Cribis-Workinvoice, per pmi liquidità limitata e misure lente

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Oltre il 70% degli imprenditori ha dichiarato che la propria azienda esaurirà la liquidità entro tre mesi. Di queste, l’11% delle imprese l’ha già esaurita, il 32,4% la esaurirà in un mese e il 29,8% entro tre mesi

Le imprese italiane dispongono di liquidità limitata, che per la maggior parte delle pmi si esaurirà entro i prossimi 90 giorni, e temono che i fondi previsti dalle misure statali non arrivino in tempo. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information, e Workinvoice, prima piattaforma digitale italiana di invoice-trading, tra l’8 e il 20 aprile su un campione di imprese di varia dimensione: il 33% con fatturato minore di un milione di euro, il 31% con fatturato compreso tra 1 e 5 milioni, il 21% tra 5 e 20 milioni e il 15% oltre i 20 milioni. 

 

A causa del prolungato periodo di lockdown, le pmi sono state sottoposte ad una forte pressione dal punto di vista della liquidità. Ad oggi, dopo quasi due mesi di fermo totale o parziale, la maggioranza di esse ha un orizzonte di sicurezza molto breve: più del 70% degli imprenditori intervistati ha dichiarato infatti che la propria azienda esaurirà la liquidità entro tre mesi. Di queste, l’11% delle imprese l’ha già esaurita, il 32,4% la esaurirà in un mese e il 29,8% entro tre mesi.

 

In generale, oltre 6 imprese su 10 hanno dichiarato di avere una situazione di liquidità limitata (43,5%) o molto limitata (15,7%), con punte dell’83% tra le microimprese e del 31% tra le imprese medie. Tuttavia, il 37% delle imprese del campione ritiene ancora oggi di avere una situazione di liquidità sufficiente e il 3,7% di avere abbondante liquidità.

 

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