Sindacati, 25 novembre mobilitazione lavoratori ex-Ilva

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La decisione di Fim, Fiom e Uilm riguarderà tutti gli addetti del gruppo ora Arcelor Mittal con sciopero di 2 ore, presidi, iniziative e collegamenti dagli stabilimenti con conferenza stampa in rete dei segretari generali

Fim Fiom Uilm, proclamano per mercoledì 25 novembre una giornata di mobilitazione di tutti i lavoratori dell'ex gruppo Ilva ora Arcelor Mittal, con sciopero di 2 ore, presidi, iniziative e collegamenti dagli stabilimenti con conferenza stampa in rete dei segretari generali, Roberto Benaglia, Francesca Re David e Rocco Palombella. La decisione al termine del coordinamento nazionale di Fim Fiom Uilm del Gruppo Arcelor Mittal Italia ex Ilva, svoltosi alla presenza dei leader dei metalmeccanici, con cui sollecitare la convocazione di un nuovo incontro al Mise e un confronto "vero e serio" sul futuro degli stabilimenti dell'Ex gruppo Ilva.


Nel mirino dei sindacati anche "le continue dichiarazioni di politica, istituzioni e partiti territoriali, in particolare di quelli Pugliesi sul superamento dell’area a caldo, discordanti da quelle del Governo", dicono ancora Fim Fiom e Uilm che sollecitano per questo un chiarimento " in maniera definitiva sulla necessità, per uno stabilimento come quello di Taranto, del mantenimento dell’area a caldo resa ecocompatibile con l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili”.


“Il governo chiarisca con dichiarazioni univoche ed esca fuori dall’ambiguità sul futuro del più grande gruppo siderurgico italiano", sollecitano perchè, si legge ancora nella nota, "’Ilva non è tutta la siderurgia ma è l’asset strategico della siderurgia italiana".


Per questo, alla luce di quanto emerso anche nell'ultimo incontro , lo scorso 13 novembre, con il ministro Patuanelli, Gualtieri e Catalfo Fim Fiom e Uil chiedono anche "che venga subito convocato un nuovo incontro, come già anticipato dagli stessi ministri e quanto prima si apra un confronto “vero e serio” con i sindacati per una discussione complessiva sul futuro dell’ex Ilva confermando la strategicità del gruppo ArcelorMittal e del settore siderurgico nel Paese ma garantendo un percorso di produzione ecosostenibile e di salvaguardia di tutta l’occupazione".


Fim Fiom Uilm hanno inoltre immediatamente avviato una richiesta di audizione urgente alle Commissioni Parlamentari competenti di Camera e Senato e una richiesta di incontro alle Segreterie Nazionali dei Partiti. Per i sindacati, la gestione degli impianti di Arcelor Mittal è andata via via peggiorando dal 2018 fino a diventare oggi insostenibile. Per questo, elencano, servirebbero: un serio piano di manutenzioni ordinarie e straordinarie degli impianti di tutti i siti per esigere la garanzia della sicurezza dei lavoratori e la messa a norma degli impianti e l’efficienza degli stessi; il ripristino immediato di corrette relazioni industriali oramai inesistenti e che spesso vedono atteggiamenti vessatori nei confronti dei lavoratori; la necessità di un utilizzo appropriato degli ammortizzatori sociali.


Quanto all’annunciato ingresso dello Stato tramite Invitalia nel capitale sociale di AM InvestCo, Fim Fiom e Uilm chiedono: la presentazione del piano ambientale, del piano industriale e la definizione di un percorso certo di reintegro in Ami dei lavoratori in Amministrazione Straordinaria, il loro eventuale impiego, per il tempo di permanenza in A.S., nelle opere di bonifica oltre a garanzie stabili, da subito, sul loro futuro. A questo andrebbe aggiunto, dicono ancora, una "chiarezza sulla gestione del mondo degli appalti" considerando che "la Cabina di Regìa ha dato risposte parziali ad alcune imprese, per le restanti, non c’è stato altro che il versamento di acconti" mentre è il governo "che deve essere garante della tenuta sociale anche attraverso il corretto utilizzo delle imprese d’appalto e dei rispettivi contratti applicati". Non solo. I sindacati chiedono che si utilizzino le risorse del piano Taranto per "dare ulteriori risposte concrete e durature a livello occupazionale" e una rivisitazione degli attuali ammortizzatori sociali rifinanziando la cassa integrazione che coinvolge i lavoratori di Ilva in As e garantire uno strumento di miglior sostegno per coloro che attualmente sono posti in cassa integrazione da Arcelor Mittal perché sia garantita equità nei trattamenti".


E i sindacati rivolgendosi in una lettera a Patuanelli hanno sottolineato che "come da impegni da Lei assunti nel corso dell'ultimo incontro, tenutosi il 13 novembre scorso, siamo in attesa di essere nuovamente convocati per conoscere lo stato di avanzamento della trattativa tra AMI e Invitalia, alla luce della imminente scadenza del 30 novembre".


"La situazione è diventata insostenibile per la sua incertezza estrema", ribadiscono i sindacati alla luce della sollecitazione arrivata in questo senza anche dal Coordinamento di tutti i siti Ami che ha per questo proclamato uno sciopero del gruppo A.Mittal di 2 ore per il 25 novembre prossimo, " data in cui abbiamo organizzato una conferenza stampa per far conoscere all'opinione pubblica lo stato della difficile e complicata vertenza", concludono i sindacati.

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