La Gen Z volta pagina nel dating: meno swipe, più incontri attorno ai fornelli

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Ore passate sulle app, pochi match e relazioni che si spengono in fretta: i dati raccontano la crescente disillusione della Gen Z verso il dating digitale. Sempre più giovani cercano connessioni autentiche fuori dallo schermo, affidandosi agli amici e a esperienze condivise come la cucina, che torna a essere uno spazio privilegiato di incontro

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Dopo anni di centralità delle app di incontri, la “cultura dello swipe” sembra perdere presa sulla Gen Z. Sempre più giovani single dichiarano di sentirsi stanchi, frustrati e poco rappresentati da un modello di dating basato sulla velocità e sull’immagine, e iniziano a orientarsi verso modalità di conoscenza considerate più autentiche. A raccontarlo sono i dati di una ricerca che mette in luce un cambiamento culturale profondo: meno match virtuali, più relazioni costruite attraverso amici, tempo condiviso e esperienze concrete, come cucinare insieme. 

La stanchezza da app e la crisi dello swipe

A livello globale, i single della Gen Z trascorrono in media 156 ore all’anno sulle app di dating per ottenere appena sei connessioni significative. In Italia il tempo resta comunque elevato: circa 123 ore all’anno, l’equivalente di cinque giorni interi. Un investimento che molti giovani descrivono come poco gratificante e che contribuisce alla cosiddetta “fatica da swipe”, una sensazione di saturazione emotiva legata allo scorrimento continuo dei profili. Secondo una ricerca condotta da Censuswide per Knorr, il 72% dei single della Gen Z in Italia mette in dubbio l’autenticità dei profili sulle app, mentre il 62% ammette di avere difficoltà a trovare persone con valori e priorità simili alle proprie. Un contesto che alimenta disillusione e distanza emotiva.

Cucina e relazioni: il ritorno delle esperienze condivise

Se le app perdono attrattiva, cresce invece il valore delle esperienze condivise. La cucina emerge come uno degli spazi relazionali più apprezzati: oltre il 72% degli intervistati considera il piacere di cucinare una qualità altamente attraente in un potenziale partner. Il 72% è colpito dalla sicurezza ai fornelli e il 73% apprezza chi cucina per gli altri. Per sei single Gen Z su dieci, essere bravi a cucinare è uno degli aspetti più affascinanti in assoluto, più di un’auto appariscente o di uno stile di vita orientato al fitness. Un dato che segnala come il cibo venga percepito non solo come competenza pratica, ma come linguaggio relazionale.

Perché lo swipe non funziona più

Secondo Deborah Disparti, psicologa e psicoterapeuta, il progressivo allontanamento dalle app può essere letto come una risposta a modelli di incontro sempre più performativi. "La logica dello swipe può generare disconnessione emotiva e senso di sostituibilità, traducendosi in una fatica emotiva che induce a chiusura e isolamento", spiega. "Le esperienze condivise, come la cucina, spostano il baricentro dell’incontro: coinvolgono il corpo, richiedono tempo e favoriscono dinamiche di reciprocità e presenza concreta", aggiunge Disparti, sottolineando come il distacco dal virtuale restituisca agli incontri un maggiore senso di autenticità e continuità.

Il peso del passaparola e il ruolo degli amici

In questo scenario si inserisce #ServingSingles, la campagna di Knorr che punta a valorizzare il passaparola tra amici come alternativa alla logica delle app. L’idea è ribaltare la cultura dello swipe, affidando agli amici il ruolo di “mediatori” del dating, attraverso segnalazioni considerate più sincere e affidabili rispetto ai profili digitali. Un approccio che intercetta un bisogno concreto: i dati mostrano che i single della Gen Z scorrono in media circa 30 profili a settimana, ma il 42% negli ultimi dodici mesi è andato a meno di cinque primi appuntamenti. Inoltre, per circa l’80% dei giovani italiani, le relazioni nate sulle app di dating si esauriscono entro sei mesi.

Un cambiamento culturale più profondo

"Con #ServingSingles vogliamo valorizzare la cucina come uno strumento di connessione autentica", spiega Melissa Passeri, Responsabile Marketing e Trade Marketing di Knorr. "Condividere un pasto fatto in casa è un modo per esprimere cura, creatività e individualità". 

Al di là della singola iniziativa, i dati raccontano un cambiamento culturale più ampio: per la Gen Z, il dating sembra spostarsi sempre più lontano dallo scrolling infinito e sempre più vicino a contesti reali, dove il tempo condiviso e l’esperienza concreta tornano a essere centrali nella costruzione delle relazioni.

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