Lo speciale sulle elezioni Midterm negli USA
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Crollo del Nasdaq a Wall Street, cosa c'entrano midterm, data center e Big Tech

Economia
©Ansa

Introduzione

E' stata una giornata particolarmente difficile, quella di ieri, 5 novembre, per il Nasdaq,  la borsa delle principali aziende tecnologiche. Difficoltà evidenti sono state registrate tra gli Stati Uniti, l'Asia e l'Europa in particolar modo dopo che le elezioni di metà mandato negli Usa (LO SPECIALE DI SKY TG24) hanno sollevato preoccupazioni e dubbi riguardo a un possibile rallentamento nello sviluppo dell'intelligenza artificiale. Quali sono i motivi principali di questa situazione? E perché c'entrano data center e AI?

Quello che devi sapere

I timori degli investitori

Intanto va segnalato che i forti guadagni successivi alle elezioni di metà mandato statunitensi sono stati, infatti, quasi annullati, con gli investitori in fuga dai titoli tecnologici per i timori emersi dopo il trionfo democratico, quando si è fatta strada la preoccupazione circa un possibile stop relativo al lavoro di sviluppo delle infrastrutture per l'AI. Il Nasdaq Composite, per dirla coi numeri, ha perso il 5,5% ed è entrato in territorio di correzione, essendo sceso di oltre il 10% al di sotto del record stabilito il mese scorso.

 

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I titoli del settore tecnologico

Sono stati proprio i titoli legati al settore dell'intelligenza artificiale,  in particolare quelli dell'industria dei semiconduttori e dei data center, ad essere maggiormente in  difficoltà. Questi alcuni dei bilanci:

 

  • L'ETF iShares A.I. Innovation and Tech Active (BAI) ha perso il 12%
  • Lumentum, attiva nel settore della fotonica, è crollata del 17%
  •  CoreWeave del 9%, Corning di oltre il 12%
  • L'ETF iShares Semiconductor (SOXX) ha chiuso in ribasso di oltre l'11%
  • Il titolo di Amd ha perso il 15%, Nvidia e Broadcom il 9%
  • Il titolo di Micron ha ceduto oltre il 15%
  • SanDisk è crollato del 20%
  • Un altro produttore di chip, Qualcomm, ha riportato utili superiori alle aspettative, ma il titolo ha perso oltre il 7%, a causa di previsioni sugli utili inferiori alle attese.

Nasdaq
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Una perdita considerevole

Di fatto negli Stati Uniti, l'indice Nasdaq ha registrato nella giornata di giovedì 5 novembre un calo che ha condotto alla perdita di circa 2,5 trilioni di dollari (1,9 trilioni di sterline) in termini di capitalizzazione di mercato. Senza contare che anche altri importanti indici azionari statunitensi hanno subito perdite significative.

 

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La batosta per i "Magnifici Sette"

Come segnala un'analisi sul tema pubblicata dalla Bbc, dunque, gli investitori hanno dimostrato evidente preoccupazione per una possibile stretta normativa sull'AI, soprattutto in seguito alle posizioni espresse dai candidati democratici, particolarmente contrari alla costruzione dei data center necessari per alimentare questa tecnologia. Il ribasso delle scorse ore, tra l'altro, si va a sommare a timori più ampi circa l'effettiva redditività degli ingenti investimenti destinati alla stessa intelligenza artificiale. Non stupisce, dunque, che la svendita sui mercati statunitensi delle scorse ore abbia colpito i cosiddetti "Magnifici Sette" del settore tech – tra cui Apple, Nvidia e Tesla – che in una sola giornata di contrattazioni hanno perso in tutto mille miliardi di dollari di valore.

