Protesta dei tir, distributori di benzina e scorte supermercati a rischio: ecco dove

Economia
©Ansa

Introduzione

Non si arresta la mobilitazione di autotrasportatori e agricoltori contro il rincaro dei carburanti. Domenica 18 ottobre, camion e trattori hanno continuato a presidiare i principali snodi stradali di Calabria, Sicilia e Puglia, mentre il prezzo medio del gasolio si è avvicinato alla soglia dei 2,3 euro al litro, secondo le rilevazioni del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un livello che, stando alle stime del Codacons, corrisponde a un incremento di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Quello che devi sapere

La situazione

La protesta sta provocando ripercussioni sempre più evidenti sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci: alcune stazioni di servizio sono rimaste senza carburante, mentre nei supermercati cominciano a scarseggiare diversi prodotti, soprattutto quelli freschi. Le difficoltà riguardano anche le aziende agricole e i produttori, costretti a fare i conti con le consegne bloccate e con il rischio di perdere parte del raccolto o della merce deperibile. Il governo cerca intanto una via d'uscita dalla vertenza. 

 

Per approfondire: Proteste tir contro caro carburanti al Sud, continuano presidi dalla Calabria alla Sicilia

L’incontro

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha anticipato a domani, 20 ottobre, il confronto con le rappresentanze degli autotrasportatori, convocando anche le sigle autonome di Calabria, Sicilia e Puglia. All'incontro, fissato per le 15 a Milano, è prevista la partecipazione del viceministro Edoardo Rixi. L'apertura del tavolo, tuttavia, non ha convinto i manifestanti a interrompere anticipatamente la mobilitazione: la prosecuzione del fermo dipenderà anche dall'esito del confronto con l'esecutivo.

 

Per approfondire: Proteste per il caro carburanti, sciopero dei tir nel Sud Italia. Cosa sta succedendo

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Sicilia, rischio emergenza per autobus e distributori

Oggi rappresenta una giornata decisiva soprattutto per la Sicilia, dove il perdurare del blocco dei mezzi pesanti potrebbe compromettere il regolare funzionamento di diversi comparti. I primi a risentire della carenza di rifornimenti sono il trasporto pubblico e privato su gomma, le stazioni di servizio e la grande distribuzione. Se la situazione non dovesse sbloccarsi, nei giorni successivi le difficoltà potrebbero estendersi alle industrie di trasformazione, prive delle materie prime necessarie alla produzione, e al settore agricolo, con mezzi fermi e raccolti difficili da commercializzare. A preoccupare sono in particolare le aziende di trasporto passeggeri, che dipendono dalle forniture di gasolio per garantire i collegamenti quotidiani. Antonio Graffagnini, presidente di Anav Sicilia, l'associazione che rappresenta le imprese del trasporto viaggiatori, ha segnalato che già venerdì alcune autobotti non hanno effettuato le consegne programmate nei depositi, portando le riserve disponibili vicino al limite. In assenza di nuovi rifornimenti tra oggi e domani il servizio potrebbe subire una drastica riduzione delle corse. Le conseguenze ricadrebbero soprattutto su studenti e lavoratori che utilizzano gli autobus per raggiungere scuole e luoghi di lavoro. In caso di mancati approvvigionamenti, le aziende concentreranno il carburante residuo sulle tratte indispensabili nelle fasce orarie di maggiore necessità, sacrificando gli altri collegamenti.

Cosa succede sulle strade

A rendere il quadro ancora più incerto sono i presidi stradali, che potrebbero rallentare i mezzi pubblici, allungare i tempi di percorrenza e impedire il rispetto degli orari previsti, fino a determinare eventuali sospensioni del servizio. Anche gli automobilisti temono di rimanere senza possibilità di rifornimento. Dopo le ultime consegne effettuate giovedì mattina in diversi impianti, numerosi cittadini hanno deciso di anticipare il pieno, senza aspettare l'inizio della settimana. La corsa alle pompe ha provocato code nelle stazioni di servizio più convenienti, soprattutto a Palermo. I gestori, dal canto loro, assicurano di poter continuare a vendere carburante soltanto fino all'esaurimento delle scorte presenti nelle cisterne, in attesa che venga raggiunto un accordo.

