Manovra 2027, domani alle 12 il Cdm per il varo del testo. Quali sono le misure sul tavolo

Economia
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Introduzione

La maggioranza e il governo Meloni stringono il cerchio per arrivare al varo della prossima Legge di Bilancio, l’ultima di questa legislatura. Il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi, secondo quanto trapelato, mercoledì alle 12 per il via libera del testo definitivo. Il lavoro è stato intenso: a più di due settimane di distanza dal Documento programmatico di bilancio approvato il 13 ottobre, i dettagli della Manovra da 23,5 miliardi di euro non sono ancora noti. A pesare sui tempi è stata anche l'attesa del verdetto Ue sulle misure da finanziare con la flessibilità per Difesa ed Energia. Sono tante le misure in bilico di cui si è parlato in queste settimane, e non ci sono ancora certezze sulla loro inclusione nel testo definitivo.

Quello che devi sapere

Il vertice di ieri sera

Ieri sera si è tenuto un vertice di maggioranza nel quale si è "fatto il punto sulle interlocuzioni con la Commissione europea - che proseguono in un modo proficuo - sull'utilizzo della clausola nazionale di salvaguardia (Nec), in particolare per le misure in materia di energia". A farlo sapere sono state fonti di maggioranza, secondo cui “il confronto punta a chiarire gli interventi ammissibili e i relativi margini di flessibilità, in vista della definizione della manovra”.

 

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L’attenzione alla tenuta dei conti

Nel corso dell'incontro di ieri, inoltre, è stata "confermata la volontà di concentrare le risorse disponibili sugli interventi considerati prioritari, con l'obiettivo di sostenere il potere d'acquisto, rafforzare la crescita e dare impulso all'economia, coniugando queste priorità con la necessaria attenzione alla tenuta dei conti pubblici". Al centro del confronto ci sono state "le misure per famiglie e ceto medio, il sostegno a giovani e anziani, gli interventi sul fisco e il sostegno alle imprese, nonché il potenziamento del sistema sanitario".

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Taglio delle tasse per i giovani

Tra le ipotesi circolate nelle scorse settimane c’è quella di una flat tax al 5% per gli under 30 o under 35 con redditi fino a 20 o 30mila euro, una no tax area o la detassazione degli aumenti retributivi. L'obiettivo è rendere più competitive le retribuzioni italiane e frenare la fuga dei cervelli. Mentre per le imprese si punta a rafforzare le maxi-deduzioni per le assunzioni: dal 130% al 140% per i giovani e al 180% per le giovani madri.    

Le misure per il lavoro

Guardando al mondo del lavoro, il governo pensa a una tassazione agevolata al 5% sugli aumenti legati ai rinnovi contrattuali e al 15% sulle maggiorazioni per il lavoro notturno e festivo e sul salario accessorio del pubblico impiego. La Lega inoltre punta a estendere la flat tax alle partite Iva dagli attuali 85mila fino a 100mila euro, un'ipotesi che richiederebbe il via libera della Commissione europea. Si dovrà anche decidere se confermare l'accesso al regime forfettario per dipendenti e pensionati con redditi da lavoro autonomo.  

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Ci sarà il taglio dell’Irpef?

Una delle possibili misure più discusse è il taglio dell’Irpef sopra alla soglia dei 50mila euro. La strada sembra essere in salita, nonostante il favore della premier Meloni. Forza Italia propone di estendere l'aliquota al 33% fino a 55mila euro, con un costo di circa 1,2 miliardi. Altra possibile novità di cui si è parlato è quella della  cedolare secca sugli affitti lunghi, che potrebbe scendere al 5%.

Le misure per il sociale

Poi c’è il capitolo famiglie: sul piatto ci sono i congedi parentali rafforzati, un libretto previdenziale per i nuovi nati e sostegni alle madri lavoratrici, soprattutto con tre o più figli. Noi moderati chiede inoltre di prorogare il bonus per le scuole paritarie, fino a 1.500 euro per studente. Mentre Forza Italia propone una card da 300 a 500 euro per le spese sanitarie degli over 75, con una soglia Isee, oppure un sistema di rimborsi cashback. Per famiglia e spesa sociale ci sono fino a 5 miliardi di euro.    

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Il capitolo pensioni

Non è ancora chiaro se ci saranno interventi per quanto concerne le pensioni. La Lega spinge per la possibilità di lasciare il lavoro a 64 anni, con il ricalcolo contributivo dell'assegno. Sul tavolo anche la rivalutazione delle pensioni per recuperare l'inflazione, un punto costosissimo. Per trovare risorse potrebbe essere rivista la perequazione degli assegni medio-alti, passando dal sistema per scaglioni a quello per fasce, più penalizzante. 

Le misure per la casa

Infine, da tenere in considerazione ci sono anche potenziali misure che impatteranno sui bonus casa: le detrazioni per le ristrutturazioni potrebbero restare al 50%, mentre l'Ecobonus potrebbe arrivare fino al 65%. Invece per chi è rimasto coinvolto nelle irregolarità del Superbonus si valuta la possibilità di regolarizzare le posizioni sanzionabili versando un'imposta sostitutiva. 

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Il nodo coperture

Il conto della Legge di bilancio, in ogni caso, è pari a 23,5 miliardi e si regge sulla clausola di salvaguardia nazionale per la difesa e l'energia da 14,4 miliardi. Centrale inoltre un aiuto chiesto al settore finanziario - banche e assicurazioni in primis - per 5 miliardi, oltre che su risparmi dei ministeri ed economie sul Pnrr. Le banche però si oppongono a nuovi esborsi, dopo aver raggiunto lo scorso anno con il governo un accordo triennale da 10 miliardi. Inoltre sono chiamati a contribuire anche giochi e tabacchi, forse con un aumento delle accise sulle sigarette.

 

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