Rapallo, i Giovani di Confindustria alla politica: "Il Paese non va, servono riforme"
EconomiaGli industriali under 40 chiedono alla politica riforme immediate per rilanciare crescita e occupazione, denunciando tasse elevate, burocrazia e salari troppo bassi per i giovani. Dal convegno di Rapallo, la presidente Maria Anghileri rilancia la proposta di un'Irpef decrescente per gli under 35 e investimenti mirati su energia, innovazione e welfare
I Giovani di Confindustria chiedono un rendiconto alla politica, così come nelle imprese si risponde agli azionisti "di aver investito bene i loro soldi". Dal convegno di Rapallo, tradizionale occasione di confronto degli industriali under 40 con i leader dei partiti, la presidente Maria Anghileri chiede: "Ci serve un impegno concreto da tutte le forze politiche per cui sta iniziando una lunga campagna elettorale: fare le riforme che servono per far ripartire la crescita in Italia", per puntare "sulle forze del Paese: i giovani, le donne, le imprese". E avverte: "Credo che sia chiaro, ormai, che il Paese non va. Che i giovani sono arrabbiati. Sono bloccati. Siamo il Paese più indebitato d'Europa nonostante la prudenza sui conti pubblici del Governo, che riconosciamo pienamente. Non va perché non cresciamo".
Salari bassi e pressione fiscale: "Ingiustificabile"
Per la presidente dei Giovani Imprenditori è "ingiustificabile" che imprese e lavoratori rappresentino "una miniera da cui estrarre l'80% del gettito fiscale è ingiustificabile". E denuncia i salari troppo bassi per i giovani: "Lo Stato, per primo, non paga a sufficienza i suoi lavoratori". Da Rapallo arriva la "proposta forte" di "un salario competitivo per i giovani", rivolgendosi ai leader dei partiti: "Ora ci serve trovare chi abbia il coraggio di attuarla". "È una proposta concreta - spiega- : fino a mille euro in più al mese nel primo anno di lavoro per un under 35. Mille euro che cambiano la vita. Il meccanismo è un'esenzione Irpef decrescente su cinque anni, fino a 50mila euro di reddito: dal 100% nel primo anno al 20% nel quinto".
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Rapallo, il confronto con i leader politici
L'appuntamento di giugno a Rapallo è il momento di confronto con i leader della politica. Sono attesi oggi Antonio Tajani, Matteo Renzi, Elly Schlein. Domani il ministro Adolfo Urso. Anghileri apre il convegno presentando con il suo intervento le "tesi" degli industriali under 40, parla della "promessa di futuro" e averte: "Dobbiamo essere onesti. Una parte di questa promessa, in Italia, si è incrinata. Non tutta, non per tutti. Ma si è incrinata proprio dove dovrebbe esserci più futuro, per i giovani e per le imprese. E noi non possiamo accettarlo". "Abbiamo già incontrato i responsabili delle sezioni giovanili di tutti i partiti a cui abbiamo portato non solo i bisogni delle imprese, ma anche quelle dei nostri collaboratori e dei giovani. Continueremo a farlo, perché crediamo nel confronto con questa politica", dice la leader degli industriali under 40: "Ecco chi siamo: la generazione del 'nonostante tutto'". Perchè in Italia "tassazione, burocrazia e incertezza delle regole sono enormemente più pesanti rispetto ai competitor europei. Nonostante tutto continuiamo a fare impresa in Italia". Ma "farcela nonostante tutto ha delle conseguenze sistemiche sui giovani e sulle imprese. Deve essere chiaro. La prima è che tanti non ce la fanno proprio. Già solo il costo dell'energia rischia di buttarci fuori mercato. Accelerare su nucleare, rinnovabili e concessioni delle autorizzazioni va fatto subito. Ci sono poi le nuove imprese che non nascono più e quelle manifatturiere che sono solo il 13% del totale delle startup innovative. La seconda conseguenza è che stiamo esportando i nostri imprenditori, insieme alle merci. Questo è un prezzo altissimo perché insieme alle imprese se ne vanno il lavoro e le famiglie". E ancora: "Troppo spesso a chi rimane a fare impresa qui in Italia, dopo aver superato ogni ostacolo, resta davvero poco per crescere e per investire. E poco da redistribuire".
