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Trono di Spade, altro record: per la prima volta versione originale batte quella doppiata

3' di lettura

È successo alla prima puntata dell’ottava stagione. Vuol dire che una storia in una lingua non nostra oggi non ci spaventa più, ma anzi ci attrae. Una piccola grande rivoluzione culturale, merito anche di Sky

Il Trono di Spade, da Ned Stark al Re della Notte: chi c’è e chi non c’è più. Il cast dalla prima all'ultima stagione: FOTOGALLERY

Tra i tanti record già collezionati dalla stagione finale del Trono di Spade ce ne è uno che più degli altri ha un forte sapore di modernità: per la prima volta nella storia della tv italiana, l’episodio di una serie internazionale ha raccolto più ascolti nella versione originale sottotitolata che in quella doppiata in italiano.  

Record di audience per una serie non italiana

È accaduto alla prima puntata dell’ottava stagione: 925 mila spettatori medi raccolti tra le 3 della notte tra il 14 e il 15 aprile e le 21 del 15, contro i 457 mila di audience registrati, sette giorni dopo dal primo passaggio della puntata doppiata in italiano.  Ed è estremamente probabile che accada di nuovo tra poche ore quando, su Sky Atlantic, andrà in onda il secondo episodio doppiato. In lingua originale, anche l’episodio 2 ha infatti già registrato una performance clamorosa: quasi 800 mila spettatori medi.
Si tratta anche di record assoluti di audience per una serie non italiana. Nel complesso, l’ascolto della puntata inaugurale del ‘’Trono’’ è cresciuta di oltre 60 per cento rispetto all’avvio della settima serie, due anni fa, a conferma che anche l’Italia è ormai in piena ‘’Trono di Spade – Mania”. 

Il pubblico ha fame di contenuti e la lingua straniera non spaventa più

Ma per il nostro Paese, che ha da sempre poca dimestichezza con le altre lingue, il successo della versione originale è fatto forse più importante dello stesso boom della serie in termini assoluti. Vuol dire, certo, che il pubblico ha fame di contenuti e non vuole aspettare, ma anche che ci stiamo sprovincializzando, e che una storia in una lingua non nostra non ci spaventa più, ma anzi ci attrae.

Una rivoluzione culturale targata Sky

Una fetta del merito di questa piccola grande rivoluzione culturale va data a Sky: decidere di trasmettere alle 3 della notte un prodotto in inglese per garantire al proprio pubblico una contemporaneità con gli Usa, il Paese che realizza la serie più amata di questi anni, non è una cosa banale. Significa saper cogliere i mutamenti del gusto.  Portare il nostro Paese al passo con gli sviluppi del consumo televisivo e di cultura popolare nel mondo.  E saper innovare per essere sempre di più al servizio del proprio pubblico.
In definitiva, anche la scelta di acquistare, otto anni fa il Trono di Spade, un prodotto in cui in pochi avevano intuito le immense potenzialità, fu lontana dalla routine.  Così come quella di produrre una serie ‘’locale’’ come Gomorra, nel frattempo divenuta per distacco la serie italiana più vista all’estero (oltre 150 Paesi).  A proposito: tra pochi giorni anche la quarta stagione di Gomorra la serie celebrerà il suo gran finale. Poi ne arriveranno altre, pensate da Sky su misura per il suo pubblico. Ad iniziare da” Catch 22”, ritratto dei tic e delle follie degli uomini in tempo di guerra prodotta e interpretata da George Clooney.
 

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