È morto Alan Greenspan, storico capo della Fed: aveva 100 anni e guidò la banca centrale
EconomiaÈ morto a 100 anni Alan Greenspan, presidente della Federal Reserve dal 1987 al 2006. Alla guida della banca centrale americana sotto quattro presidenti di entrambi i partiti, fu soprannominato il "Maestro" per come gestì il crollo di Wall Street del 1987. Negli anni la sua reputazione fu però segnata dalle accuse di aver favorito, con una politica monetaria accomodante, le condizioni della crisi del 2008
È morto all'età di 100 anni Alan Greenspan, per quasi due decenni alla guida della Federal Reserve. Economista tra i più influenti della sua epoca, presiedette la banca centrale statunitense dal 1987 al 2006, attraversando le presidenze di quattro inquilini della Casa Bianca, repubblicani e democratici. Il suo nome resta legato sia ai più lunghi periodi di crescita dell'economia americana sia alle critiche piovute dopo la crisi finanziaria del 2008.
Il battesimo del fuoco: il Black Monday del 1987
L'avvio del mandato fu drammatico. A poco più di due mesi dal suo insediamento, il 19 ottobre 1987, Wall Street venne travolta dal crollo passato alla storia come Black Monday: in una sola seduta il Dow Jones bruciò il 22,6%, il peggior ribasso giornaliero mai registrato. Il giorno successivo Greenspan rassicurò gli operatori annunciando che la Fed era pronta a immettere tutta la liquidità necessaria a sostenere il sistema finanziario, e tagliò i tassi a breve per agevolare il credito bancario. La mossa servì a fermare il panico ed evitare una recessione: nel giro di due giorni l'indice recuperò oltre metà delle perdite. Fu quel successo a valergli il soprannome di "Maestro".
Gli anni del "Maestro"
La sua centralità nell'economia statunitense crebbe negli anni Novanta, al punto che nel marzo 1996 la rivista Fortune gli dedicò copertine come "In Greenspan We Trust", a sottolineare quanto fosse diventato decisivo anche sotto la presidenza di Bill Clinton. Durante il suo lungo mandato guidò la Fed attraverso due recessioni, la crisi finanziaria asiatica del 1997, il default russo e il salvataggio dell'hedge fund Long-Term Capital Management nel 1998, gli attentati dell'11 settembre 2001 e lo scoppio della bolla di internet a cavallo del nuovo millennio. La sua priorità costante restò il contenimento dell'inflazione, più che la spinta alla piena occupazione.
L'ombra della crisi del 2008
Se i sostenitori gli riconoscono il merito di aver presieduto la più lunga fase di espansione della storia americana, i critici gli imputano l'opposto. Secondo i detrattori, i tassi d'interesse tenuti bassi per anni avrebbero alimentato la bolla immobiliare poi esplosa nella Grande Recessione, scoppiata poco dopo il passaggio di consegne al successore Ben Bernanke. A finire sul banco degli imputati fu in particolare il cosiddetto "Greenspan put": la disponibilità sistematica della Fed a intervenire per calmare le turbolenze dei mercati, indicata da alcuni economisti tra le condizioni che avrebbero favorito la crisi del 2008.