Cni, donne fanno crescere numero iscritti albo ingegneri

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La concentrazione maggiore resta localizzata nelle regioni meridionali in misura pressoché analoga a quanto rilevato nel 2019 (40,6% contro il 40,5% del 2019)

Continua a crescere il numero di ingegneri iscritti all’albo: i dati di inizio anno indicano 242.750 iscritti, circa mille in più rispetto al 2019. Ciò conferma il trend degli ultimi anni di una lenta, ma costante crescita, ma la novità del 2020 è che il saldo resta positivo grazie alle donne. Rispetto all’anno scorso, infatti, cala il numero di ingegneri uomini, mentre l’incremento delle donne (che costituiscono quasi il 16% degli iscritti) compensa la flessione. 

Tra i fattori che determinano questo andamento, c’è il fatto che la popolazione più anziana degli appartenenti all’albo è costituita quasi esclusivamente da uomini, mentre tra gli ingegneri del settore civile ed ambientale (che quasi 'polarizza' le iscrizioni) le donne costituiscono un numero decisamente rilevante. Tutto questo emerge dal consueto rapporto annuale del Centro studi Cni.

Un quadro sostanzialmente stabile

Il quadro, dunque, si conferma sostanzialmente stabile. Il numero di nuove iscrizioni si mantiene intorno alle 6mila unità a fronte di circa 5mila cancellazioni. Continua a rimanere bassa la quota di laureati che sostengono l’esame di Stato e ancor più bassa quella di coloro che si iscrivono all’albo una volta conseguita l’abilitazione professionale (circa un sesto dei laureati). 

Rispetto al 2019, spicca il fatto che il saldo positivo è stato realizzato solo grazie alla crescita costante del numero di donne iscritte che ha superato quota 38mila, circa mille in più rispetto al 2019. 

Quanto alla 'polarizzazione' dell’albo verso il settore civile e ambientale (quello che al momento concede le maggiori riserve agli iscritti), è testimoniata dalla percentuale degli iscritti alla sezione A con un titolo di laura magistrale: ben 71%.

La distribuzione territoriale degli iscritti

L’analisi dei dati di inizio 2020 evidenzia una situazione sostanzialmente invariata per quanto concerne la distribuzione territoriale degli iscritti all’albo tanto che la concentrazione maggiore resta localizzata nelle regioni meridionali in misura pressoché analoga a quanto rilevato nel 2019 (40,6% contro il 40,5% del 2019). 

Nonostante ciò, la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di iscritti (30.556), seguita dal Lazio (28.223) e dalla Campania (26.855). Roma, Napoli e Milano sono attualmente gli Ordini di gran lunga più popolosi di Italia: basti pensare che da soli comprendono più ingegneri di quanti ne siano iscritti nei 52 Ordini provinciali più piccoli.

Il ricambio generazionale

Il ricambio generazionale, oltre ad influire sulla composizione di genere, sta continuando a incidere in misura elevata anche sulla distribuzione degli iscritti tra i settori dell’albo. I laureati del vecchio ordinamento (che possono essere iscritti a tutti e tre i settori) che escono dall’albo vengono infatti sostituiti da quelli del nuovo ordinamento (che possono invece iscriversi ad un solo settore salvo casi particolari) con il risultato che, anno dopo anno, la quota di iscritti a tutti e tre i settori si riduce progressivamente tanto da scendere, nel 2020, sotto la soglia del 60%, mentre 5 anni prima, nel 2015, sfiorava il 70%. 

L’ingegnere più anziano in assoluto iscritto all’albo ha 106 anni e appartiene all’Ordine di Genova. Si registrano 16 ultracentenari, a cui si aggiungono 12 ingegneri che compiranno 100 anni nel corso del 2020 (tutti uomini). La donna ingegnere più anziana ha invece 94 anni ed è iscritta all’Albo dell’Ordine di Torino. L’ingegnere iscritto da più tempo appartiene all’Ordine de L’Aquila ed è iscritto dal 1941.

 

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