Michele Mari e le offese a Michela Murgia, scrittore resta in gara per Premio Strega 2026

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Lo ha deciso, regolamento alla mano, la Fondazione Bellonci che assegna il premio. Un intervento atteso dopo giorni di silenzio e di imbarazzo e di fronte alla ridda di ipotesi emerse. “Gli scrittori si esprimono essenzialmente attraverso i loro libri e vorremmo che in questo momento la parola tornasse alla letteratura" si legge in una nota

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Nessuna esclusione e neppure alcun ritiro. Michele Mari continuerà a correre per il Premio Strega con il suo romanzo “I convitati di pietra”. Lo ha deciso, regolamento alla mano, la Fondazione Bellonci che assegna il premio. Un intervento atteso dopo giorni di silenzio e di imbarazzo e di fronte alla ridda di ipotesi emerse. Il caso è nato per le offese che Mari, primo tra i finalisti, avrebbe pronunciato nei confronti di Michela Murgia, collegando - secondo indiscrezioni - l'intransigenza della scrittrice a un'insoddisfazione personale e al suo aspetto fisico. Mari ha smentito da subito ogni riferimento all'aspetto fisico ma la polemica ha scosso la corsa al premio. La finale dell'ottantesima edizione si terrà l'8 luglio 2026 nella cornice del Ninfeo di Villa Giulia a Roma. 

La nota della Fondazione Bellonci

“Gli scrittori si esprimono essenzialmente attraverso i loro libri e vorremmo che in questo momento la parola tornasse alla letteratura - sottolinea la Fondazione Bellonci -. Abbiamo ritenuto inopportune le frasi attribuite a Michele Mari e, dal momento che la polemica nasce da un episodio avvenuto durante una tappa di trasferimento del tour organizzato dalla Fondazione, abbiamo creduto doveroso prendere le distanze da quelle affermazioni. Ma ciò non ha alcun rapporto né con un giudizio di merito sui libri in gara né con la prosecuzione della stessa”. E ancora: “La titolarità del Premio Strega, che la Fondazione gestisce con l’azienda Strega Alberti, appartiene ai 460 Amici della Domenica, che propongono i libri candidati e determinano insieme alle altre componenti della giuria l’opera vincitrice. E poi, cosa ancora più importante, perché il Premio è una competizione tra opere. Per questa ragione, il regolamento prescrive che neppure l’autore, qualora abbia acconsentito a iscrivere la propria opera, possa ritirarsi dalla gara”.

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Il caso Mari-Murgia

L'episodio che ha scatenato il caso risalirebbe allo scorso 18 giugno, durante un viaggio a Bisceglie a cui hanno partecipato i sei candidati della sestina nell'ambito del tradizionale tour che precede la proclamazione del vincitore, in programma l'8 luglio a Roma. In quell'occasione Mari avrebbe espresso giudizi particolarmente duri nei confronti di Michela Murgia, la scrittrice sarda scomparsa il 10 agosto 2023 dopo una lunga malattia. Secondo alcuni testimoni, lo scrittore milanese avrebbe sostenuto che l'autrice di "Accabadora" fosse "intransigente e violenta, perché era brutta, e sfogava così la sua rabbia". La discussione sarebbe nata nel corso di una conversazione tra Mari e la scrittrice Elena Rui, finalista del Premio con "Vedove di Camus", poi degenerata quando il ragionamento si sarebbe allargato a considerazioni più generali sulle donne: "Tutte le donne insoddisfatte e che non piacciono diventano rabbiose", avrebbe detto Mari. Le parole attribuite a Mari hanno provocato anche la reazione di Teresa Ciabatti che, in gara con "Donnaregina" e legata da una profonda amicizia a Murgia, ha parlato di dichiarazioni "inaccettabili", dando vita a un acceso confronto con lo scrittore. 

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