15 anni senza Alberto Sordi: i 10 film per ricordarlo

Alberto Sordi in una pausa sul set del film "Tutti a casa" (LaPresse)
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Scomparso nel 2003, è stato uno dei più grandi attori della scena cinematografica italiana. Ecco alcuni dei suoi capolavori per celebrarne la memoria

Il 24 febbraio 2003 il mondo del cinema perdeva uno dei suoi più grandi esponenti: Alberto Sordi. Con alle spalle una filmografia di circa 200 film, la sua impronta sulla cinematografia italiana e mondiale è ancora oggi palpabile. Capolavori come "Un americano a Roma" fino all'incontro sul set con Carlo Verdone, che in tanti hanno salutato come suo erede, per film come "In viaggio con papà", sfuggono a ogni classificazione. Per l'occasione Sky dedica ad Alberto Sordi una programmazione speciale in onda su Sky Cinema Classic a partire dalle 10.10 del mattino del 24 febbraio. Ecco la top 10 con i film più importanti da vedere secondo Imdb per conoscere a fondo la personalità poliedrica di un attore difficile da dimenticare.

Una vita difficile (1961)

Diretto da Dino Risi, "Una vita difficile" è ambientato ai tempi della Seconda guerra mondiale. Siamo nel 1944 e Silvio Magnozzi (interpretato da Alberto Sordi) si ritrova in lotta, al fianco dei partigiani, contro le forze nazifasciste. Dopo la guerra, legato sentimentalmente a Elena, grazie all'attività di giornalista racconterà tutta l'Italia che lentamente ritorna a mettersi in moto.

Ladro lui, ladra lei (1958)

In questo film, diretto da Luigi Zampa, Alberto Sordi è Cencio, un ladro di periferia, che esce ed entra dalle prigioni della Capitale. Qui incontra Cesira, interpretata da Sylvia Coscina, che diventa la sua partner nel mondo del crimine. I due tentano un grande colpo in gioielleria, ma l'impresa fallisce miseramente.

Il vedovo (1959)

La lunga collaborazione con Dino Risi ha visto Alberto Sordi vestire i panni di Alberto Nardi, un imprenditore la cui azienda di ascensori è perennemente sull'orlo del baratro. Sua moglie Elvira d'altro canto ha molto successo negli affari. Quando un incidente ferroviario gli fa credere di esser rimasto vedovo, Nardi si dà alla pazza gioia, fino a che la consorte non ricompare.

Mafioso (1962)

Antonio (Alberto Sordi) è riuscito a svincolarsi dal giro mafioso del suo paesino siciliano, trasferendosi al Nord e integrandosi nel tran tran quotidiano, con al fianco una bella moglie milanese. Ma durante le ferie in Sicilia, la mafia lo rintraccia, costringendolo a compiere un delitto, pena la perdita della sua tranquillità. Spedito in una cassa in America, Antonio accetta l'incarico. Il film è stato diretto da Alberto Lattuada.

La grande guerra (1959)

Il film diretto da Mario Monicelli fu premiato con il Leone D'Oro di Venezia nel 1959 e valse ad Alberto Sordi uno dei suoi 7 David di Donatello. La storia ruota attorno al rapporto tra il romano Oreste Jacovacci (Alberto Sordi) e il milanese Giovanni Busacca, uniti dalla mancanza di qualsiasi ideale e dalla volontà di evitare ogni pericolo per uscire indenni dalla guerra.

I due nemici (1961)

Siamo in Africa durante la Seconda Guerra Mondiale. Un ufficiale italiano favorisce la fuga di un prigioniero inglese affinché questi dissuada i compagni dall'attaccare il loro scarno reparto. Ma gli inglesi catturano l'intera guarnigione. Uniti nel combattere alcuni indigeni ribelli, i due reparti impareranno però ad apprezzarsi, nonostante la guerra. In questo film Sordi lavorò con il regista Guy Hamilton.

Il marchese del Grillo (1981)

Abbandonate le atmosfere neorealistiche, arriva il Sordi che fa sorridere e riflettere allo stesso tempo. Ancor prima de "L'Avaro", eccolo ne "Il marchese del Grillo" in cui passerà alla storia per la battuta: "Ah... mi dispiace. Ma io so' io... e voi non siete un cazzo!". Siamo nella Roma papalina del 1809 e il marchese Onofrio del Grillo conduce una vita di ozio e divertimenti. Ama in particolar modo farsi beffe della sua famiglia e l'incontro con il suo perfetto sosia, povero carbonaio, lo ispira nel coronare il suo repertorio di scherzi. Il film fu diretto da Mario Monicelli.

Il vigile (1960)

La storica interpretazione di Alberto Sordi con la regia di Luigi Zampa, hanno reso mitica la figura del vigile urbano a Roma. In questo film il protagonista è Otello Coletti che, per un caso fortuito, riesce a farsi assumere come vigile motociclista di un imprecisato comune vicino Roma. La divisa gli offre l'occasione di vendicarsi dei numerosi sfottò subiti negli anni e di sfogare le ambizioni represse. Tra disavventure e insegnamenti acquisiti, Otello imparerà con chi essere severo e con chi invece lasciar correre.

Tutti a casa (1960)

Diretto da Luigi Comencini, in "Tutti a casa" Sordi è il sottotenente Innocenzi ai tempi dell'armistizio dell'8 settembre 1943. L'entusiasmo esplode rapidamente tra i militari che possono finalmente toranre a casa, ma il fuoco delle truppe nemiche rende difficile il ritorno di molti - tra cui Innocenzi - verso le proprie famiglie. Si tratta di uno dei capolavori di Comencini ed è ritenuto uno dei film più rappresentativi del cinema italiano.

I vitelloni (1953)

Il ruolo di Alberto ne "I Vitelloni" gli valse nel 1954 il suo primo Nastro D'Argento. Nel film diretto da Federico Fellini, Sordi interpreta un uomo sicuro di sè, che si gode la vita tra scherzi, scommesse e biliardo. Le storie dei vari protagonisti si intrecciano tra loro, un gruppo di amici irresponsabili che non riescono a salutare e rinunciare alla spensierata gioventù. Resta celebre la scena in cui Sordi "saluta" i lavoratori con il gesto dell'ombrello.

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