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Lo stop per Elon Musk

In tutto ciò anche i titoli delle aziende di Elon Musk, SpaceX e Tesla, hanno subito un crollo – rispettivamente dell'8% e quasi dell'11% – riducendo la capitalizzazione di mercato di queste società di oltre 300 miliardi di dollari. Musk stesso, fa notare ancora la Bbc, "aveva investito quasi 450 milioni di dollari a sostegno delle campagne elettorali repubblicane – inclusi almeno 45 milioni destinati a Ken Paxton per un seggio al Senato in Texas". Senza immaginare che, dopo il voto di midterm, il Texas ha cambiato del tutto colore.

Elon Musk

La situazione in Europa e in Asia

I riflessi di questa situazione sono arrivati fino all'Europa, dove il settore tecnologico ha risentito del contesto negativo. Ad esempio, le azioni del produttore di chip Infineon hanno perso oltre l'8,5%, mentre il colosso delle apparecchiature tecnologiche ASML ha registrato un calo del 6,5%. L'onda lunga ha travolto poi il Giappone, con l'indice Nikkei che ha chiuso in ribasso del 6%, trascinato dalle perdite dei titoli dei produttori di chip di memoria come Kioxia e Tokyo Electron. mentre in Corea del Sud, il produttore di chip SK Hynix ha ceduto oltre il 10%, con Samsung che ha perso il 6,4%.

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Il ruolo dei data center e il caso del Texas

Un ruolo centrale in tutta questa situazione va assegnato ai data center. In tutti gli Stati Uniti, infatti, candidati democratici hanno condotto campagne elettorali puntando sul tema delle nuove tecnologie e, in particolare, promettendo di voler rallentare la crescita dei data center e dell'intelligenza artificiale. In diverse aree del Paese, in questo senso, sono state sottoposte al voto misure pensate nello specifico per limitare lo sviluppo di questi centri, fondamentali per alimentare proprio l'AI. Gina Hinojosa, ad esempio, governatrice democratica eletta in Texas, ha condotto una campagna piuttosto contraria ai data center, promettendo una moratoria sulle nuove costruzioni nel settore.

Il punto di vista dei Democratici

In questo senso, tra l'altro, alcuni esponenti del Partito Democratico hanno sostenuto che l'intelligenza artificiale abbia avuto un'espansione eccessiva e che, ad oggi, il suo sviluppo stia procedendo in assenza di tutele o supervisione. Per questo hanno promesso, adesso che sono forti del potere politico acquisito con la maggioranza al Congresso, di cambiare le carte in tavola. "Gli americani non vogliono che gli oligarchi delle Big Tech distruggano l'ambiente, cancellino posti di lavoro e minaccino il futuro dell'umanità. Moratoria nazionale sui data center, subito!", ha scritto su X il senatore democratico Bernie Sanders. 

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La reazione di Donald Trump

Frastornato dal risultato elettorale avverso, sul tema è intervenuto anche il presidente americano, Donald Trump. In un post pubblicato sui social media, il tycoon ha attribuito il crollo del Nasdaq ai suoi avversari politici. "Il mercato azionario ha subito una delle peggiori giornate della storia a causa dei risultati elettorali", ha scritto Trump. "Ricordate, non sono stati i Repubblicani, sono stati i Democratici. Non temete, però: presto, in un modo o nell'altro, saremo più grandi e più forti che mai!", ha poi promesso.

Donald Trump

I leader delle Big Tech

Alcuni leader del settore tecnologico hanno ammesso di essere stati colti di sorpresa dalla situazione e dall'ostracismo dem nei confronti dei data center. Greg Brockman, presidente e co-fondatore di OpenAI, lo ha confermato, sottolineando la necessità di un maggiore impegno per ottenere il sostegno delle comunità locali. "Nel corso di quest'anno, abbiamo maturato una consapevolezza importante: non basta un tweet – come quando si cerca di realizzare infrastrutture in Texas, Georgia o altrove partendo da San Francisco – per dire 'sarà un bene per tutti'. Bisogna essere presenti all'interno di quelle comunità", ha dichiarato. E Dina Powell McCormick, presidente di Meta, ha aggiunto che il settore deve mettere in campo maggiori sforzi per far comprendere il valore positivo dell'intelligenza artificiale.

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