Aldo Rossi, l'architetto e le città. Al Maxxi di Roma

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Sabrina Rappoli

La mostra racconta Aldo Rossi, ricercatore e artista sensibile, in grado di entrare in empatia con i diversi luoghi del mondo

Dopo la monografica del 2019 dedicata a Giò Ponti, il Maxxi di Roma celebra un altro grande maestro dell’Architettura. Aldo Rossi, l’architetto e le città, regala al pubblico una vasta esposizione, che raccoglie  800 tra disegni, schizzi, appunti, lettere, fotografie, modelli, documenti.

Aldo Rossi, vissuto dal 1931 al 1997, è stato un architetto visionario e poetico; un innovatore che sosteneva la responsabilità etica e culturale dell’Architettura nel mondo.

Le città, principale elemento di interesse per Aldo Rossi

Curata da Alberto Ferlenga con il coordinamento di Carla Zhara Buda, realizzata in collaborazione con la Fondazione Aldo Rossi e grazie al prezioso apporto di Fausto e Vera Rossi e di Chiara Spangaro, la mostra già nel titolo ci introduce al principale elemento di interesse di questo grande professionista: le città. L’architettura della città, volume del 1966 scritto proprio da Rossi, è diventato un classico della letteratura architettonica.

Le città che Aldo Rossi ha visto squarciate da una terribile guerra e per la cui ricostruzione si è impegnato, sono organismi complessi, punto di incontro di tutti gli stili architettonici e di tutte le epoche artistiche. E nelle città del mondo, in Europa, in America, in Asia, si è svolta la sua attività di archistar ante-litteram che ha avuto il suo culmine, nel 1990, con il primo Pritzker Prize attribuito a un architetto italiano.

Milano paradigma delle altre città

“Le città sono la lente che abbiamo scelto per raccontare il suo lavoro”, dice Margherita Guccione, direttrice del Maxxi Architettura. "Milano, per esempio", afferma Alberto Ferlenga, il curatore della mostra, "è stata la città dove Aldo Rossi sempre tornava, il luogo dei suoi studi principali; ma è stata anche la misura di molte cose, la città che gli serviva per comprendere le altre città. Tutto in un processo di comprensione e di studio delle città che si è avvalso sia delle armi della ricerca, sia della sua sensibilità di artista, in grado di entrare - attraverso le sue conoscenze e attraverso i suoi progetti - in empatia con i diversi luoghi del mondo".

Il materiale in esposizione proviene prevalentemente all’archivio di Aldo Rossi conservato nella Collezione MAXXI Architettura e dalla Fondazione Aldo Rossi. “Un’occasione importante di ricerca e di scavo, nell’archivio del Maxxi”, rivela Guccione. Prestiti importanti sono arrivati anche dallo IUAV di Venezia - Archivio Progetti, dal Deutsches Architektur Museum di Francoforte, dal Bonnefantenmuseum di Maastricht.

Un'esposizione, due grandi sezioni

Due sono le grandi sezioni che organizzano la mostra. Raccontano l’una i progetti in Italia, l’altra quelli nel mondo e tre focus: il primo ripercorre gli anni della formazione a Milano, gli altri sono dedicati a due tra i progetti più iconici di Rossi: il Cimitero di San Cataldo a Modena e il Teatro del Mondo realizzato a Venezia.

Il tutto arricchito dalle fotografie dei molti importanti fotografi che si sono misurati con il lavoro dell’architetto, arricchendo con il loro personale sguardo il significato di ogni architettura. Esposte in mostra, oltre alle celebri di Luigi Ghirri, quelle di altri noti fotografi come Gabriele Basilico, Giovanni Chiaramonte, Ugo Mulas, Mario Carrieri, Stefano Topuntoli, Antonio Martinelli, Marco Introini.

A corredo incontri, dibattiti e film screening

La mostra sarà accompagnata da un ricco palinsesto con incontri, dibattiti e film screening per raccontare al pubblico la straordinaria figura di Aldo Rossi, architetto, intellettuale, studioso e fine maestro di progettazione. Per visitare Aldo Rossi. L’architetto e le città, c’è tempo fino al 17 ottobre.

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