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"Lavorare con Sclavi una grande emozione"

3' di lettura

A Fumettopolis l'intervista a Werther dell'Edera, illustratore de Le voci dell'acqua, primo graphic novel scritto da Tiziano Sclavi

Werther dell'Edera, 44 anni, una carriera fra Marvel e Bonelli è l'illustratore scelto da Feltrinelli Comics per le Voci dell'Acqua, il primo graphic novel di Tiziano Sclavi. Un'opera attesissima del misterioso e schivo padre di Dylan Dog.  Ecco la sua intervista a Fumettopolis. 

 

Da dove nasce questo progetto con Sclavi?

Tutto nasce da una richiesta di Tito Faraci, curatore dalla collana. Un giorno mi ha contatto e mi ha detto: "Werther, avrei bisogno. di un paio di tue pagine di prova da mostrare per un progetto segreto, non posso dirti altro". Io gli ho mandato le tavole e il giorno dopo mi ha chiamato e mi ha detto: sei dei nostri, farai la graphic novel di Tiziano Sclavi. 

E tu?

Gli ho detto: mio Dio e me lo dici così!

Come sei riuscito a rendere l'idea che Sclavi aveva in mente?

Esattamente come lo vedete sul libro. Le sceneggiature di Scalvi sono precise e dettagliate ma lasciano comunque spazio al disegnatoe e poi c'è la magia del suo modo di raccontare. il fatto che lui riesca a creare questi personaggi veri e particolarissimi ma che dentro portano un vuoto  in cui il lettore riesce sempre ad entrare. Questa è una delle sue peculiarità. 

Cosa senti di aver dato di totalmente tuo nel racconto?

Tutto quello che potevo dare è nei miei disegni. Io metto sempre dentro tutto me stesso, cerco sempre di guardare al lavoro che sto per fare in maniera nuova rispetto anche al precedente. Mi metto sempre in gioco in ogni lavoro.

Il racconto è molto ricco di ambientazioni e personaggi diversi. Da dove è arrivata l'ispirazione per metterli su carta?

E' stato divertente, perchè questa era una richiesta precisa della sceneggiatura di Sclavi. Ma lui mi ha liberato anche dai vincoli. Sclavi mi ha detto: "questa città è un luogo non luogo: ci può essere il Duomo, Piazza della Signoria, quello che vuoi". E allora sono andato un po' a braccio sul mood della storia in base a quello  che mi serviva ho messo un'immagine di Palermo come di Vienna, Milano o Firenze. Allo stesso modo ho fatto per i personaggi. 

Dalla Marvel a Orfani, la tua è una carriera varia e importante. Questo fumetto che tappa rappresenta?

Sono molto emozionato e non me lo aspettavo perchè a un certo punto anche in questo lavoro si entra in una routine. Adesso vederlo stampato così mi ha davvero emozionato. Sicuramente è uno dei vertici della mia carriera, è stata un'esperienza incredibile.

Questo lavoro ha il sapore dei primi Dylan Dog firmati Sclavi. Come è stato lavorare con chi Dylan Dog lo ha creato?

In effetti questo lavoro è molto riconducibile al primo Dylan Dog ma sono cose diverse, non sono rapportabili. Se avessi lavorato in passato su Dylan Dog sceneggiati da Sclavi avrei un parametro con cui rapportarmi.  Le Voci dell'Acqua nasce da un'esigenza forte e particolare ed emotivamente coinvolgente  da leggere.

Ma qual è questa esigenza?

Beh questo dovete chiederlo a Sclavi.

Ne faresti un altro?

Ah certo magari, se lui vuole...

 

Per saperne di più seguite il gruppo Facebook di Fumettopolis, se avete eventi e appuntamenti fumettosi da segnalare, scrivetemi a roberto.palladino@skytv.it

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