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Impresa sociale, occupazione in crescita e benefici per tutti

credits: Getty Images
3' di lettura

Per il 2020, il 67,5% delle imprese sociali prevede una stabilità occupazionale, mentre il 23% ha un sentiment in crescita. Emerge dal XIII Rapporto dell'Osservatorio Isnet sull'impresa sociale in Italia, presentato alla Camera

L’impresa sociale fa bene a tutta l’economia e genera un impatto positivo col tessuto produttivo che la circonda, stimolando anche l’innovazione. Tanto che per il 2020, il 67,5% delle imprese sociali prevede una stabilità occupazionale, mentre il 23% ha un sentiment in crescita. Emerge dal XIII Rapporto dell'Osservatorio Isnet sull'impresa sociale in Italia, presentato oggi alla Camera alla presenza di Celeste D’Arrando, componente della commissione Affari Sociali della Camera. A illustrare i dati, Laura Bongiovanni, presidente di Associazione Isnet, che ha evidenziato come nelle ultime due edizioni l’Osservatorio Isnet abbia registrato uno scenario contraddistinto da sbalzi anche significativi degli indicatori economici, con variazioni percentuali importanti nei valori di crescita, stabilità e diminuzione. Uno scenario mutevole che non ha riguardato i valori legati all’occupazione, che si confermano invece, per quasi 7 imprese su 10, nel segno di una progressiva stabilità, con un incremento di ben 17 punti percentuali negli ultimi 3 anni. 

Nelle coop sociali di tipo A e B le migliori performance

All'interno di questo scenario generale, una lettura per cluster di impresa rivela che le organizzazioni di inserimento lavorativo che hanno realizzato partnership aziendali presentano valori di andamento economico e propensione all’innovazione superiori alla media (il 54,5% ha indici di innovazione medio alti, +14,5% rispetto al campione generale; l'84,6% delle imprese ha previsioni di stabilità e crescita economica contro il 76% del campione generale). Oltre alle cooperative di tipo B che hanno avviato relazioni con le aziende, tra le imprese del Panel con i migliori indicatori, risultano le cooperative sociali di tipo A di medio-grandi dimensioni. 

Impatto positivo di partnership aziendali

I dati sull’occupazione sono stati arricchiti in questa XIII edizione dell’Osservatorio, da un focus sul lavoro, dedicato alle partnership tra aziende e imprese sociali e alle loro ricadute, anche con riferimento all’utilizzo delle convenzioni previste per l’inserimento lavorativo; attraverso queste convenzioni le aziende assolvono gli obblighi della legge 68/99 affidando commesse di lavoro a cooperative sociali di inserimento lavorativo. Le cooperative di tipo B e A+B che utilizzano queste convenzioni (il 14,9% della porzione di campione di cooperative sociali B e A+B) prevedono una crescita delle risorse inserite del 27,3% (superiore di 4,3 punti percentuali rispetto al campione generale) e una buona dinamicità interna: nessuna di queste organizzazioni dichiara di non aver potuto fare innovazione nell’ultimo anno a causa di resistenze interne al cambiamento (indicatore che pesa l’11,5% nel campione generale). "Sono dati -spiega l'Osservatorio- che confermano l’impatto positivo delle partnership aziendali non solo da un punto di vista economico e occupazionale ma anche per la ricaduta sociale delle collaborazioni. Nonostante questi positivi risvolti sono ancora poche le imprese sociali e le aziende che utilizzano le convenzioni”.

Di Piazza, “segnale importante in redistribuzione reddito”

A chiusura lavori il sottosegretario al Lavoro, Steni Di Piazza, ha commentato: "E' positivo ascoltare che le imprese sociali segnano un incremento di occupazione, soprattutto in un momento particolarmente delicato e non solo per il nostro Paese: basti pensare che nel mondo le prime 8 persone più ricche del mondo hanno un reddito pari a quello 3,5 miliardi di persone. L'impresa sociale sta dando un segnale importante nella redistribuzione del reddito e nell'inclusione delle persone svantaggiate. E' ora compito del legislatore pensare a nuove figure d'impresa, che si possano porre tra Stato e mercato: una sorta di 'nuova colonna' di imprese che facciano profitto per la comunità e in restituzione ai cittadini. Una nuova figura giuridica in costruzione che mi piace chiamare 'impresa di comunità'". 

 

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