Ill governatore della Banca d'Italia è intervenuto alla Green Swan Conference 2026, in corso a Manila, ricordando che "una parte significativa delle perdite causate da catastrofi naturali rimane priva di copertura assicurativa. Questo divario di protezione espone famiglie e imprese a gravi difficoltà finanziarie e costringe spesso i governi a intervenire dopo i disastri, con oneri considerevoli per le finanze pubbliche"
"Il cambiamento climatico che era prima visto come una minaccia alle future generazioni sta già avendo conseguenze economiche e finanziare". Lo afferma il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta nel suo intervento alla Green Swan Conference Climate a Manila, sottolineando come le politiche sul clima "devono essere economicamente praticabili, socialmente sostenibili e istituzionalmente credibili". Una "eccessiva rigidità o frequenti cambiamenti possono minare il consenso pubblico e mettere a repentaglio gli investimenti". Le "nostre economie e sistemi finanziari devono essere in grado di assorbire gli schock climatici senza consentire che questi si tramutino in una più ampia crisi".
"Contro danni del clima mix di coperture pubblico-privato"
Per Panetta, la collaborazione fra pubblico e privato è cruciale per affrontare i danni derivanti dal clima e dalle catastrofi naturali. Il governatore della Banca d'Italia ha poi citato le norme italiane per l'obbligatorietà delle assicurazioni per i rischi catastrofali. Alla conferenza sul clima di Manila Panetta ha rilevato come nel mondo "una larga parte delle perdite causate dalle catastriofi naturali resta non assicurata. Questo gap nella protezione lascia famiglie e imprese esposti a perdite finanziarie e spesso obbliga i governi a intervenire con costi considerevoli sul bilancio pubblico". I danni dal clima possono propagarsi alle banche e all'economia e alle finanze pubbliche, rileva il governatore, e per questo le assicurazioni hanno un ruolo centrale visto che incoraggiano "anche alla prevenzione quando forniscono incentivi finanziari nel ridurre l'esposizione ai danni naturali". Tuttavia espandere la copertura assicurativa può risultare difficile, con i premi giudicati troppo alti e o difficili da calcolare. Per questo, "serve un quadro" che "combini assicurazioni private, riassicuratori, garanzia pubblica" nei casi più estremi e strumenti del mercato dei capitali".
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"Responsabilità sulle politiche del clima è dei governi"
Panetta, nel suo intervento, ha spiegato che nel 2025 i danni diretti "da eventi climatici estremi" sono raddoppiati rispetto ai primi anni 2000, raggiungendo i 200 miliardi di dollari, sottolineando come "la responsabilità per le politiche sul clima" è "prima di tutto dei governi che hanno la legittimità democratica e gli strumenti per guidare la transizione ecologica". Secondo il governatore comunque anche le banche centrali hanno "differenti e chiare responsabilità" . "Abbiamo la necessità - ha sottolineato - di capire come i rischi climatici colpiscono l'inflazione, l'attività economica, la stabilità finanziaria, la supervisione finanziaria". Non si tratta di "un'espansione del nostro mandato ma solo di attuarlo in un contesto che cambia" ha concluso.