Il Nord della Repubblica Dominicana mostra un volto autentico dei Caraibi. Tra memoria storica, cultura gastronomica, natura selvaggia e progetti di tutela ambientale, il viaggio intreccia identità locale e turismo responsabile, lontano dalle rotte più convenzionali
Puerto Plata, il porto d’argento. Il nome nasce da un’immagine naturale che diventa racconto: lungo la costa settentrionale della Repubblica Dominicana crescono i Grayumbo, alberi le cui foglie, sul lato inferiore, riflettono una tonalità argentea. Fu questa lunga striscia luminosa, visibile dal mare, il primo impatto per i navigatori europei che arrivarono qui alla fine del Quattrocento. In questi luoghi Cristoforo Colombo sbarcò nel 1492 e poi nel 1495, dando avvio alla presenza europea nel Nuovo Mondo. Oggi Puerto Plata è anche uno dei principali punti di accesso al Nord dell’isola grazie ai collegamenti aerei: Condor effettua due voli a settimana verso Puerto Plata da Francoforte e collega l'hub tedesco con tre voli al giorno dall'Italia. Un arrivo che segna l’inizio di un viaggio diverso, lontano dall'immagine abituale che si ha della Repubblica domenicana.
Repubblica dominicana, tra cultura e tradizione
Allontanandosi dalla frenesia di Santo Domingo, il Nord della Repubblica Dominicana rivela una dimensione più raccolta e autentica. Qui il turismo non è solo balneare, ma si intreccia con la vita quotidiana, la storia e il territorio. Puerto Plata e la regione di Santiago de Los Cabaleros offrono un’esperienza che punta sulla qualità in un rapporto diretto con le comunità locali e su una valorizzazione consapevole delle risorse naturali. La forza di questa parte dell’isola sta nella sua capacità di raccontare la propria identità culturale, identità che non è solo domenicana, ma orgogliosamente caraibica.
L'orgoglio caraibico
Il nostro viaggio inizia a Santiago de los Caballeros. La città è il centro economico e industriale del Paese, grazie alla sua vicinanza alla Zona Franca, ma negli anni si è costruita anche il ruolo di capitale culturale del Paese. Polo di questa vocazione è il Centro Cultural León Jimenes, un luogo che racconta l’anima domenicana e caraibica attraverso oggetti della vita quotidiana, testimonianze storiche e percorsi tematici. I caraibi, viene ricordato ai visitatori all'ingresso, sono un'area culturale che spazia da New Orleans al Nord alle coste venezuelane al Sud. Un luogo in cui si intrecciano cinque lingue, spagnolo, francese, inglese, olandese e creolo, ma che si riconosce nelle radici comuni. Da un lato le popolazioni native, i Taino in quest'area specifica, poi dai conquistatori europei, e infine la cultura portata loro malgrado dagli schiavi arrivati qui dall'Africa. Ed ecco quindi che nel percorso del museo si viene portati dagli antichi manufatti indigeni, fino alle maschere del carnevale, che celano antichi spiriti africani, fino a un percorso gastronomico che mostra come i cibi europei si sono lasciati contaminare dalle tradizioni locali. Non a caso sono queste le zone in cui è nato il voodoo e la santeria. Un sincretismo che non è stato pacifico, spesso anche doloroso, ma che oggi viene riconosciuto come fondamento dell’identità nazionale.
Gli eroi della Restaurazione
Seconda tappa a Santiago è il Monumento agli Eroi della Restaurazione, che domina la città dall’alto di una collina. Inaugurato nel 1953, durante la feroce dittatura di Rafael Trujillo, alla caduta della tirannia nei primi anni '60 venne dedicato ai combattenti che nel 1864 restaurarono l’indipendenza dominicana. Dalla sua cima si domina tutta la città, che da lassù svela la sua anima verde, mentre all'interno del monumento si trovano 18 murales del pittore spagnolo Jose Vela Zanetti (autore, tra gli altri, di Mankind's Struggle for a Lasting Peace, storico murales all'interno della sede delle Nazioni Unite a New York), che raccontano la lotta per l'indipendenza del popolo domenicano. Da notare un murales in particolare, che raffigura un uomo di spalle dopo aver spezzato una catena che, secondo Zanetti, simboleggiava la liberazione del popolo schiavizzato dal debito estero. L'immagine infastidì talmente tanto il dittatore Trujilo che si rifiutò di partecipare all'inaugurazione del monumento. Da allora è noto come il murales della discordia.
