Blocco licenziamenti, salta la proroga al 28 agosto: resta solo fino al 30 giugno 2021

Economia

Niente rinvio al 28 agosto. Slitta invece al 31 ottobre esclusivamente per le aziende che utilizzano il FIS o la cassa in deroga (CIGD)

La scadenza per il blocco dei licenziamenti resta fissata al 30 giugno. Salta la proroga al 28 agosto per le aziende che avessero chiesto la cig Covid dall'entrata in vigore del decreto Sostegni bis entro la fine del prossimo mese.

Confermata scadenza del 30 giugno

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Ad oggi, dunque, il blocco dei licenziamenti è previsto fino al 30 giugno, mentre slitta al 31 ottobre esclusivamente per le aziende che utilizzano il FIS o la cassa in deroga (CIGD). Col nuovo orientamento del ministero, oltre alla Cassa Covid, per chi chiede la CIGO non sarebbe dovuto il contributo addizionale (pari al 9, 12 e 15%, a seconda della durata della CIG) per chi chiede la CIGO impegnandosi a non licenziare. Questo l'esito del percorso di approfondimento tecnico nel governo svolto sulla base delle proposte del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che prevedono un insieme più complessivo di misure per sostenere le imprese e i lavoratori nella fase della ripartenza.

Contrarietà dei sindacati

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Blocco licenziamenti, proroga nel Sostegni bis: tutti contro Orlando

Dal Pd sottolineano che il pacchetto lavoro approvato nel decreto Sostegni bis "conferma l'impostazione data dal ministro Orlando con una serie di opzioni a disposizione delle aziende, alternative ai licenziamenti". Il decreto, rimarcano, "contiene importanti misure per sostenere la ripartenza delle imprese dopo la pandemia e il mantenimento dei livelli occupazionali". Oltre agli industriali, già contrari all'estensione del divieto di licenziare e sostenitori di una riforma degli ammortizzatori sociali, anche i sindacati sono tornati sulle barricate. I segretari generali delle strutture della Cgil Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna replicano ai presidenti di Confindustria delle Regioni del nord, che contestano la proroga del blocco dei licenziamenti, definendo "inaccettabile la loro posizione". I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, ritengono che la posizione di Confindustria sia "pericolosa". Da settimane insistono a chiedere che la proroga arrivi almeno fino a fine ottobre; il tempo necessario per completare la riforma degli ammortizzatori sociali, garantendo una copertura universale a tutti i lavoratori. 

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