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Le scorte ridotte ai supermercati e timori dei consumatori

Un'altra verifica importante riguarda la distribuzione alimentare. La domenica di apertura ha consentito a molti supermercati di continuare a servire i clienti, ma le disponibilità nei magazzini potrebbero bastare soltanto fino alla serata di oggi. In mancanza di una soluzione alla vertenza, il rischio è quello di assistere a nuove carenze sugli scaffali, con particolare riferimento ai reparti di frutta, verdura, latte e carne. La situazione potrebbe aggravarsi rapidamente se i camion non riprenderanno a circolare regolarmente. I prodotti freschi sono infatti particolarmente esposti alle interruzioni della catena logistica: oltre ai problemi per i punti vendita, le merci che rimangono ferme nei luoghi di produzione rischiano di deteriorarsi prima di raggiungere i consumatori. Per ora non si sono registrati assalti generalizzati ai supermercati, ma tra i cittadini cresce la preoccupazione per la disponibilità dei beni essenziali. Alcuni hanno cercato rassicurazioni anche nelle farmacie, temendo possibili ripercussioni sulle forniture di medicinali. Per questo settore, tuttavia, il quadro appare al momento meno critico: secondo gli operatori interpellati, i farmaci rientrano tra le merci escluse dal blocco e i depositi continuano a effettuare le consegne.

Presidi in crescita in Calabria

In Calabria la protesta degli autotrasportatori della Fedralog è arrivata ieri al terzo giorno, mentre numerosi agricoltori dei movimenti spontanei sono mobilitati da circa dieci giorni. Camion e trattori sono presenti in 15 aree della regione, distribuite lungo i principali collegamenti stradali, senza che domenica si siano verificati blocchi completi della circolazione nei punti interessati. Tra i luoghi in cui prosegue la mobilitazione figurano la statale 534, nei pressi dello svincolo autostradale Firmo-Sibari, e la statale 106, nella zona del Sybaris Motel, nel territorio di Cassano. Altri presidi sono attivi nel comprensorio del Pollino, nella Sibaritide e nell'Alto Jonio cosentino. Intanto, nel pomeriggio di ieri, alcuni autotrasportatori e agricoltori che stavano attuando il presidio da giorni hanno bloccato lo svincolo dell'Autostrada A2 a Falerna, nel Lametino (Catanzaro).

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“Se non avremo risposte certe e concrete, andremo avanti"

Gli autotrasportatori calabresi hanno confermato che una propria delegazione prenderà parte all'incontro convocato da Salvini per martedì 20 ottobre. La fine del fermo resta prevista per la mezzanotte dello stesso giorno, ma l'esito del confronto potrebbe incidere sulle iniziative successive. “Se non avremo risposte certe e concrete, andremo avanti, intensificheremo la mobilitazione e niente è escluso”, ha dichiarato uno dei manifestanti presenti ai presidi calabresi. Fedralog considera la convocazione un passaggio significativo, senza però ritenerla sufficiente a risolvere le ragioni alla base della protesta. L'associazione ha ribadito che il confronto con il governo non modifica, per il momento, il calendario del fermo e che i partecipanti continueranno a presidiare il territorio in modo pacifico e ordinato fino alla conclusione programmata.

Agricoltori, solidarietà dai territori

Accanto agli autotrasportatori prosegue la mobilitazione degli agricoltori, che denunciano costi sempre più difficili da sostenere e chiedono interventi capaci di garantire la sopravvivenza delle aziende. Dal presidio di contrada Bianchino, a Castrovillari, i manifestanti hanno riferito di una partecipazione crescente, con il coinvolgimento di produttori provenienti da Cassano, Castrovillari, Cerchiara e Firmo. Secondo gli organizzatori, la protesta sta superando i confini della singola categoria professionale, raccogliendo adesioni e solidarietà da una parte della comunità locale. Ai presidi si sono presentati sindaci e consiglieri dei comuni vicini, alcuni rappresentanti del Consiglio regionale e consiglieri di minoranza del Comune di Castrovillari. Gli agricoltori hanno inoltre sottolineato la presenza di studenti e studentesse del liceo scientifico, interpretandola come un segnale di attenzione verso le prospettive economiche e sociali del territorio. Non sono mancate, tuttavia, le critiche rivolte alle istituzioni locali. I promotori del presidio di Castrovillari hanno contestato l'assenza del sindaco e dell'amministrazione comunale di maggioranza, ritenendola particolarmente significativa alla luce del sostegno ricevuto da altri esponenti politici e dalla cittadinanza.

 

Per approfondire: Consiglio europeo, Meloni: "Ok Ue a decreto bollette, consentirà di abbassare costi"

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