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Sting e Shaggy in concerto insieme: storia di un sodalizio riuscito

Shaggy e Sting (GettyImages)
3' di lettura

I due artisti sono impegnati con una serie di date in Italia per promuovere l'album "44/876", frutto della loro prima collaborazione musicale

Dopo il concerto a Santa Margherita di Pula, poco lontano da Cagliari, la coppia più insolita del panorama musicale è pronta a proseguire il suo tour in giro per l’Italia. Parliamo di Sting e Shaggy, che saranno il 30 luglio a Napoli, il primo agosto a Taormina (Messina), il 3 agosto ad Ascoli Piceno, il 4 agosto a Trani (Bat) e il 5 agosto a Cattolica (Rimini) per promuovere il loro album “44/876”. Nonostante il background artistico molto diverso, il sodalizio tra i due musicisti sta decisamente funzionando.

Il sodalizio

A battezzare la collaborazione tra Sting e Shaggy è stato Martin Kierszenbaum, attuale manager di Sting ed ex responsabile delle edizioni di Shaggy. E' stato lui ad inviare lo scorso anno all’ex Police una demo del brano “Don’t make me wait” incisa da Shaggy: l’artista inglese ne è rimasto talmente colpito da decidere di raggiungere il collega in uno studio di registrazione a Los Angeles per realizzarne insieme una nuova versione. “Quando ci incontrammo cantai il ritornello, e poi provammo a rendere il pezzo un po’ più vicino a me, e abbiamo inciso anche una strofa insieme”, ha spiegato lo stesso Sting. Quello che doveva essere un semplice duetto, ad ogni modo, si è trasformato in una collaborazione su un intero disco, “44/876”: “sono rispettivamente i prefissi internazionali telefonici del Regno Unito e della Giamaica - hanno spiegato i due - una sorta di legame che unisce i due Paesi, un legame fatto di gioia e di speranza”.

Sting, dai Police al successo come solista

Nonostante la buona sinergia, Sting e Shaggy non potrebbero essere, musicalmente parlando, più diversi. Sting, compositore, cantante, attore, autore e attivista, si è imposto sulle scene musicali per lo stile dei testi e degli arrangiamenti dei suoi brani. Nato a Newcastle, Inghilterra, si è trasferito a Londra nel 1977: lì ha formato i Police insieme a Stewart Copeland e Andy Summers. La band ha pubblicato cinque album, ha vinto 6 Grammy, e 2 Brits e nel 2003 è stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame. Dopo lo scioglimento del gruppo, il cantante ha proseguito con successo la sua carriera come solista, ricevendo 10 Grammy, 2 Brits, 1 Golden Globe, 1 Emmy, 3 nomination agli Oscar e una nomination ai Tony. È inoltre membro del Songwriters Hall of Fame e, nel 2014 ha ricevuto il Kennedy Center Honors, uno dei riconoscimenti più prestigiosi negli Stati Uniti. Nel Corso della sua lunga carriera ha venduto quasi 100 milioni di album (tra album pubblicati con i Police e quelli da solista), e inciso brani entrati nella storia come "Every breathe you take", "Desert rose" e "Fragile".

Il 'reggae man' Shaggy

Shaggy, all’anagrafe Orville Richard Burrel, è invece famoso per alcune hit che hanno fatto ballare intere generazioni. Nato in Jamaica nel 1968, si è successivamente trasferito a New York, negli Stati Uniti, con la sua famiglia. Dopo aver terminato il servizio militare nel 1992, Shaggy ha deciso di dedicarsi completamente alla musica, e nel 1993 ha inciso la hit "Oh Carolina", un rifacimento in chiave dance di un successo della band ska Folkes Brothers. In totale, nel corso della sua carriera, ha pubblicato 12 album in studio, vincendo anche un Grammy nel 1996 come Best Reggae Album per “Boombastic”, da cui è estratto l’omonimo brano.

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