Pubblica Amministrazione, studio Cgia: 53 mld di debiti commerciali

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Cgia analizza le stime della Banca d’Italia e sottolinea: “Elevato grado di incertezza sulla cifra, nonostante l’obbligo della fattura elettronica”

I debiti commerciali della Pa italiana ammonterebbero, secondo le stime della Banca d'Italia, a 53 miliardi di euro ma anche stando ai ricercatori di Bankitalia si sarebbe un elevato grado di incertezza sulla cifra. A riferirlo è la Cgia. "Secondo i dati riportati nella 'Relazione annuale 2018', presentata il 31 maggio 2019 dalla Banca d’Italia, l’ammontare complessivo dei debiti commerciali della nostra Pa sarebbe pari a circa 53 miliardi di euro, metà dei quali ascrivibili ai ritardi di pagamento" riferisce la Cgia. "L’utilizzo del condizionale è d’obbligo, visto che il periodico monitoraggio condotto dai ricercatori di via Nazionale si basa su indagini campionarie condotte sulle imprese e dalle segnalazioni di vigilanza da cui emergono dei risultati che, secondo gli stessi estensori delle stime, sono caratterizzati da un elevato grado di incertezza" aggiunge la Cgia. 

Stock debito sconosciuto

Nonostante l’obbligo della fatturazione elettronica, lo stock del debito della pubblica amministrazione italiana "è sconosciuto". La Cgia ha diffuso alcuni dati sul rischio di una maxi multa da 2 miliardi di euro per il nostro Paese, dopo la sentenza di condanna, emessa il 28 gennaio scorso dalla Corte di giustizia europea. "La cosa più assurda di tutta questa vicenda -segnala la Cgia- è che nessuno è in grado di affermare a quanto ammonta esattamente il debito commerciale della nostra Pa, nonostante le imprese che lavorano per quest’ultima abbiano da parecchi anni l’obbligo di emettere la fattura elettronica". La Cgia delinea un 'percorso' su come funzionano i pagamenti in queste transazioni commerciali. "Una volta emessa, la fattura elettronica -spiega l'associaione- transita in una piattaforma controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Siope +) che la smista all’ente o alla struttura pubblica a cui è indirizzata che, a sua volta, verifica se il pagamento è certo, liquido ed esigibile". 

Italia rischia maximulta da 2 mld 

Dopo la sentenza di condanna, emessa il 28 gennaio scorso dalla Corte di giustizia europea nei confronti del nostro Paese, rischiamo di essere chiamati a pagare una maximulta da 2 miliardi di euro per i debiti non pagati dalla Pubblica amministrazione. A sollevare il dubbio ed a porsi la domanda la domanda è il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo. La Cgia segnala che, stando a quanto hanno dichiarato nei gironi scorsi alcuni autorevoli esperti, i sistematici ritardi nei pagamenti compiuti dalla nostra Pubblica Amministrazione "potrebbero far scattare una maximulta come quella ricevuta per le quote latte che, fino ad ora, ci è costata circa 2 miliardi di euro". "Tutto questo, comunque, potrà essere evitato se lo Stato italiano metterà fine in tempi rapidissimi a questa cattiva abitudine. Ipotesi, viste le performance realizzate nel 2019, difficilmente attuabile" scandisce la Cgia. 

 

 

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