Bill Gates investe negli hotel Four Seasons: suo il 71,25% delle quote

Economia
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Entro gennaio pagherà 2,21 miliardi di dollari in contanti al principe saudita Alwaleed bin Talal. Il fondatore di Microsoft diventa così azionista di maggioranza di una delle catene alberghiere più famose e lussuose al mondo

La Four Seasons, una delle catene di hotel a cinque stelle più famose e lussuose del mondo, da oggi ha un nuovo azionista di maggioranza: Bill Gates. Attraverso la sua società di investimenti, la Cascade Investment, l’imprenditore di Seattle ha raggiunto un accordo con la Kingdom Holdings per una cifra pari a 2,21 miliardi di dollari da pagare in contanti entro gennaio 2022.

L'accordo

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Rilevando così la metà delle quote dell’azienda guidata dal principe miliardario saudita Alwaleed bin Talal, il fondatore di Microsoft assume di fatto il controllo della catena alberghiera possedendo il 71,25% delle azioni. Fondata nel 1989 dal canadese Isadore Sharp, la Four Seasons Hotels gestisce 121 proprietà in tutto il mondo. Risale al 2007 il primo accordo tra la Cascade e la Kingdom in cui decisero di acquistare ciascuna il 47,5% delle azioni per un totale di 3,8 miliardi di dollari, lasciandone il 5% a Sharp.

I due protagonisti

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L’investimento arriva in un periodo storico particolare per i due imprenditori in questione sia dal punto di vista mondiale che personale. Secondo un sondaggio dell’American Hotel & Lodging Association circa il 42% degli americani intervistati nella scorsa estate hanno cancellato le prenotazioni di vacanze a causa della pandemia. Bill Gates, dal canto suo, deve ancora risolvere le questioni economiche legate al divorzio con Melinda French Gates. Non si conoscono i dettagli, tuttavia la Cascade Investement continua a gestire anche parte della cassa della Gates Foundation, la società di beneficenza fondata dagli ex coniugi Gates nel 2000. Per quanto riguarda il fronte saudita, il principe Alwaleed bin Talal è reduce da una detenzione terminata nel 2018 nel Ritz-Carlton Hotel di Riyadh, in compagnia di reali, alti funzionari e uomini d’affari, come parte della campagna anti-corruzione avviata in Arabia Saudita.

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