Una città a ritmo di merengue
Intorno al monumento si svolge invece la movida di Santiago. Qui nei locali alla musica più globalizzata si preferisce il merengue e e tutte le domeniche, la festa esplode nella cosiddetta El Son De Kaka. A Calle Cuba, a pochi passi dal Monumento, si balla per strada tutti insieme, in un vortice di ritmo e musica. Una festa che coinvolge tutti quelli che vogliono partecipare, in un evento dal basso che porta in strada lo spirito autentico di questa città piena di cultura. Orgoglio culturale che non impedisce di aprirsi anche ad altri sapori e tradizioni. Per una serata più leggera infatti si può fare un salto al birrificio artigianale Alba Brewing. Una birrificio gestito da personale giovane e che produce sia birre tradizionali, come la Oktoberfest, che birre particolari, aromatizzate alla cannella o ai frutti tropicali
Sapori caraibici
Per chi ha fame invece si può salire all'ultimo piano dell'AC Hotel Marriott Santiago, al ristorante rooftop, per un pranzo che spazia dal platano maduro e verde, all'uso creativo del tipico pane indigeno, fino una versione gourmet della Yaroa, tipico street food dominicano, o le Quipes domenicane, una variante caraibica delle kippeh libanesi, portate durante le ondate migratorie dal medio oriente del 19esimo secolo. Non per niente Santiago è considerata la capitale gourmet della Repubblica Domenicana
I 27 Charcos de Damajagua
Il Nord della Repubblica Dominicana è anche un laboratorio di turismo ecosostenibile. Poco distante da Puerto Plata si trovano i 27 Charcos de Damajagua, un percorso adrenalinico a contatto con la natura all'interno dell'omonimo Parco Naturale. Dopo aver indossato caschi e giubbotti salvagente si viene accompagnati dalle guide in un percorso lungo il torrente che, nei secoli, ha scavato degli scivoli naturali nella roccia, lungo i quali ci si può lasciare andare e tuffarsi nella fresca acqua del torrente. Nel punto più emozionante i più audaci possono decidere di effettuare un tuffo da cinque metri d'altezza o lasciarsi scivolare lungo una discesa di uguale lunghezza. Per chi non se la sente resta comunque la possibilità di scendere usufruendo di una scala. I proventi di questo percorso vengono reinvestiti nella salvaguardia del Parco Naturale, dimostrando come la valorizzazione del territorio possa diventare una risorsa per le comunità locali.
Alla scoperta della barriera corallina ricostruita
Per tutti coloro che invece il contatto con la natura lo cercano nel mare, un'esperienza unica viene fornita a Puerto Plata dalla compagnia La Isla Bonita. A bordo di un catamarano si viene portati a fare snorkeling per vedere il progetto di restauro della barriera corallina. Il progetto Magua, il nome deriva da un antico capo indigeno, preleva coralli sani da altre barriere coralline nel mondo e li fa crescere all'interno di barriere protettive in metallo, finché non entrano in simbiosi con la fauna locale di pesci. Con giubbotto salvagente e mascherina si nuova sopra queste "coltivazioni" di corallo. Anche in questo caso, parte dei proventi viene investito proprio nel progetto di salvaguardia dei coralli.
A spasso per Puerto Plata
Dopo questo tuffo nella natura si torna a Puerto Plata. Qui ci si può far portare in auto d'epoca attraverso la città, fino a Calle de las sombrillas, una via coperta di una moltitudine di ombrelli colorati. Qui si può provare una delle tante varietà di cioccolato domenicano o del caffè locale, giocare a domino su uno dei tavolini dei bar mentre si sorseggia un daquiri o girare tra le bancarelle che vendono collane di Larimar, la pietra azzurra che esiste solo in Repbblica domenicana. Non può mancare una visita al museo dell'ambra. La resina fossile domenicana ha raggiunto fama mondiale grazie ai film di Jurassic Pari. E' qui infatti che viene trovata l'ambra con la zanzare che permetterà la clonazione di dinosauri. E di ambre con insetti il museo di Puerto Plata è pieno, ma il pezzo forte è un'ambra che contiene una lucertola, vissuta cinquanta milioni di anni fa. Lo sfortunato animale è ben visibile all'interno della resina gialla. Ma è ora di provare la cucina locale. Il ristorante Sambalù, offre la possibilità di assaggiare i veri sapori caraibici con un gusto moderno. Aperto da pochissimi anni, in un ambiente colorato e fresco, il suo giovanissimo staff vi accoglierà per farvi assaggiare il Sancocho, tipica zuppa caraibica, accompagnato da un mohito domenicano, a base di rum bianco della Repubblica domenicana.
Dove alloggiare
Il nord della Repubblica domenicana si è arricchito nel corso degli anni di strutture ricettive sempre più all'altezza. Come Costa Dorata, complesso alberghiero con campo da golf che si affaccia sull'oceano. Tra i resort presenti Casa Colonial, struttura ricavata da un'antica casa coloniale, a due passi dall'Oceano, e che all'interno continua il lavoro di tutela e valorizzazione di questo mix di origini culturali diverse che caratterizza l'anima domenicana. Al suo interno infatti si trovano, esposti nei corridoio, manufatti dell'epoca Taino, a fianco di pannelli che raccontano l'uso delle piante medicinali nella tradizione domenicana. Sull'altro lato della città si affaccia invece il complesso di Lifestyle Holiday, una vera e propria cittadella composta da alberghi o singole villette da affittare. Al suo interno un'arena che offre spettacoli oltre a numerosi ristoranti con menù internazionali.