Costruzioni, settore in difficoltà: un tavolo al Mise per il rilancio

Lavoro

Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli: “Individuare nuove misure e verificare strumenti esistenti”. Le sigle sindacali: “Situazione drammatica del settore, persi 800mila posti di lavoro, chiuse 120mila imprese”

“Avviare un confronto al fine di individuare nuove misure e verificare gli strumenti esistenti, attraverso il coinvolgimento sinergico sia del Mef che del Mit, in modo da dare risposte funzionali al rilancio di un settore da anni in difficoltà". Così il ministro dello Sviluppo economico ha aperto il tavolo nazionale sull’edilizia, a cui hanno partecipato anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le associazioni e i sindacati del settore edile. Patuanelli ha rilevato che l’edilizia "rappresenta, sia per numero di imprese e lavoratori coinvolti, sia per il volume di fatturato prodotto, uno dei settori di traino dell’economia italiana e quindi parte importante della politica industriale del nostro Paese". 

Supporti alle costruzioni in Legge Bilancio

Per supportare questo settore, hanno spiegato i rappresentanti governativi, nell’ambito delle trasformazioni tecnologiche in atto nel sistema produttivo e infrastrutturale, sempre più toccato dai processi di riconversione ecosostenibile e riqualificazione ambientale, sono già state confermate nella legge di Bilancio in corso di approvazione in Parlamento le misure relative al Piano Casa, con la proroga al 31 dicembre 2020 delle detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione degli edifici, e la proroga degli incentivi del Piano Impresa 4.0, ulteriormente potenziato e semplificato al fine di ampliare la platea dei beneficiari.  E’ stata inoltre resa strutturale la cosiddetta norma Fraccaro, che sostiene investimenti di efficientamento energetico e di sviluppo territoriale sostenibile dei comuni. Riguardo alla realizzazione di opere infrastrutturali, pubbliche e private, è necessario intervenire affinché agli investimenti stanziati si accompagnino processi di semplificazione burocratica per garantire certezza dei tempi. E’ stato anche avviato un approfondimento sulla possibilità di modificare alcune misure agevolative, al fine di meglio adattarle alle esigenze del settore dell’edilizia. 

Sindacati, bene coinvolgimento altri dicasteri

"Accolta la nostra proposta al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli di coinvolgere gli altri ministeri per sviluppare i temi dell’edilizia. Le prossime settimane vedremo nel merito se vi saranno proposte ed azioni condivise, in linea con le richieste che abbiamo avanzato per un rilancio del settore che valorizzi occupazione, qualità, salari, tutele". È stato commento di Cgil, Cisl, Uil, Feneal, Filca, Fillea al termine dell’incontro al Mise con il ministro Patuanelli.  I sindacati hanno illustrato “la drammatica situazione del settore, che ha perso 800mila posti di lavoro e ha visto chiudere 120mila imprese”, e hanno consegnato alcune proposte di lavoro, sottolineando la necessità che il governo avvii una politica industriale nuova per l’edilizia, “con una visione di sistema, che non disperda un patrimonio produttivo ed occupazionale ancora importante e accompagni la trasformazione del mercato, l’innovazione di processo e di prodotto, una sua maggiore sostenibilità ambientale, in coerenza con gli stessi obiettivi Onu e dell’Ue per un nuovo modello di sviluppo".

Necessarie sinergie per affrontare priorità

Per le sigle sindacali delle costruzioni, il tavolo per il rilancio del settore “con il coinvolgimento delle parti sociali più rappresentative e delle diverse istituzioni interessate, deve diventare permanente" e occorre attivare “tutte le sinergie necessarie per affrontare le grandi priorità del settore che coinvolgono oltre al Mise anche altri dicasteri, come ad esempio il tema della rigenerazione urbana e la corretta implementazione del Codice degli Appalti”.  Tra i temi da affrontare: la crisi di alcuni grandi imprese e dei relativi indotti (da Astaldi a Cmc, da Glf a Tecnis, ecc.) che, interessando decine di opere grandi e medie, "ha di fatto bloccato o rallentato il programma pluriennale 'Connettere l’Italia' e la realizzazione di grandi opere necessarie al Paese", spiegano i segretari, che chiedono di "generalizzare la politica di intervento delle banche (conversione dei crediti in partecipazione) e soprattutto di Cassa Depositi e Prestiti, allargando il perimetro di Progetto Italia".  Dai sindacati poi la richiesta di mettere in campo specifiche azioni "per una politica mirata alla transizione tecnologica ed ambientale, di rafforzare gli strumenti utili alla qualificazione del settore, delle imprese e al rispetto del Ccnl e della correttezza contributiva”. Al termine dell’incontro, i partecipanti sono stati invitati dal Ministro ad inviare i loro contributi entro la metà di gennaio, in modo da permettere la definizione di un calendario di tavoli tecnici che vedano il Mise e gli altri Ministeri coinvolti nella definizione di proposte operative. 

 

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