Green Pass al lavoro, dubbi anche tra gli imprenditori

Economia

Simone Spina

Il governo prende tempo, i sindacati lo bocciano e diverse aziende non sono d'accordo. Il dibattito sulla certificazione anti-Covid per poter entrare in fabbrica e uffici, proposto da Confindustria, s’infiamma

E’ un terreno scivoloso, e che divide, quello sul quale si muove la proposta degli industriali di chiedere ai lavoratori il green pass anti-Covid per entrare nelle fabbriche e negli uffici. Un’idea che il governo, col ministro del Lavoro Andrea Orlando, respinge in quanto “proposta unilaterale”, ma senza alzare barricate e invitando a un “confronto costante”.

L’ipotesi di Viale dell’Astronomia, nata con l'intento di salvaguardare la salute ed evitare nuove chiusure che danneggerebbero l’economia, prevede che il dipendente non vaccinato possa essere spostato ad altri incarichi, ma anche sospeso, con evidenti ricadute sulla busta paga.

Per tradurlo in pratica, sarebbe necessaria una legge, come quella per medici e infermieri. Una possibilità auspicata dalla presidente del B20 Emma Marcegaglia. “Sono d’accordo ci sia un provvedimento del governo", ha detto a Sky TG24 l’ex numero uno degli industriali, secondo la quale è però necessario un “dialogo con imprese e lavoratori per non creare tensioni inutili”.

Contrari i sindacati, che parlano di effetti discriminatori e di violazione della riservatezza. E critici sono anche diversi imprenditori.

La Coldiretti, per esempio, sottolinea che col green pass sarebbe difficoltosa la raccolta nelle campagne e la vendemmia, non solo perché molti italiani non hanno ricevuto le due dosi del siero ma anche perché circa un quarto dei lavoratori stagionali sono stranieri.

Meno netta la posizione di altre categorie, come quella dei negozianti, che con Confcommercio richiamano l’Esecutivo “all’accortezza”, per bilanciare il contrasto alla pandemia con la ripresa economica. In questo caso la preoccupazione principale è che la certificazione verde chiesta ai clienti possa frenare gli affari.

Spicca, intanto, la proposta di Brunello Cucinelli. L’imprenditore della moda pensa di mettere in aspettativa per sei mesi i suoi dipendenti non vaccinati, garantendo loro lo stipendio

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