L'Europa e la "promessa di futuro"
Il 61% dei giovani europei è ottimista sul futuro dell'Ue, ma teme la mancanza di lavoro di qualità e un welfare pensato per le generazioni precedenti. Alghieri chiede strumenti di debito comune per investire in difesa, intelligenza artificiale e transizione energetica, oltre a un mercato unico dell'energia con infrastrutture europee.
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Un'Irpef decrescente per cinque anni
"Un ragazzo che vuole iniziare non fonda l'impresa in Italia e nemmeno in Europa. La fonda negli Stati Uniti, in Delaware", avverte la leader degli industriali under 40. La misura cardine è il taglio del'Irpef decrescente per 5 anni per i giovani: 100% il primo anno che consentirebbe, al mese, mille euro in più "che cambiano la vita, che permettono di pagare l'affitto, di mettere da parte qualcosa, di decidere di restare qui invece di andare altrove". "Con il Decreto Primo Maggio - dice Maria Anghileri - è stato fatto un passo avanti importante scegliendo la strada del salario giusto", serve "il passo definitivo, quello che cambierebbe la vita a milioni di lavoratori, sarebbe dargli efficacia verso tutti. Per questo le maggiori organizzazioni sindacali e datoriali devono assumersi la responsabilità di fare un accordo sulla rappresentanza che tolga ogni dubbio su chi siano i soggetti più rappresentativi e quali i contratti collettivi da usare come standard". Ma, avverte, "il salario "giusto" non basta per vincere la corsa ai talenti che c'è in tutta Europa. L'unico modo è il salario competitivo". Da qui la proposta di un taglio dell'Irpef decrescente, per cinque anni "perché è una partenza per la carriera, per avviare i progetti di vita. Serve a dare un innesco, non a sostituire le riforme strutturali che questo Paese deve fare per i giovani". È sottolinea: "Una proposta forte, in grado veramente di portare l'Italia tra i paesi più attrattivi d'Europa per i giovani". "Certo, ci sarà un impatto economico ma - dice ancora la presidente dei Giovani Imprenditori - ci rifiutiamo di considerare la spesa per questa misura come un costo, perché è un investimento per il futuro. Sapete quanto sono costate, e costano tuttora, le anticipazioni ala Fornero? 35 miliardi! Cosa vogliamo fare?".
"Scardinare le storture del presente"
Per la leader dei Giovani Imprenditori, un Paese fermo deve "valutare l'impatto dei provvedimenti futuri bisogna scardinare le storture del presente", nvoca investimenti "sul futuro", ed evidenzia che (dati 2024) "su oltre 1.100 miliardi di spesa pubblica, solo 99 miliardi sono stati destinati a istruzione, ricerca e sviluppo. 33 al sostegno delle giovani famiglie e alla natalità. In tutto, 132 miliardi. Dall'altra parte, quasi 400 miliardi sono stati assorbiti dalla spesa previdenziale e assistenziale". E sottolinea: "Siamo davvero sicuri che le storture del sistema non possano essere riequilibrate? È possibile che in questo Paese nessuno si occupi di spending review? In Italia il rapporto fra passato e futuro è di quasi 3 a 1. Questo non è più accettabile! Noi diciamo che deve diventare 1 a 3, a favore dei giovani". Servono "scelte scomode". Nel metodo, la proposta è di "un Indice Futuro: uno strumento pubblico, stabile nelle metriche e aggiornato ogni anno, che misuri non quanto investiamo, quello lo sappiamo già, ma quali effetti producono le risorse, gli incentivi, le norme che destiniamo a natalità, istruzione, innovazione e giovani. La nostra Filiera Futuro".
Retribuzioni e fuga dei talenti
Le retribuzioni dei giovani laureati sono "particolarmente basse" nei servizi, negli studi professionali, nelle Pubbliche Amministrazioni. "Lo Stato, per primo, non paga a sufficienza i suoi lavoratori. Pensiamo ai medici e agli infermieri che emigrano a migliaia!", dice Maria Anghileri, che sottolinea: " "Abbiamo una legge che offre ai pensionati esteri che si trasferiscono nel Sud Italia una flat tax al 7% per dieci anni. Non facciamo niente per trattenere qui i giovani talenti che abbiamo formato con i soldi di tutti. A chi torna con la pensione diciamo: pagate il 7%. Ai giovani che vogliono restare: fatevi carico delle tasse di tutti. Ma vi sembra possibile?".