Pensioni: sindacati, bene ascolto ma ora governo indichi risorse

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A breve al via Commissione su lavori gravosi, operativa probabilmente da metà marzo.

Bene la fase di ascolto che il governo sta portando avanti in vista della riforma delle pensioni ma è ora che cominci a dare risposte e soprattutto a indicare le risorse che intende mettere sul tavolo di confronto. Arriva da Cgil, Cisl e Uil, al termine del terzo tavolo tecnico al ministero del Lavoro, dedicato alla flessibilità’ in uscita e al superamento di quota 100, la richiesta all’esecutivo di dettagliare il merito delle questioni.

Anche nel round di oggi, infatti, insolitamente breve, il ministero ha solamente ascoltato le proposte dei sindacati che hanno ribadito la necessità di rimettere mano al sistema di pensionamento affinché diventi flessibile, strutturale in una ottica di lungo periodo e che preveda una uscita a partire dai 62 anni di età o dai 41 anni di contribuzione; una strutturalità dell’ape sociale e una risposta al lavoro di cura delle donne alle quali ‘scontare’ un anno di contribuzione per ogni figlio. 

Nessun commento né alcuna indicazione è arrivata sulle possibili risorse a disposizione del disegno di riforma anche se " più volte è stato detto che condividono la filosofia e l’impianto della nostra piattaforma", hanno spiegato i sindacati. E il silenzio sul tema, come quello seguito al tavolo dedicato alle pensioni per i giovani, non piace a Cgil Cisl e Uil: "la nostra proposta è finanziariamente sostenibile ma non intendiamo metterci a sparare dati ma vorremmo costruirli assieme al governo evitando quel balletto di cifre solitamente insopportabile", spiega per tutti il segretario confederale Cgil, Roberto Ghiselli che richiama dunque l’esecutivo ad una certa correttezza di atteggiamenti. 

"Non aiuta che tutti giorni mentre al tavolo ufficiale il governo non dice nulla, nel frattempo, membri che parlano a suo nome lancino ipotesi sia su quota 100 ai sulle risorse da mettere in campo", aggiunge Ghiselli guardando anche alla fiscalità generale che dovrà giocare un ruolo di supporto. E per i sindacati andrebbero dedicate alla riforma anche tutti i risparmi derivanti da quota 100 mentre, sottolineano, "già il primo miliardo invece è andato". 

Ferma su questa linea anche la Cisl: "Abbiamo risollecitato il governo per capire quali siano le sue linee di indirizzo, individuare le platee e dire una parola chiara sulle risorse in campo perché serve far restare nel bacino previdenziale tutti i risparmi che sono arrivati e arriveranno da quota 100. Per noi non ci potrà mai essere nessuno scambio tra anticipo dell’età pensionabile e ricalcolo contributivo", spiega il segretario generale aggiunto Cisl, Luigi Sbarra. 

Il commento di Carmelo Barbagallo

Unico risultato del tavolo, che i sindacati comunque apprezzano, l’annuncio che a breve verrà istituita la Commissione paritetica sui lavori gravosi. Un pool tecnico, che sarà operativo con ogni probabilità da metà marzo, atteso da Cgil Cisl e Uil: "da qui si partirà per riuscire a capire le dimensioni del fenomeno di una possibile uscita flessibile", commenta il leader Uil Carmelo Barbagallo. Il governo dunque è atteso ad una risposta: "in ogni incontro hanno detto che successivamente avrebbero valutato i termini economici e tecnici delle questioni e avrebbero spiegato cosa ne pensavano delle nostre proposte", sintetizza ancora Barbagallo per il quale il punto di caduta "non potrà essere il round politico programmato per marzo", ma dovrà arrivare molto prima: probabilmente, convergono Cgil Cisl e Uil, dopo il tavolo sulla previdenza complementare del 19 febbraio prossimo. Per il 17 febbraio, comunque, Cgil Cisl e Uil hanno convocato le segreterie unitarie: al centro sicuramente la valutazione del confronto con il governo.

 

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