Piano Casa 2026, affitti e stop ai fondi esteri: nuove regole e cosa cambia
EconomiaIntroduzione
Il decreto Piano casa ha incassato la fiducia alla Camera il 23 giugno. Ora va convertito entro il 6 luglio e deve passare al Senato per la seconda lettura. Con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è stato anche nominato il Commissario straordinario che si occuperà delle case popolari: l'architetto Felice Squitieri, consulente tecnico per la Pa e commissario Via e Vas del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica. Resterà in carica fino al 31 dicembre 2027 con un compenso lordo complessivo di circa 490mila euro.
Una delle modifiche di maggiore rilievo riguarda però gli investimenti immobiliari. Nella versione definitiva del decreto non compare più la corsia preferenziale riservata esclusivamente ai fondi esteri. Le procedure accelerate non saranno quindi più riservate solo agli investitori internazionali. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Quello che devi sapere
Le novità del Piano casa
Il Piano, che prevede un programma straordinario di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia pubblica per mettere a norma circa 60mila immobili, prevede anche procedure accelerate e semplificazioni amministrative. Con le modifiche in Commissione viene rifinanziato con 8,5 milioni il Fondo per gli alloggi degli universitari fuori sede, viene riservata alle forze dell'ordine una parte degli appartamenti resi disponibili, viene esteso anche alle persone con disabilità l'accesso prioritario al Fondo di garanzia per la prima casa.
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Le novità sui fondi esteri
È saltata poi la corsia preferenziale per i fondi provenienti dall’estero: le semplificazioni più incisive del Dl non saranno più riservate solo a loro, anche se resta la soglia di un miliardo per ottenere la fast track amministrativa. In questo modo, si corregge un’anomalia della prima versione del testo. La versione iniziale del testo in sostanza, avrebbe ridotto i margini di manovra dagli operatori italiani, agevolando invece i grandi fondi esteri.
I fondi Pnrr
L'altra importante modifica è quella che non vede comparire nella versione finale il veicolo finanziario destinato a raccogliere le risorse del Pnrr collegate alla Rosco, la società pubblica incaricata dell’acquisto e del successivo noleggio dei treni. L’operazione avrebbe dovuto convogliare circa un miliardo di euro nel Fondo nazionale per l’abitare gestito da Cdp Real Asset. Il rinvio è stato motivato da ragioni tecniche legate alla disponibilità delle risorse del Pnrr, non ancora impegnabili. Si tratta comunque di uno stop temporaneo: il ministero delle Infrastrutture ha confermato l’intenzione di attivare successivamente il nuovo strumento.
Gli affitti degli studenti
Viene rifinanziato poi, con 8,5 milioni nel 2026, il fondo per gli affitti degli studenti fuori sede. Al fondo per gli universitari saranno dedicate risorse che serviranno a sostenere gli studenti appartenenti a un nucleo familiare con un indice della situazione economica equivalente non superiore a 20mila euro e che non usufruiscono di altri contributi pubblici per l’alloggio. La misura, sostenuta sia dalla maggioranza che dall’opposizione, fa riferimento a un plafond istituito nel 2021.
Le regole per negozi e alberghi
Il decreto interviene anche sui progetti immobiliari con funzioni diverse da quella abitativa. Per gli interventi con destinazioni d’uso miste, la quota minima del 70% di edilizia convenzionata sarà calcolata soltanto sulla parte residenziale dell’investimento. Le superfici destinate ad attività commerciali, strutture ricettive o altre destinazioni non residenziali resteranno escluse dal conteggio.
Il Commissario straordinario e le polemiche
Il Commissario straordinario Felice Squitieri potrà avvalersi di un sub-commissario e di una struttura di supporto e potrà operare a mezzo di ordinanza, in deroga a ogni legge diversa da quella penale, fatti salvi il codice antimafia e quello dei beni culturali e vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Ue.
La sua nomina però è stata criticata subito dalle opposizioni. La notizia infatti è arrivata mentre l'Aula di Montecitorio stava discutendo gli ordini del giorno al decreto Piano casa. "Ma vi sembra un comportamento rispettoso?", ha chiesto il Pd. Nel mirino è finito anche il compenso. "C'è un commissario per il Piano casa, che è la più grande agenzia immobiliare creata da questo governo, quindi non è giusto dargli uno stipendio fisso, dovrebbe andare a provvigioni", ha osservato il M5s.
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