Cnel al lavoro su progetto analisi Bes aziendali

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Treu, a disposizione del Parlamento e del Governo per supportare uno sforzo comune verso l'obiettivo di costruire un diverso modello di sviluppo che sia non solo ambientalmente, ma anche socialmente sostenibile.

"Il Cnel ha deciso di avviare una collaborazione che nel medio periodo ha l'obiettivo di proporre al Governo almeno delle linee guida per rendere omogenei o avvicinare quanto possibili gli indicatori utilizzati dal sistema privato con gli indicatori Bes". Così il presidente del Cnel, Tiziano Treu, nel suo intervento in occasione della presentazione delle linee programmatiche della cabina di regia Benessere Italia, presso la sede del Cnel a Roma, illustra il progetto di analisi del Cnel sugli indicatori Bes aziendali. "Il punto centrale - premette - è che gli indicatori comunemente utilizzati dalle aziende si concentrano al momento attuale sugli indicatori riguardanti le emissioni nocive e la formazione del personale. Informazioni preziose che rappresentano però solo una base di partenza e lo spunto per un salto di qualità".

"Se riusciamo – precisa - a mettere in connessione e far convergere gli obiettivi delle politiche pubbliche con l'azione del sistema privato, non solo avremo a disposizione un quantitativo di dati utili per sviluppare scelte consapevoli, ma avremo le premesse per tracciare una strada di medio periodo su cui far convergere gli sforzi e gli investimenti dell'intero sistema Paese", spiega Treu. "Questo sarà un progetto su cui sarebbe davvero preziosa una sinergia costante con la cabina di regia. Il Cnel è quindi, anche su questo versante, a disposizione del Parlamento e del Governo per supportare uno sforzo comune verso l'obiettivo di costruire un diverso modello di sviluppo che sia non solo ambientalmente, ma anche socialmente sostenibile", dice. 

Progetto di collaborazione con Anci Sapienza e Cnr

"Stiamo sviluppando un progetto in collaborazione con Anci e con un gruppo di ricercatori Sapienza e Cnr coordinato dal professore Pietronero", dice ancora. "Grazie all’utilizzo di un modello previsionale di capacità produttiva di un territorio, denominato ‘fitness territoriale’, stiamo individuando tre distretti produttivi per offrire ai territori e alle amministrazioni uno strumento utile a misurare le potenzialità nell’ottica di uno sviluppo sostenibile per innalzare il livello di benessere collettivo della popolazione", aggiunge. "Attualmente sappiamo che l'Istat è impegnato nel progetto 'Misure del Benessere equo e sostenibile dei territori' per costruire un sistema di indicatori territoriali coerenti con il framework Bes adottato a livello nazionale, per misurare le differenze territoriali di benessere”, sottolinea.

 

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