Gianni Mannori, responsabile della Fiom di Mirafiori, ha spiegato che l'azienda, in questa circostanza, "voleva la firma della organizzazioni sindacali, ma noi abbiamo chiesto che ci fosse la maturazione del rateo, poichè verosimilmente si supereranno più di 50% di giorni non lavorati nel mese". Di fatto, però, Stellantis "non l'ha messo e quindi abbiamo deciso di non firmare. Nessuna organizzazione sindacale ha firmato la cassa integrazione", ha riferito
Ancora una settimana di cassa integrazione, dal 9 al 13 novembre, alle Carrozzerie dello stabilimento Stellantis di Mirafiori, a Torino. Lo ha comunicato direttamente l'azienda ai sindacati. "Questa è già la seconda settimana di cassa integrazione a novembre - ha segnalato Gianni Mannori, responsabile della Fiom di Mirafiori - ed è anche la quarta in totale". In questo caso, ha aggiunto, "l'azienda voleva la firma della organizzazioni sindacali, ma noi abbiamo chiesto che ci fosse la maturazione del rateo, poichè verosimilmente si supereranno più di 50% di giorni non lavorati nel mese". L'azienda, ha sottolineato ancora, "non l'ha messo e quindi abbiamo deciso di non firmare. Nessuna organizzazione sindacale ha firmato la cassa integrazione". Deciso lo stop anche per Pomigliano d’Arco.
Le motivazioni dell'azienda
"L'azienda ha motivato questa chiusura con la mancanza di materiali - ha riferito ancora Mannori - noi riteniamo come al solito che sia un alibi. Il problema esiste per altri stabilimenti che producono una vettura che vende come Pomigliano, non è assolutamente il caso di Mirafiori con la 500 ibrida". In definitiva, ha concluso, "la situazione più va avanti e più diventa drammatica se non arriva subito un altro modello".
La situazione produttiva a Mirafiori
"La situazione produttiva di Mirafiori presenta un ulteriore aggravamento con il prolungamento della cassa integrazione sugli impianti di fabbricazione auto e conseguente potenziale riflesso negativo a carico degli enti di fornitura come il Powertrain Components Plant e le Officine Presse". A sostenerlo è Igor Albera, referente per il settore automotive per la Fim-Cisl, proprio a proposito dell'annuncio di una ulteriore settimana di cassa integrazione alle Carrozzerie di Mirafiori. "Vista la comunicazione del prolungamento della Cig - ha argomentato ancora - da parte sindacale è stato richiesto il riconoscimento dei ratei di maturazione dei vari istituti, condizione di miglior favore che avrebbe aiutato almeno parzialmente i lavoratori. L'azienda non ha dato garanzie su questa possibilità. Alle difficoltà già note legate al mercato si aggiunge quella del reperimento di alcuni componenti elettronici fondamentali, confermatoci dagli addetti del settore". Inoltre, ha sottolineato ulteriormente, "sembra aprirsi una fase di forte complessità legata alla disponibilità dei semiconduttori e della componentistica elettronica avanzata abbinata alle già note criticità di mercato. Resta come sempre la debolezza di Mirafiori che dispone di un unico modello nelle due varianti ma che è evidentemente insufficiente a garantire la missione produttiva del plant, al netto dei nuovi problemi di approvvigionamento".
L'automotive torinese
Per la Fim, in definitiva, "l'automotive torinese, piemontese e italiano risulta sempre più esposto, se le non moltissime vetture richieste dal mercato risultano non producibili per carenza di componenti oppure per il troppo elevato costo degli stessi, ci attende un 2027 durissimo da superare e le ripercussioni maggiori ricadranno sui lavoratori".