Russia, economia in crisi, fuga dei miliardari e imprese a rischio: cosa sta succedendo
EconomiaIntroduzione
Sono numerosi i segnali che indicano crescenti difficoltà per l’economia russa. Gli attacchi ucraini alle infrastrutture, la riduzione dell’export di grano, la crisi dei carburanti, la Borsa di Mosca a picco da mesi, la fuga dei capitali sono gli indicatori più preoccupanti. Che si riflettono sulla quotidianità dei cittadini e delle imprese, con il conseguente tracollo delle finanze pubbliche. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
Come sta la Russia?
I reportage dalla Russia di The Economist raccontano una Russia in grossa difficoltà, con le code ai distributori per il razionamento della benzina, i blackout di internet imposti dal Cremlino per difendersi dai raid dei droni, l’inflazione alle stelle.
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Il tracollo della Borsa
La Borsa di Mosca è in calo ormai da cinque mesi, da fine febbraio. Una discesa che non si vedeva dal 1997, poco prima del default dell’anno successivo. Da inizio luglio le azioni delle principali compagnie del Paese hanno perso in media circa il 20%. L’indice azionario di riferimento, dominato per anni dal settore petrolifero e del gas, è crollato del 30% negli ultimi due mesi.
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L’inflazione
Le spese militari, che nelle previsioni sarebbero dovute essere tagliate quest’anno, sono invece aumentate vertiginosamente. Secondo Politico, l'ultimo segnale di tensione è lo stallo tra il Ministero delle Finanze, che deve raccogliere i fondi per finanziare la guerra, e le maggiori banche del Paese, che chiedono tassi di interesse sempre più elevati per poterla finanziare. La Banca Centrale è stata costretta a mantenere i tassi di interesse a livelli estremamente elevati per contenere l'inflazione, in un momento in cui il deficit di bilancio si sta ampliando rapidamente. Il suo tasso di riferimento è attualmente al 14,25%. Secondo le stime russe, a giugno l'inflazione mensile ha accelerato al 10,6% su base annua destagionalizzata. L'Unione russa degli industriali e degli imprenditori, la più grande associazione di categoria del Paese, ha avvertito del rischio di un'ondata di "insolvenze autunnali" se la Banca Centrale non taglierà i tassi. I fallimenti aziendali sono già aumentati del 10,8% nella prima metà dell’anno.
Grano e benzina
In questa fase del conflitto, l’Ucraina ha ampliato in modo massiccio la sua offensiva con i droni. Oltre agli attacchi alle raffinerie, che hanno causato lunghe code ai distributori di carburante in tutto il Paese, sono state prese di mira decine di navi, interrompendo i tentativi della Russia di rifornire di carburante la Crimea, e ostacolando le sue esportazioni di grano verso i mercati mondiali. I prezzi del grano in Europa sono aumentati di quasi il 20%, raggiungendo il livello più alto degli ultimi due anni. Gli agricoltori russi dicono che gli acquirenti non vogliono rischiare che le loro spedizioni vengano attaccate e si sono rivolti ad altri esportatori, impedendo loro di vendere quello che è stato un buon raccolto. L’export russo di grano si ridurrà di un terzo rispetto all’anno scorso, secondo le stime.
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La fuga dei capitali dei miliardari russi
Si stanno moltiplicando i casi di miliardari russi che trasferiscono parte dei propri patrimoni all’estero. Secondo un'analisi di Bloomberg, questo fenomeno ha avuto inizio dopo una serie di sequestri di beni e le crescenti pressioni delle autorità, che fanno immaginare imminenti confische. Temendo di perdere in patria i propri capitali, chi può li sposta altrove. La tendenza si è notevolmente accelerata nell'ultimo anno e ha acquisito ulteriore slancio negli ultimi mesi. L'agenzia riferisce che gli individui facoltosi stanno muovendo i capitali con strumenti come criptovalute, oro, immobili all'estero e fondi di investimento privati, in particolare nei Paesi del Golfo. Tra le mete preferite per i trasferimenti ci sono Cipro, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Arabia Saudita, mentre altri stanno investendo in progetti in tutta l’Africa.
Il ricorso massiccio al contante
Un lungo reportage della Bbc ha raccontato come i cittadini russi stiano tornando a utilizzare in massa i contanti, perché le interruzioni delle reti internet (imposte in ampie zone del Paese a causa degli attacchi di droni ucraini) ostacolano i pagamenti con carta. Secondo i dati della Banca Centrale, dall'inizio dell'anno la Russia ha immesso in circolazione 1.560 miliardi di rubli (20 miliardi di dollari) di contante, il maggiore aumento per lo stesso periodo in qualsiasi anno al di fuori della pandemia di Covid-19. I picchi di prelievi di contanti sono legati al fatto che i russi cercano una riserva di denaro per far fronte all’incertezza. Questo cambiamento sta rendendo più difficile per lo Stato riscuotere le tasse, proprio mentre si trova ad affrontare un deficit di bilancio in aumento.
L’evasione fiscale
La Bbc spiega anche che sempre più aziende russe cercano di evadere le tasse sotto la crescente pressione finanziaria. Le previsioni di crescita del Pil sono le più basse da inizio guerra. Per incrementare le entrate, a gennaio il Cremlino ha aumentato l'IVA dal 20% al 22% e ha abbassato la soglia di esenzione per le piccole e medie imprese, spingendo sull'orlo del fallimento molte aziende già in difficoltà. L’aumento delle tasse sta di fatto costringendo molte attività commerciali a incentivare i clienti a pagare in contanti per evitare di registrare maggiori entrate fuori bilancio.
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