Dal fisco alla Naspi: il vademecum per chi si approccia al lavoro

Economia

Introduzione

Secondo la ricerca 'Educazione finanziaria a ritmo della Gen Z' di Value Partners e Aief solo il 35% dei giovani italiani della Gen Z possiede competenze finanziarie di base. Un dato che colloca l’Italia tra gli ultimi Paesi dell’area Ocse. Cosa succede quando il contratto finisce? Come si gestiscono più redditi nello stesso anno? Quando si ha diritto alla NASpI? 'Personal Fisco', la startup GovTech che accompagna i contribuenti nella gestione autonoma delle pratiche fiscali, ha pensato a come aiutare chi si affaccia per la prima volta al mondo del lavoro, fornendo un calendario fiscale integrato con tutte le scadenze per categoria e un assistente virtuale che risponde in tempo reale ai dubbi durante la compilazione delle pratiche. "Oggi molti giovani che firmano il loro primo contratto estivo non sanno cosa sia un’aliquota, un contributo o una detrazione, e non è una questione di pigrizia - spiega il ceo e co-founder Alessio Serio - a scuola la busta paga non si studia, e il primo lavoro arriva senza istruzioni. Il problema è che si inizia senza gli strumenti per capire cosa si firma". Per loro la startup ha preparato un vademecum: “Un ragazzo che sa leggere la propria busta paga e sa cosa gli spetta è innanzitutto un contribuente più consapevole. L’autonomia fiscale è una forma di libertà”, conclude Alessio Serio.

Quello che devi sapere

Come leggere una busta paga

Gli elementi principali da leggere in busta paga sono lo stipendio lordo, quello netto, e le trattenute Inps e Irpef. In fondo, controllare sempre il residuo ferie: nei contratti stagionali, se non sono state fruite, devono essere pagate nell’ultima busta come “Indennità ferie non godute”, mentre gli straordinari e i festivi devono comparire con la relativa maggiorazione.

 

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Più lavori, più Cu

Se hai avuto più lavori nello stesso anno, ogni datore rilascerà una Cu (Certificazione Unica). Il modello non arriva insieme all’ultima busta paga, ma è il datore di lavoro a rilasciarlo entro il 16 marzo dell’anno successivo. Se si usa il 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, è fondamentale verificare che siano presenti tutte. Se ne manca anche solo una la dichiarazione risulta incompleta. 

 

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Quando bisogna chiedere la disoccupazione?

La disoccupazione si chiede entro 68 giorni, pena la perdita del diritto. Servono almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. La Dichiarazione di Immediata disponibilità (Did) oggi si compila in automatico online sul portale Inps inviando la domanda di Naspi. 

Disoccupazione e contributi

Anche la disoccupazione genera contributi, perché i periodi di Naspi sono coperti da contribuzione figurativa, valida ai fini della pensione. Lo Stato li accredita durante i periodi di inattività, senza far perdere mesi di anzianità contributiva. Un diritto di cui in pochi sanno. 

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La Naspi va dichiarata

La Naspi è reddito e va dichiarata. L’Inps, come qualsiasi datore di lavoro, rilascia a marzo una Cu specifica per i mesi di Naspi percepiti. Chi ha lavorato parte dell’anno e poi ha ricevuto la disoccupazione si troverà con due Cu da inserire nel 730.

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