Giovani medici domani in piazza a Roma, 'in 10mila senza futuro'

Lavoro

“Scarsa attenzione nel dl Rilancio”, protestano 11 sigle in rappresentanza degli studenti in medicina, degli specializzandi e dei giovani dottori

I giovani medici, studenti e specializzandi, scendono in piazza domani a Roma. Appuntamento alle 10.30 in Piazza Montecitorio per denunciare "la scarsa attenzione del dl Rilancio alle istanze dei giovani camici bianchi" e ricordare come "allo stato attuale almeno 10mila medici non verranno formati da questo Paese che è lo stesso ad avergli garantito, sei anni prima, un percorso formativo che a questo punto si definirebbe incompleto". Le rivendicazioni arrivano da 11 sigle che in rappresentanza degli studenti in medicina, degli specializzandi e dei giovani medici si sono riuniti in un cartello per dare una voce unica alla protesta. "Puntiamo il dito contro l'assoluta assenza di provvedimenti che risolvano definitivamente le annose problematiche sull'accesso alle scuole di medicina e chirurgia - denunciano i giovani medici - prevedendo un maggior numero di posti rispetto a quello attuale e che cancellino l'imbuto formativo che di fatto limita l'accesso ad una Scuola di Specializzazione, titolo obbligatorio per poter partecipare ad un concorso pubblico. È inaccettabile l'indifferenza di fronte alla qualità formativa dei medici specialisti, dimostrata con l'aumento di soli 4.200 contratti formativi, un numero a nostro avviso insufficiente perché oltre a non configurarsi come concreta soluzione all'imbuto formativo e alla carenza di medici specialisti lascia invariato il rapporto borse/candidati rispetto a quanto previsto per il 2019''.

“Sistema sanitario nazionale è fragile”

''Pur comprendendo la gravità di un momento come quello attuale e condividendo ognuna delle misure intraprese dal Governo a favore di lavoratori, famiglie ed aziende, non condividiamo e non comprendiamo però la mancanza di tutele per il Sistema sanitario nazionale, che in queste terribili settimane si è dimostrando fragile ma anche indispensabile affinché a ogni singolo cittadino sia garantito il diritto alla salute - rimarcano le associazioni - Il Ssn non potrà mai reggere le sfide del futuro se non ci saranno investimenti sulla formazione di medici specialisti: a nulla vale abilitare 10mila giovani medici se a questi non viene poi garantita la possibilità di specializzarsi e diventare medici specialisti in grado di occupare una posizione lavorativa concreta''.

La mobilitazione prosegue nelle Regioni

''Allo stato attuale - scrivono le 11 associazioni che rappresentano il mondo dei giovani medici - ciò significa che almeno 10mila medici non verranno formati da questo Paese che è lo stesso ad avergli garantito, sei anni prima, un percorso formativo che a questo punto si definirebbe incompleto. Un'emergenza come questa, tra cinque anni, avrebbe una storia naturale completamente diversa, gli ospedali non riuscirebbero a garantire neanche la metà dello sforzo e del lavoro di questi giorni, a causa della carenza di personale medico specialistico, difatti mancherebbero così tanti medici specialisti che l'inevitabile esito sarebbe catastrofico e ci ritroveremmo a fare i conti con una strage preannunciata. E a nulla servirebbero gli applausi o i minuti di silenzio per gli eroi medici, a nulla servirebbe ringraziarli pubblicamente, tra cinque anni non ci saranno medici da ringraziare''. ''La nostra mobilitazione non si fermerà domani, anzi, proseguirà secondo future indicazioni presso le sedi delle Regioni in ogni parte d'Italia, per chiedere un successivo sforzo nell'aumento delle borse di competenza regionale", conclude la nota.

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