Comicon, Assassin's Creed Walhalla: come il videogame diventa fumetto

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Cristian Paolini

Cristian Paolini

In occasione della presentazione al Comicon di Napoli del titolo tratto dalla popolare saga videoludica abbiamo intervistato il disegnatore Paolo Traisci

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Dai videogiochi ai fumetti. Assassin's Creed Valhalla è il graphic novel ispirato all’ultimo episodio della saga videoludica targata Ubisoft  uscito per Star Comics sotto l’etichetta Astra a firma degli autori Mathieu Gabella, Paolo Traisci e Fabien Alquier. Un nuovo modo per esplorare un universo narrativo praticamente infinito, con una storia ricca di riferimenti al modello, ma godibile anche per chi non ha mai preso in mano un joypad. In un’ambientazione che può ricordare Il nome della Rosa seguiamo le gesta del protagonista, il giovane amanuense Edward che aspira alla libertà ma insieme al fratello è costretto dalle scelte famigliari alle anguste mura di un monastero. Un’invasione dei vichinghi stravolgerà però la tranquillità della vita monastica consegnandogli un’avventura da vivere alla ricerca del fratello e di complessi enigmi da decifrare. Senza fare troppi spoiler, per non guastare il piacere della sorpresa, abbiamo fatto quattro chiacchiere con il disegnatore Paolo Traisci, impegnato al Comicon di Napoli nella presentazione del suo lavoro.

 

Come è stato dare vita sulla carta a un mondo come quello di Assassin’s Creed?

“Direi che è stato tutto sommato naturale, visto che si tratta di una serie che seguo da sempre e un titolo a cui ho videogiocato molto. Mi sono sentito subito a mio agio, non mi dovevo introdurre in un nuovo mondo, ma gli elementi erano già tutti su un tavolo”

Ti piacerebbe lavorare in futuro a un altro titolo tratto da un videogame?
“Sì, da accanito videogiocatore direi che è un’opportunità che mi attira”

 

Qualche altro progetto nel cassetto?

“Mi piacerebbe molto sviluppare un universo narrativo a cui lavoro da ormai 5-6 e anni. Si tratta di un’epopea fantasy a metà tra Il Signore degli Anelli e Berserk”

 

Niente sogno americano con un futuro in Marvel o Dc?
“Devo ammettere che i supereroi mi piacciono pochissimo, certo se mi offrissero la possibilità di disegnare Batman e Spiderman che sono i miei preferiti sarebbe difficile dire di no… ”.

Il tuo rapporto con le fiere come Comicon?
“Mi piace molto partecipare a questi eventi e stare a contatto con gli appassionati di fumetti. Non è un peso disegnare e firmare copie per i fan ma decisamente un piacere”.

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