Metalmeccanici, nuovo round sul rinnovo del contratto

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Nuovo incontro in plenaria tra Fim Fiom Uilm e Federmeccanica sul rinnovo del contratto delle tute blu che coinvolge circa 1,6 milioni di lavoratori. Nei round tecnici precedenti approfonditi temi dalle politiche attive al mercato del lavoro

Nuovo round tra Fim Fiom Uilm e Federmeccanica sul rinnovo del contratto delle tute blu che coinvolge circa 1,6 milioni di lavoratori. Un incontro in plenaria che conclude un ciclo di round tecnici con cui sindacati e industriali hanno svolto, in un mese dall'ultimo incontro, un lavoro preparatorio e approfondito su alcuni temi, dalle politiche attive al mercato del lavoro.

Lo ‘scoglio’ salario

La discussione dunque ancora non affronterà lo scoglio più grande, il salario, anche se il confronto dovrà entrare nel merito della questione a breve. Fim Fiom e Uilm dal canto loro ribadiscono la proposta formalizzata nella piattaforma unitaria, +153 euro lordi medi in busta paga e il leader Uilm, Rocco Palombella, ammonisce all'indirizzo degli industriali: "non c'è da parte nostra nessuna pregiudiziale a discutere sui temi ma il rinnovo del contratto non può avvenire a costo zero", dice. 

Sul tavolo intanto sono allo studio alcune innovazioni relative alle politiche attive e all'organizzazione del lavoro da inserire nell'articolato contrattuale. "Vorremo iniziare a stringere su alcuni testi da condividere su materie che compongono l'articolato contrattuale", sollecita Palombella. A cominciare dall'introduzione di una sorta di 'staffetta generazionale' per quei lavoratori prossimi alla pensione che però non usufruiscono di nessun 'anticipo' legato ad un lavoro pesante come quello metalmeccanico. L'ipotesi da dettagliare, come spiega ancora, e' quella di introdurre, come accompagnamento al collocamento al riposo, un part-time a beneficio degli ultrasessantenni che potrebbero diventare così 'tutor' di giovani lavoratori assunti.

I contratti a termine

Al centro del confronto anche l'eventualità di trovare un accordo sui rinnovi dei contratti a termine per impedire che forza lavoro 'formata' sia costretta a lasciare l'azienda per l'impossibilità di rinnovare ulteriormente il contratto. Si starebbero studiando dunque forme di organizzazione del lavoro che, pur nel rispetto della legge, evitassero questa 'fuoriuscita' di mano d'opera. Così come sul fronte della sicurezza, sindacati e Federmeccanica torneranno a riaprire il dossier per provare a mettere in piedi norme contrattuali più stringenti con cui, assieme ad una formazione dei lavoratori più spinta, si possa arginare la piaga dei morti sul lavoro. 

Ma è sul salario ovviamente che si giocherà la partita più grande. In questa tornata contrattuale, infatti, Fim Fiom e Uilm non sono disposti ad accettare ulteriori rafforzamenti del welfare aziendale come lo scorso rinnovo ma puntano ad un aumento in busta paga effettivo, 153 euro lordi medi, che Federmeccanica ha già rispedito al mittente all'avvio della trattativa come "insostenibile". Ma Fim Fiom e Uilm terranno duro.

La posizione della Uilm

"Lo scorso triennio abbiamo rinnovato in via sperimentale un contratto pensando di poter scavallare una crisi in attesa di una ripresa evitando dunque che quel poco di salario disponibile fosse anche tassato. Ma ora vediamo che quella ripresa non c'è mentre l'inflazione è aumentata di una somma che in busta paga peserebbe introno ai 50-52 euro. Troppo poco. Ora bisogna aumentare i salari in linea con quello che hanno percepito le categorie medie dell'industria e la stessa Fca che ha rinnovato a +145 euro. Da qui la nostra richiesta di 153 euro lordi", conclude Palombella.

 

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