Pasquale, che inizia nella notte tra il Sabato Santo e la Domenica di Risurrezione. Le chiese si spengono nella completa oscurità: i fedeli tengono in mano candele ancora spente. A mezzanotte il celebrante esce dall'altare portando il lume sacro, simbolo della luce di Cristo che vince le tenebre della morte. La fiamma si propaga di candela in candela, trasformando in pochi secondi l'oscurità della chiesa in un mare di luce tremolante. In quel momento risuona il canto pasquale per eccellenza: "Christos Anesti" — "Cristo è risorto" — intonato dal sacerdote e ripreso dai fedeli in un crescendo di voci che si estende dall'altare fino all'ultima fila della chiesa. La risposta rituale è "Alithos Anesti", "Veramente è risorto": un saluto che i fedeli continueranno a scambiarsi per tutta la durata delle cinquanta giornate del tempo pasquale, fino alla Pentecoste. In Grecia, la liturgia è spesso seguita da processioni con le candele accese attorno alla chiesa e dall'esplosione di fuochi d'artificio, espressione gioiosa e festosa della fede nella Risurrezione.

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