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Sanremo, Junior Cally: “La violenza sulle donne è insopportabile in ogni forma”

TUTTO SUL FESTIVAL DI SANREMO DI AMADEUS

2' di lettura

Il rapper è intervenuto per la prima volta sulle polemiche sorte attorno alla sua presenza al Festival e ai testi violenti di alcuni suoi brani: “Era un altro periodo della mia vita, ma il rap rappresenta la cruda realtà”. Amadeus: “Non avevo dubbi sul tuo pensiero”

“Trovo insopportabile la sola idea della violenza contro le donne, in ogni sua forma”. Dopo giorni di polemiche nate attorno al testo di una sua canzone del 2017 in cui si faceva riferimento a stupro e femminicidio, e mentre ancora si attende il verdetto della Rai sulla sua partecipazione a Sanremo 2020, il rapper Junior Cally (CHI È - FOTOSTORIA), all’anagrafe Antonio Signore, è intervenuto per la prima volta sulla vicenda che lo ha coinvolto. In una serie di stories su Instagram, il cantante 28enne ha spiegato di essere “un ragazzo, un uomo che fa del rispetto, non solo delle donne ma degli esseri umani, uno dei suoi valori cardine”, chiarendo che il brano che porterà sul palco dell’Ariston per la 70esima edizione del Festival, intitolato No, grazie, “non avrà accanto la parola ‘Explicit’” e “non avrà quei testi e quelle immagini” che erano invece presenti in Strega, il singolo che gli è valso le accuse di sdoganare la violenza sulle donne. Soddisfatto il direttore artistico e conduttore di Sanremo, Amadeus: “Apprezzo le tue parole - ha detto rivolto al rapper -. Non avevo dubbi sul tuo pensiero”.

“Il rap rappresenta la cruda realtà”

“Mia mamma Flora è la persona più importante della mia vita e da qualche mese c’è Valentina al mio fianco: siamo complici, amici, ci amiamo e ci rispettiamo. Questa è la mia vita e questo spero sarà il mio Sanremo”, ha continuato Junior Cally su Instagram. Prendendo poi le distanze dalla canzone al centro delle polemiche: “Moltissime persone si sono sentite offese da alcuni testi da me composti in passato e dalle immagini che li hanno accompagnati - ha scritto sul social network -. Ho provato a spiegare che era un altro periodo della mia vita e che il rap ha un linguaggio descrittivo nel bene e nel male e rappresenta la cruda realtà come fosse un film”.

 

Data ultima modifica 25 gennaio 2020 ore 15:22

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