Raise the Roof, sulla Terrazza Bobino di Milano si incontrano musica, arte e community

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Paolo Nizza

Paolo Nizza

Musica, arte, dischi e cocktail: sulla Terrazza Bobino, Space One e Beppe Treccia provano a dare a Milano un nuovo salotto urbano, lontano dall'ennesimo aperitivo con il dj set. Si parte il 1º luglio, poi il 22 luglio, il 5 agosto e il 23 settembre

 

 

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Nell’abbazia di Thélème, quella immaginata da Rabelais in Gargantua e Pantagruel, la regola era una sola: “Fais ce que voudras”, fa’ ciò che vuoi. Una libertà concessa però a chi frequenta  buone compagnie, non a chi gira a vuoto da un evento all’altro. A Milano, negli ultimi anni, la città ha moltiplicato i contenitori; il contenuto, a volte, si è un po’ assottigliato. Raise the Roof nasce per riportare un po’ di costrutto al contenuto: non un aperitivo, ma un salotto; non un’occasione, ma un appuntamento.

Una terrazza per ricucire una scena

Il format prende forma il mercoledì sulla Terrazza Bobino Milano, in Piazzale Stazione Genova. È uno di quegli spazi che a Milano hanno già una storia di nightlife alle spalle e che ora si reinventano guardando alla luce del giorno più che a quella artificiale della notte. L’idea è quella di un contenitore che ospiti dischi, libri, brand, esposizioni, performance e talk, mettendo in relazione discipline che a Milano si parlano meno di quanto dovrebbero: la musica urban incontra raramente la critica letteraria, lo streetwear ancora più raramente l’arte da galleria. Qui dovrebbero incontrarsi davvero.

Space One e Beppe Treccia, due firme della scena milanese

A mettere la faccia, prima ancora del nome, sul progetto sono due figure che la urban culture meneghina la vivono dall'interno da molti anni. Space One, all'anagrafe Piergiorgio Severi, è uno dei nomi storici del rap italiano. Nel 1992, insieme a J-Ax e al writer Raptuz, fonda la crew Spaghetti Funk, una delle sigle fondative dell'hip hop nostrano. Da lì sono arrivati album solisti come Tutti contro tutti e Il ritorno, e una lunga serie di collaborazioni, da Articolo 31 ai Gemelli DiVersi fino a Marracash e Club Dogo. La sua presenza dietro Raise the Roof non è quella del testimonial di passaggio, ma di chi quel format lo abita davvero, perché è la stessa comunità in cui è cresciuto.

Giuseppe Iavicoli, in arte "Beppe Treccia", nasce a Roma e cresce nella città abruzzese di Vasto (Chieti). Dalla sua terra di origine parte alla volta di Milano, dove si diploma all'Istituto Europeo di Design e fonda uno dei primi laboratori creativi multidisciplinari, AREA, con ex compagni universitari, professionisti grafici, illustratori, fotografi, architetti e interior designer, iniziando già a sviluppare il suo modo trasversale di pensare e progettare. Dal 1997 lavora come art director nel campo della moda, stringendo sempre più contatti con i maggiori esponenti di questo mondo, ampliando ulteriormente i suoi orizzonti professionali lavorando per stilisti e brand come Etro, Patrizia Pepe, Calzedonia, Henry Cotton's e molti altri. Nel 2012 fonda EXITART, una piattaforma che si occupa di promuovere artisti, designer e giovani scrittori in location eterogenee e non convenzionali. EXITART inoltre organizza rassegne, esibizioni e concepisce contenuti per eventi artistici, sociali ed istituzionali, per i quali offre anche consulenza per l'organizzazione, la direzione artistica, la comunicazione e la promozione degli stessi.

Nel 2014, assieme ad Antonio Ponti, Beppe fonda la società Killer Kiccen, che ha casa in un'ex officina meccanica in via Pestalozzi, dove si ospitano mostre d'arte, cene segrete ed eventi esclusivi conditi con giochi di luce innovativi, videomapping e videoproiezioni, live painting di importanti artisti di street art e tanto altro. Poco dopo, di fianco al lavoro della location, nasce Killer Kiccen Production, in grado appunto di realizzare produzioni, scenografie ed eventi anche al di fuori della location di Pestalozzi e di cui Beppe Treccia, oltre a essere uno dei soci fondatori, è attualmente il direttore creativo. Negli ultimi due anni segue e produce mostre per spazi-gallerie come RIDE (ex Scalo Ferroviario di Porta Genova, Milano), Tornavento ed il Museo della Forchetta. Dal 2018 entra in società in KineticVibe con Cesare Viacava, dove si occupa di produzioni di eventi musicali, artistici ed istituzionali. Attivano artisti per scenografie, murales, allestimenti e performance per experience ad hoc. KineticVibe è anche parte della produzione di questo nuovo format.

Insieme, i due ideatori funzionano come una sorta di garanzia di autenticità: non si limitano a ospitare la cultura urban, ne fanno parte da prima che diventasse un argomento da ufficio stampa.

Lo street screenprint come gesto, non come gadget

A rendere l’operazione meno scontata del solito binomio musica più cocktail è la parte artistica, affidata al live screenprint di Fratus e alla stencil art dello studio di Treccia. Vedere stampare una maglietta dal vivo, con la pressa che scotta e l’inchiostro che asciuga sotto gli occhi di chi l’ha comprata, è un gesto antico quanto il cinema delle origini, quando lo spettacolo nasceva proprio dal mostrare il funzionamento della macchina insieme al risultato. C’è qualcosa di onesto in questa scelta: non vendere il prodotto finito, ma il processo.

Si parte il 1º luglio, e poi il 22 luglio, il 5 agosto, il 23 settembre: quattro serate che sono il banco di prova naturale per un format che chiede tempo e presenza, non solo una foto en passant, ma  ma un rito da costruire nel tempo. La vera sfida comincerà dopo il primo brindisi. Perché format come questo non si misurano sul numero di storie pubblicate sui social, ma sulla capacità di riportare le persone, settimana dopo settimana, nello stesso luogo.

Se fosse un cocktail

Al momento non conosciamo il cocktail signature di Raise the Roof. Ce lo prendiamo allora come licenza, una suggestione tutta nostra e non un drink che troverete per forza in carta: lo abbiamo chiamato Roof Riser. Bourbon, succo di pompelmo rosa appena spremuto, uno spruzzo di Campari per il colore e per il graffio, top di ginger beer e una spruzzata di bitter agli agrumi a chiudere. Servito in un bicchiere basso, con una scorza d’arancia bruciata in superficie, così che il primo profumo, prima ancora del primo sorso, sia quello del fumo. È un drink che si alza di tono mano a mano che lo si beve, proprio come dovrebbe fare, sera dopo sera, il format che lo ispira: leggero all’inizio, più deciso man mano che la terrazza si riempie e la luce cala su Milano.

Approfondimento

Cinema e cocktail, un libro racconta i drink nei film. FOTO

Info utili

Cosa: Raise the Roof — format urban culture: musica, arte, dischi, talk e cocktail.

Dove: Terrazza Bobino, Piazzale Stazione Genova 4, Milano

Quando: il mercoledì; si parte il 1º luglio, poi 22 luglio, 5 agosto, 23 settembre.

Ideatori: Space One e Beppe Treccia.

Attività artistica: live screenprint by Fratus, stencil art by Treccia Studio.

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