Previdenza complementare, Arbitro dei fondi pensione e nuove regole: cosa cambia
EconomiaIntroduzione
Ci sono importanti novità in arrivo nel mondo della previdenza complementare. Il decreto sul Pnrr di febbraio 2026, convertito in legge ad aprile, prevede infatti l’istituzione di un Arbitro previdenziale che agisce sotto il controllo della Covip, cioè la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione. Inoltre, tra pochi giorni, cioè da inizio luglio, entrano in vigore le nuove regole sulla previdenza complementare introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Quello che devi sapere
I numeri della previdenza complementare
Intanto, alcuni numeri: nella Relazione annuale della Covip riferita al 2025 emerge come alla fine dell’anno gli iscritti alla previdenza complementare fossero quasi 10,5 milioni, in aumento del 4,8% rispetto al 2024. Si tratta di una percentuale sulle forze di lavoro pari al 39,9%. Alla fine del 2025, le forme pensionistiche operanti in Italia sono 273: 33 fondi negoziali, 38 fondi aperti, 71 piani individuali pensionistici (PIP) e 131 fondi pensione preesistenti. I fondi negoziali contano 4,4 milioni di iscritti (+6,1% rispetto al 2024); gli iscritti ai fondi aperti sono 2,2 milioni (+8,7%). I PIP (piani individuali pensionistici) "nuovi" contano 3,8 milioni di iscritti (+2,9%) mentre i fondi pensione preesistenti registrano 666.000 aderenti.
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Quanto valgono le forme pensionistiche complementari
Osservando invece le risorse che sono state accumulate da tutte le forme pensionistiche complementari alla fine del 2025, risulta che esse si attestino a quota 262 miliardi di euro: si parla di un aumento del 7,7% rispetto al 2024, soprattutto per la dinamica positiva dei mercati finanziari. Le risorse accumulate sono pari all'11,6% del PIL e al 4% delle attività finanziarie delle famiglie italiane. I contributi incassati nell'anno sono pari a 22,4 miliardi di euro (+8,7% rispetto al 2024), crescendo a un ritmo superiore alla media del quinquennio precedente.
L’intervento del governo sul settore
Nel corso dell’assemblea annuale 2026 di Assofondipensione, svoltasi pochi giorni fa, il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha detto in un videomessaggio: “La legge di Bilancio introduce una serie di misure che riguardano la previdenza complementare". Si tratta di misure che "danno l'idea dell'attenzione del governo sul tema. Potremmo ragionare in vista dei prossimi interventi legislativi e approfondire, con il contributo delle associazioni, ulteriori interventi. Serve però massima attenzione alle coperture finanziarie".
Cosa cambia dal 1° luglio
In effetti, tra le principali novità citate in apertura ci sono quelle che entreranno in vigore a inizio luglio: come spiegato dalla Cgil le “modifiche riguardano soprattutto: adesione automatica per i lavoratori alla prima occupazione; conferimento del TFR; contributo del datore di lavoro; nuove modalità di erogazione delle prestazioni pensionistiche complementari”.
L’adesione automatica al fondo pensione
Il sindacato spiega che “i lavoratori dipendenti del settore privato alla prima occupazione saranno iscritti automaticamente a una forma di previdenza complementare. Se il CCNL non prevede un fondo di riferimento, si attiverà l’iscrizione automatica al fondo Cometa”. In ogni caso “il lavoratore di nuova occupazione potrà comunque rinunciare entro 60 giorni”. Con questo sistema “il TFR maturando viene destinato al fondo pensione”. Inoltre “l’adesione comporta anche il versamento del contributo aggiuntivo del datore di lavoro previsto dal contratto collettivo applicato”.
Cambiano le modalità di utilizzo
Inoltre, è importante ricordare che “dal 1° luglio 2026 aumentano le possibilità di utilizzo del montante accumulato nel fondo pensione”: la Cgil spiega infatti che “al momento del pensionamento, la quota liquidabile in capitale passa dal 50% al 60%. Il montante rimane comunque liquidabile tutto in capitale, al momento del pensionamento, per chi non raggiunge un certo importo soglia accumulato, che cambia in base a genere ed età di pensionamento”. Inoltre, a partire dal 31 ottobre, c’è anche un’altra novità in arrivo: scatterà infatti la possibilità di trasferire anche il contributo del datore di lavoro verso fondi pensione aperti e Pip, lasciando il fondo negoziale dopo almeno due anni di permanenza.
L’Arbitro dei fondi pensione
E poi c’è il capitolo dell’Arbitro dei fondi pensione: la nuova figura, come spiegato dal Sole 24Ore, è stata prevista dal decreto Pnrr del febbraio di quest’anno. Si tratterà, spiega il quotidiano, di in organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie in ambito pensionistico, come quelli che esistono presso Bankitalia, Consob e Ivass, dove sono rispettivamente operativi l’Abf (Arbitro Bancario Finanziario), l’Acf (Arbitro per le Controversie Finanziarie) e l’Aas (Arbitro Assicurativo). L’ambito di competenza dell’Arbitro previdenziale includerà i fondi sanitari e le società di mutuo soccorso - che sono da poco entrati nel perimetro di vigilanza Covip - gli strumenti di previdenza complementare e le Casse di previdenza che pagano le pensioni ai professionisti. Il presidente della Covip Mario Pepe ha fatto sapere che l’Arbitro dovrebbe diventare operativo entro la fine del 2026 o nei primi mesi del 2027.
Pepe (Covip): “Obiettivo raddoppiare iscritti”
Durante l'assemblea annuale 2026 di Assofondipensione Mario Pepe ha detto: “Nel 2025 i nuovi iscritti alla previdenza complementare sono stati 775mila. Saremmo potuti arrivare a un milione se non avessimo trovato degli intralci. Il mio sogno è raggiungere il raddoppio del numero degli iscritti a forme di previdenza complementare. Adesso siamo a più di 10 milioni". Il presidente della Covip ha spiegato che "dobbiamo cercare di far entrare nel mondo della previdenza complementare quelle persone che non se lo possono permettere, trasformando la deducibilità fiscale in detraibilità fiscale, magari per un periodo limitato”.
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